Io & Marilyn

2009, Commedia

Recensione Io & Marilyn (2009)

Bizzarro, divertente, a tratti eccentrico e velato di malinconia, così ci è apparso Io & Marilyn, il nuovo film di Leonardo Pieraccioni che allieterà le vacanze natalizie degli italiani raccontando una piccola storia d'amore a metà strada tra il classico e il fantasy.

Pieraccioni, l'amore & Marilyn

Gli uomini preferiscono le bionde, ma si innamorano e sposano le brune. Quello che ha fatto anche Gualtiero Marchesi (Leonardo Pieraccioni), manutentore di piscine e fontane fiorentino che ha sposato Ramona (Barbara Tabita), splendida bruna che lo ha sempre considerato un uomo troppo posato e riflessivo. E' per questo che ad un certo punto lo ha lasciato e si è fidanzata con Pasquale (Biagio Izzo), napoletano doc domatore di tigri e abile lanciatore di coltelli del circo Posillipo, insomma uno 'cazzuto' che prende la vita di petto e non sta di certo ad aspettare gli eventi con le mani in mano. Questo è infatti il primo rimprovero che anche Martina (Marta Gastini) - figlia adolescente di Gualtiero e Ramona - fa al suo babbo, colpevole secondo lei di non fare nulla per riprendersi la donna di cui è ancora perdutamente innamorato. Tutti lo sanno e tutti gli consigliano di agire e provare a riconquistarla, specialmente i suoi due amici gay Massimo e Petronio (Massimo Ceccherini e Luca Laurenti) che tra passioni e gelosie gestiscono La boutique del cannolo gioioso, una pasticceria di dolci siciliani. Proprio durante una serata goliardica in casa con loro e con la simpatica signora del piano di sopra accade però l'impensabile. Esperta di sedute spiritiche durante le quali richiama a sé l'adorato marito defunto, l'anziana vicina di casa propone ai tre scettici una prova. Una volta seduti attorno alla candela viene fuori il nome di Freddie Mercury, ma Gualtiero si rifiuta ed essendo il padrone di casa si riserva la decisione optando per una donna, un'attrice famosa, la più bella e desiderabile del mondo: Marilyn Monroe. Tra le risate generali e qualche commento canzonatorio la serata si conclude ma per Gualtiero sarà solo l'inizio dell'avventura, perchè dopo qualche minuto si ritroverà in giro per casa proprio la grande Marilyn.

Sconvolto dalla visione chiama i Carabinieri e successivamente decide di consultare il dottor Verdicchio (Francesco Guccini), uno psichiatra, ma il risultato non cambia. Tutti credono che sia diventato pazzo, lui compreso, ma in realtà lui è l'unico che può vedere e sentire il fantasma di Marilyn visto che è stata sua l'idea di richiamarlo tra i vivi e di richiamarlo con tanto amore nel cuore. L'unica persona da cui Gualtiero avrà comprensione è Arnolfo (Rocco Papaleo), un uomo stranuccio che va in analisi da anni ma che gli assicura che queste cose accadono e sono vere, ne sa qualcosa lui che ha avuto per un mese casa niente meno che Adolf Hitler. Finchè qualcun altro non la 'chiamerà' lei resterà al suo fianco come un'ombra. Constatato il fatto a Gualtiero non resta altra scelta che convivere con Marilyn, provare a conoscerla e magari anche a farsi dare qualche consiglio su come riconquistare Ramona. Anche perchè, chi meglio di lei può aiutarlo a capire le donne?

Suzie Kennedy in una sequenza di Io e Marilyn
Bizzarro, divertente, a tratti eccentrico e velato di malinconia, così ci è apparso Io & Marilyn, il nuovo film di Leonardo Pieraccioni che allieterà le vacanze natalizie degli italiani raccontando una piccola storia d'amore a metà strada tra il classico e il fantasy. Tradizione e innovazione dunque, incarnate contemporaneamente anche dal personaggio di Marilyn Monroe che, grazie alla somiglianza disarmante di Suzie Kennedy con la mitica diva americana, sale sulla macchina del tempo e arriva ai giorni nostri per partecipare in carne ed ossa al film natalizio che se la contenderà con il Natale 'californiano' di Neri Parenti e Christian De Sica. Un'invenzione simpatica e geniale da attribuire allo sceneggiatore Giovanni Veronesi che ha sicuramente apportato una ventata di freschezza nel filone pieraccioniano, negli ultimi anni avaro di grandi idee e orfano della verve degli inizi carriera.

Rocco Papaleo in una scena del film Io e Marilyn
Se ci soffermiamo però ad analizzare più a fondo il film, ci accorgiamo che in effetti la grande novità di quest'anno non sembra essere tanto la presenza di Marilyn, quanto la nuova vena dolceamara con cui Pieraccioni affronta questa sua nuova avventura. Giunto alla soglia dei 45 anni è ormai palese come stia pian piano abbandonando la comicità più fisica ed espressiva che l'aveva contraddistinto ad inizio carriera a favore di una recitazione più 'impegnata', di una comicità più ricercata, più amara e meno bambinesca. Quello che ci rallegra è che nonostante tutto non abbia smesso di farci ridere, seppur con toni diversi, e che abbia scelto di richiamare i suoi compagni di viaggio di sempre Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini e di farli recitare nei panni di due personaggi a dir poco esilaranti e bislacchi, a tratti persino seri e riflessivi ma con la battuta al fulmicotone sempre pronta a scatenare la risata. Tanti personaggi ben scritti, tanti caratteristi di talento ad interpretarli, un amore struggente non ricambiato e una diva di Hollywood di quelle che non si dimenticano come migliore amica, questo il mix vincente che Pieraccioni & Co. hanno messo insieme quest'anno con l'intento di rinnovarsi e senza paura di rischiare. Un plauso gli va reso proprio per questo motivo, per averci regalato un film semplice ma allo stesso tempo nuovo che con l'ottima scrittura e quattro o cinque momenti davvero divertenti, riesce a tenere per tutta la durata un ritmo accettabile senza flessioni.

Massimo Ceccherini e Luca Laurenti in una scena del film Io e Marilyn
Il coraggio non gli manca, la bravura nemmeno, ma sta di fatto che senza il fascino di Marilyn, il caschetto platinato di Ceccherini 'accoppiato' con la gelosia 'pasticcera' di Laurenti, la genialità del personaggio di Papaleo e la sfiziosità di Guccini in versione psichiatrica, staremmo raccontando il solito noioso cinepanettone in fotocopia. Una fantasia che va senz'altro premiata, quella di Pieraccioni, perchè solo uno che ne ha veramente da vendere poteva pensare a Leonardo da Vinci come un abile giocatore di calcio alla Playstation che compra l'Albinoleffe e la guida fino al tetto del mondo...

Recensione Io & Marilyn (2009)
Luciana Morelli
Redattore
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