Mister Felicità

2017, Commedia

Alessandro Siani: “Mister Felicità racconta un momento del nostro Paese che ci rispecchia”

L'attore e regista partenopeo, insieme a Diego Abatantuono, Carla Signoris, Elena Cucci e Cristiana Dell'Anna, ha presentato alla stampa la sua terza prova dietro la macchina da presa. In sala dal 1º gennaio in 600 sale grazie alla 01 Distribution.

A due anni da Si accettano miracoli, commedia dai contorni fiabeschi ambientata nel paesino di Rocca di Sotto nel quale era affiancato da Fabio De Luigi, Alessandro Siani torna alla regia con Mister Felicità. Una pellicola che assume il ruolo di ideale proseguimento tra le varie commedie che si stanno avvicendando sugli schermi italiani durante le festività natalizie, senza ottenere gli incassi e il successo sperati, e l'inizio del nuovo anno cinematografico.

Mister Felicità: Alessandro Siani in un momento del film

Nel film Siani presta il volto a Martino, un giovane napoletano trapiantato in Svizzera che trascorre le giornate a professare la sua stanchezza comodamente seduto sul divano. A mantenerlo ci pensa la sorella Caterina (Cristiana Dell'Anna) grazie al suo lavoro di donna delle pulizie presso il mental coach Guglielmo Gioia (Diego Abatantuono), dottore specializzato nell'aiutare i pazienti attraverso il pensiero positivo. Quando un incidente la costringe ad una lunga riabilitazione, Martino, decide di prendere il suo posto ma, per una serie di equivoci e la necessità di racimolare il denaro necessario alle spese mediche della sorella, inizierà a fingersi l'assistente del Dottor Gioia. Decisione che lo porterà a annoverare tra i suoi pazienti Arianna Croft (Elena Cucci), campionessa di pattinaggio sul ghiaccio senza più fiducia in se stessa dopo una brutta caduta.

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Il senso della felicità

Mister felicità: Alessandro Siani sul set

Terza prova dietro la macchina da presa, dopo Il principe abusivo e il già citato Si accettano miracoli, e nuovo tentativo di mostrare realtà opposte, inizialmente agli antipodi, per il regista partenopeo. "La mia era un'esigenza di raccontare non più solo le differenze classiche tra Nord e Sud o tra ricchi e poveri, ma un momento particolare del nostro Paese che ci rispecchia", sottolinea Alessandro Siani all'inizio della conferenza stampa, proseguendo: "La mancanza di ottimismo nell'affrontare la vita, la grande confusione e rabbia per tutto quello che ci succede intorno. Rialzarsi dopo una caduta. È questo quello che mi ha stimolato a scrivere questo film. La capacità di dare entusiasmo a chi magari non ha la forza in sé. Ho messo insieme due pessimisti che unendosi hanno fatto scoccare la scintilla della felicità". Una pellicola che ritrova le suggestive ambientazioni del suo debutto alla regia nel 2012 al fianco di Christian De Sica e Sarah Felberbaum. "Sono scaramantico", dichiara ridendo il regista, "'Il principe abusivo' per me è un film importantissimo che ha segnato il mio debutto alla regia ed è sfociato in uno spettacolo teatrale. Ma, scaramanzia a parte, la scelta delle location è stata dettata anche dalla forte atmosfera che quei luoghi regalano alle inquadrature".

Mister felicità: Elena Cucci in una scena del film
Mister Felicità: Elena Cucci e Alessandro Siani in una scena del film

Mister Felicità ha poi un'altra cosa in comune con i precedenti lavori di Siani. Si tratta della componente sentimentale che affianca quella prettamente comica alla base del film. "Se non ci fosse stato un po' d'amore magari non ci sarebbero state neanche le risate. C'è sempre qualcosa che deve muoversi all'interno dei personaggi. E poi è qualcosa che mi viene spontaneo inserire nei film perché mi piace come spettatore" racconta Siani, molto attento in fase di sceneggiatura, scritta a quattro mani con Fabio Bonifacci, a non lasciarsi andare ad una comicità triviale per raggiungere un pubblico trasversale. "Il lavoro più difficile è quello di scrivere qualcosa che non sia volgare. Mi auguro non ci sia bisogno di esagerare per arrivare alla battuta o alla risata. Fare un film per tutta la famiglia è quello che mi sono sempre imposto, un punto chiaro anche ai miei produttori".

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Lo stato della commedia italiana

Mister Felicità: Diego Abatantuono e Carla Signoris in una scena del film

Ma Mister Felicità vanta anche la presenza di un numero considerevole di co-protagonisti, da Cristiana Dell'Anna a Carla Signoris passando per Elena Cucci e Diego Abatantuono. Proprio l'attore milanese si sofferma a raccontare l'esperienza sul set con la sua tipica ironia. "È quasi troppo facile lavorare con Carla Signoris", afferma sorridendo il comico: "Non conoscevo Alessandro come regista e mi ha stupito. Non pensavo fosse così attento e partecipe nel realizzare questa parte del lavoro. È stato anche molto accurato nel montaggio, evitando sbrodolamenti". La parola è poi passata a Elena Cucci, che ha raccontato l'impegnativa preparazione fisica che ha accompagnato la creazione del suo personaggio. "Tre o quattro mesi prima dell'inizio delle riprese", l'anticipa Siani, "Elena ha iniziato ad allenarsi mentre eravamo in tournée con 'Il Principe abusivo'", fondamentale per dare credibilità alla campionessa di pattinaggio chiamata ad interpretare. "È stato un percorso stimolante perché l'obiettivo da raggiungere era alto", ha poi affermato la Cucci: "Mi sono allenata sia sulla pista sia in palestra, seguita anche da coreografi. All'inizio è stato frustrante, cadevo in continuazione. Tanti lividi ma anche tanta soddisfazione".

Mister Felicità: Alessandro Siani, Diego Abatantuono e Carla Signoris in una scena del film

Non poteva poi mancare una domanda per il regista/interprete sullo stato della commedia in Italia alla luce anche dei risultati deludenti al botteghino che hanno caratterizzato, in varie sfumature, tutte le pellicole italiane distribuite durante il periodo natalizio. "Sono sempre molto ottimista, mi auguro risultati migliori perché dietro ogni lavoro ci sono sempre grandi professionisti. Stiamo parlando di 'signori della commedia': Christian De Sica, Aldo, Giovanni e Giacomo, Enrico Brignano, Lillo e Greg...", rimarca Siani. "Non si tratta di un film ma di un momento storico particolare dove il cinema americano sembra avere segnali più forti di quello italiano. Non credo nelle nomenclature come 'cinepanettoni' ma in commedie che possono funzionare o meno e magari in un altro periodo questi stessi film avrebbero incassato di più".

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