Meryl Streep, le 20 migliori performance della “Signora degli Oscar”

Grazie alla commedia Florence, l'inarrivabile Meryl Streep ha appena collezionato la ventesima nomination all'Oscar della propria carriera: un traguardo impressionante che vogliamo celebrare ripercorrendo i venti ruoli candidati all'Oscar dell'attrice americana, che includono classici come Il cacciatore e La mia Africa.

Oscar 2012: Meryl Streep è la miglior attrice protagonista per The Iron Lady

"Quando hanno chiamato il mio nome, ho avuto la sensazione di sentire mezza America esclamare: 'Oh, no... ma dai... perché lei... ancora?'". Le parole con cui, il 26 febbraio 2012, Meryl Streep aprì il proprio discorso di ringraziamento per aver ricevuto il suo terzo Oscar testimoniano alla perfezione l'impagabile autoironia di un'attrice il cui livello di popolarità e di consensi è assolutamente ineguagliato, nel panorama del cinema contemporaneo, e alla quale abbiamo già avuto modo in questi giorni di rendere omaggio, quando un altro suo discorso al momento di ritirare un premio - il Golden Globe alla carriera - è arrivato addirittura a suscitare le rimostranze del Presidente degli Stati Uniti.

"Perché lei... ancora?": se Meryl stessa si è posta questa domanda, probabilmente è lecito affrontare la questione. La risposta, lampante nella sua semplicità, è che l'attrice del New Jersey ci ha stupito, divertito ed emozionato in talmente tante occasioni che talvolta rischiamo di darla quasi per scontata; eppure rimane il maggior talento nel campo della recitazione in tutta l'America da circa quattro decenni.

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Roma 2016: un primo piano di Meryl Streep sul red carpet di Florence Foster Jenkins

Ciò nonostante, questo assunto non ci impedisce certo di provare a valutare con obiettività un 'idillio' di cui si è parlato infinite volte, specialmente nell'attuale periodo dell'anno: il rapporto privilegiato fra Meryl Streep e gli Academy Award. L'ottantanovesima edizione degli Oscar è stata contrassegnata da un nuovo record per Meryl: la ventesima nomination della sua carriera, un traguardo mostruoso che le ha permesso di rafforzare un primato irraggiungibile. Con venti candidature (e tre statuette), contro le dodici di Katharine Hepburn e Jack Nicholson e le dieci di Bette Davis e Laurence Olivier, la Streep è l'attrice più nominata di sempre agli Academy Award. Per quanto, a voler essere oggettivi a dispetto della nostra adorazione per Meryl, forse non proprio tutte e venti sono state così meritate. Di seguito, lanciamoci dunque in un'impresa piuttosto ambiziosa: stilare una classifica dei venti "ruoli da Oscar" di Meryl Streep, in ordine ascendente, tenendo conto sia del valore del film, sia della forza delle singole performance.

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20. La musica del cuore (1999)

Meryl Streep

E per il 'fondo' della nostra classifica, purtroppo, ci sono ben pochi dubbi: non ce ne voglia Meryl, la cui bravura, sfoderata pure in quest'occasione, rimane l'unica ragion d'essere di un film sdolcinato e convenzionale. Unica (e poco fortunata) 'escursione' di Wes Craven al di fuori dei territori dell'horror e della suspense, La musica del cuore vede la Streep nei panni di Roberta Guaspari, madre divorziata che si adopera a insegnare violino a ragazzi afroamericani in una scuola nei sobborghi di Harlem: un'edificante "storia vera" da annoverare fra i titoli meno interessanti e riusciti nella filmografia della nostra Meryl, destinataria di una nomination che avrebbe potuto ricompensare invece pellicole di caratura assai maggiore.

19. Into the Woods (2014)

Into the Woods: la prima immagine di Meryl Streep nei panni della Strega

Un altro esempio di poco giustificabile 'pigrizia' da parte dei membri dell'Academy: la penultima candidatura di Meryl Streep, e la quarta nella categoria come miglior attrice supporter, conseguita per la trasposizione cinematografica del musical Into the Woods, per la regia di Rob Marshall. Intendiamoci: nei panni della Strega che si aggira nel bosco, fra altri personaggi del mondo delle fiabe, la Streep non sfigura affatto, e ancora una volta dà prova pure delle sue ottime doti canore. Ma siamo pronti a scommettere che, se una qualunque altra attrice fosse stata ingaggiata in quel medesimo ruolo, la nomination all'Oscar sarebbe rimasta soltanto un miraggio.

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18. Florence (2016)

Florence: Meryl Streep in una scena del film

Sono "dolenti note", in tutti i sensi, quelle legate alla ventesima nomination di Meryl Streep, nonché la sedicesima come miglior attrice protagonista, ottenuta pochi giorni fa per la commedia Florence di Stephen Frears. Nel ruolo biografico di Florence Foster Jenkins, cantante d'opera amatoriale terribilmente stonata nella New York degli anni Quaranta, la Streep regala qualche siparietto buffo, qualche momento più intensamente patetico ma non molto altro, sfiorando a tratti perfino la caricatura. Non tanto a causa sua, comunque, quanto per il registro adottato da un film fin troppo sbilanciato in direzione della farsa, e che perde su tutta la linea o quasi il confronto diretto con Marguerite, versione francese della stessa vicenda, uscito un anno prima nelle sale e con una Catherine Frot decisamente più convincente di Meryl. Ci dispiace ribadirlo, ma candidare di nuovo la Streep in un'annata piena zeppa di grandi performance femminili è stato uno dei maggiori 'svarioni' degli Oscar 2017.

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17. Julie & Julia (2009)

Meryl Streep è Julia Child nel film Julie & Julia

Impressionante mimetismo o manierismo da istrione? È il dibattito che, da almeno un decennio, tiene banco a proposito di una particolare categoria delle performance di Meryl Streep: quelle relative a personaggi molto eccentrici e sopra le righe. È il caso di Julia Child, la celebre chef americana, star di un noto programma di cucina, ritratta dalla Streep nella commedia Julie & Julia di Nora Ephron. L'aderenza fra la 'vera' Julia Child e la Meryl del film è, manco a dirlo, notevolissima, a partire dalla voce acuta e stridula; ciò nonostante la pellicola della Ephron fatica a spiccare il volo o a rivelarsi davvero memorabile. In ogni caso, nell'anno in cui l'Academy premiò come miglior attrice la Sandra Bullock del mediocre The Blind Side, non abbiamo certo il coraggio di lamentarci per la nomination a Meryl...

16. Ironweed (1987)

Meryl Streep

È il film che ha provato come, già nel 1988, Meryl Streep fosse diventata una sorta di "candidata di default", il nome da inserire all'occorrenza per i membri dell'Academy in caso di carenza di idee: se infatti tutte le sue precedenti nomination provenivano da film di primissimo piano, quella per Ironweed di Hector Babenco era tutt'altro che scontata... soprattutto considerando il fatto che, in quasi due ore e mezza di durata, la Streep compare in scena molto meno rispetto al vero protagonista del film, Jack Nicholson (candidato come miglior attore). Meryl, a ogni modo, si produce in una sorprendente trasformazione nei panni di Helen Archer, clochard malata e alcolizzata nella Albany degli anni Trenta, e nel momento clou della sua performance si lancia sulle note della canzone He's My Pal.

15. Il ladro di orchidee - Adaptation (2002)

Meryl Streep

All'interno di una commedia bizzarra e profondamente "metanarrativa" come Il ladro di orchidee di Spike Jonze, con una fitta rete di collegamenti tra finzione e realtà, Meryl Streep ruba la scena nella parte della giornalista Susan Orleans (ricalcata sulla 'vera' Susan Orleans), scrittrice insicura e con qualche segreto da nascondere, costretta a cimentarsi con lo sceneggiatore che sta adattando per lo schermo il suo romanzo Il ladro di orchidee. Per una prova sapientemente sospesa fra dramma e commedia, la Streep ha ricevuto la sua terza nomination all'Oscar come miglior attrice supporter; ma vale la pena ricordare che, sempre nel 2002, Meryl si è dimostrata perfino più brava in un altro film, The Hours, per il quale però ha dovuto "cedere il posto" nella cinquina dell'Oscar alla comprimaria Nicole Kidman.

14. La voce dell'amore (1998)

Meryl Streep

Probabilmente non sono in molti a ricordare La voce dell'amore di Carl Franklin, canonico weepie a sfondo familiare in cui Meryl Streep veste i panni di Kate Gulden, casalinga di mezza età malata di cancro e legata da un difficile rapporto alla figlia Ellen (Renée Zellweger). In questa rielaborazione "alla rovescia" di un canovaccio in stile Voglia di tenerezza, la Streep si cimenta in una serie di duetti di tutto rispetto con la Zellweger e gli altri comprimari e regala diversi momenti emozionanti, incluso un commosso monologo che, già da solo, sarebbe bastato a farle meritare la nomination all'Oscar come miglior attrice.

13. Un grido nella notte (1988)

Meryl Streep

Una delle caratteristiche per cui Meryl Streep è riconosciuta come una delle interpreti più camaleontiche di sempre è la sua capacità di riprodurre le lingue e gli accenti più diversi: e nel 1988 fece sensazione il suo ritratto di Lindy Chamberlain, una madre di famiglia australiana accusata di aver ucciso la figlioletta Azaria, nel film Un grido nella notte di Fred Schepisi, ispirato a una reale vicenda giudiziaria. Un grido nella notte è un discreto docudrama senza particolari ambizioni, ma la prova della Streep, in costante equilibrio tra sofferenza, freddezza e risentimento, è il suo indubbio punto di forza: oltre alla candidatura all'Oscar, Meryl conquistò anche il premio come miglior attrice al Festival di Cannes.

12. I segreti di Osage County (2013)

Meryl Streep in una scena de I segreti di Osage County

Qualche critico ha imputato a Meryl Streep un certo overacting nella sua interpretazione di Violet Weston ne I segreti di Osage County di John Wells, adattamento di un'acclamata pièce teatrale di Tracy Letts; ma a nostro giudizio, l'attrice si cala nel ruolo di questa severa matriarca di una famiglia dell'Oklahoma, gravemente malata e appena rimasta vedova, con una presenza scenica, un'energia e una 'ferocia' da manuale, riuscendo a rendere in maniera ammirevole le eccentricità del suo personaggio. A fasi alterne disperata o ironica, lucidamente tagliente o in preda al delirio, la Violet disegnata dalla Streep è una primadonna che lascia il segno.

11. Il diavolo veste Prada (2006)

Se prendiamo in considerazione gli ultimi vent'anni (ma forse anche gli ultimi trenta), Miranda Priestly è senza dubbio il personaggio più famoso e iconico interpretato da Meryl Streep. Nella commedia di enorme successo Il diavolo veste Prada di David Frankel, la Streep si immerge negli elegantissimi abiti della spietata direttrice di una rivista di moda, trasformando un ruolo potenzialmente monodimensionale in una figura assai più complessa: rigidamente autoritaria e capace di imporsi sulla scena anche attraverso una performance misuratissima. Mentre il monologo/confessione di una Miranda struccata e senza filtri, a proposito della sua separazione dal marito, resta fra le migliori pagine nel repertorio della Streep.

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10. Cartoline dall'inferno (1990)

Meryl Streep

Meryl Streep nella parte di Carrie Fisher e Shirley MacLaine in quella di Debbie Reynolds: è il geniale casting alla base di Cartoline dall'inferno, trasposizione diretta da Mike Nichols del libro autobiografico di Carrie Fisher. E la Streep non si risparmia nel ruolo di Suzanne Vale, alter ego della Fisher: un'attrice quarantenne con gravi problemi di tossicodipendenza e una carriera in caduta libera, costretta a confrontarsi con una madre-diva dalla personalità strabordante. Miscelando perfettamente dramma, (auto)ironia e parentesi comiche, Meryl regala una prova gustosissima, coronata nel finale dalla sua esibizione canora nel brano I'm Checkin' Out.

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9. The Iron Lady (2011)

Iron Lady: Meryl Streep in auto in una scena del film

Fra le 'trasformazioni' di Meryl Streep, è stata una delle più clamorose ed immersive: quella che ha visto la First Lady del cinema americano confrontarsi con il ruolo - e l'icona - della "Lady di Ferro", il Primo Ministro britannico Margaret Thatcher, nel biopic The Iron Lady di Phyllida Lloyd. Impegnata a restituire sia l'incrollabile determinazione di una donna al potere in un mondo di uomini, sia la fragilità di una Thatcher ormai anziana e affetta da demenza senile, la Streep si getta anima e corpo in una prova mimetica al massimo grado. E per quanto non sia forse una delle sue migliori performance in assoluto, e di certo non uno dei suoi migliori film (a causa di una velata tendenza all'agiografia), nel 2012 l'Academy si è inchinata al suo cospetto tributandole il suo terzo, sudatissimo Oscar.

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8. Il dubbio (2008)

Amy Adams e Meryl Streep in un'immagine del film Il dubbio

Se non fosse stato per la necessità di ricompensare finalmente Kate Winslet, l'atteso terzo Oscar di Meryl Streep sarebbe potuto arrivare con tre anni d'anticipo, e per una prova ancora migliore rispetto a The Iron Lady: quella nella tonaca di suor Aloysius Beauvier, inflessibile direttrice di una scuola cattolica nel Bronx degli anni Sessanta, ne Il dubbio, adattamento per il grande schermo del dramma teatrale di John Patrick Shanley (anche al timone di regia). Un testo superbo servito a meraviglia da una formidabile squadra di interpreti, fra i quali Meryl strappa l'applauso con il suo ritratto di un personaggio duro e a tratti sgradevole, ma implacabile nella propria ostinazione nell'individuare e punire il peccato a qualunque costo.

7. Il cacciatore (1978)

Meryl Streep e Robert De Niro ne Il cacciatore di Michael Cimino

La prima, storica nomination all'Oscar per Meryl Streep, nella categoria come miglior attrice supporter, alla sua seconda apparizione al cinema un anno dopo il debutto: è quella ne Il cacciatore, struggente capolavoro di Michael Cimino sul conflitto in Vietnam. E per il pubblico dell'epoca, lasciarsi commuovere da questa sconosciuta ventinovenne nella parte di Linda, divisa tra la fedeltà per il fidanzato Nick Chevotarevich (Christopher Walken) e l'amore per il suo amico e commilitone Mike Vronsky (Robert De Niro), dev'essere stata un'autentica rivelazione. Cimino si fidò a tal punto del talento della Streep da permetterle di ampliare il proprio ruolo, e Meryl sfruttò al meglio quest'opportunità: se non fosse stato per una deliziosa Maggie Smith, è assai probabile che la Streep avrebbe vinto l'Oscar già al primo tentativo.

6. Kramer contro Kramer (1979)

Una vittoria rimandata di appena un anno, per la splendida prova in Kramer contro Kramer, pluripremiato dramma familiare per la regia di Robert Benton, in cui a Meryl Streep è affidato il personaggio di Joanna Stern, ex moglie di Ted Kramer (Dustin Hoffman), che nella seconda parte del film ingaggerà con l'uomo una dura battaglia legale per la custodia del figlio Billy. I sentimenti conflittuali di Joanna sono espressi dalla Streep con una spontaneità stupefacente: basti rivedere la scena in cui la donna viene chiamata a deporre in tribunale, tra frasi spezzate cariche di pathos e sguardi traboccanti di senso di colpa. Una performance magnifica che, nel 1980, le è valsa il premio Oscar come miglior attrice supporter.

Meryl Streep

5. La mia Africa (1985)

Meryl Streep

L'apice della popolarità di Meryl Streep, nel pieno degli anni Ottanta; il romanzo autobiografico di una delle più grandi scrittrici europee del Novecento; un regista di primo piano di Hollywood, Sydney Pollack, alle prese con uno dei suoi progetti più ambiziosi: agli Academy Award del 1986 La mia Africa riportò un autentico trionfo, con ben sette Oscar, mentre alla Streep andò di diritto la nomination come miglior attrice. L'intera pellicola, del resto, si regge su di lei: la sua Karen Blixen, baronessa danese che, negli anni Dieci, si trasferisce nel continente africano, è in apparenza un'eroina romantica, ma soprattutto una donna coraggiosa e sensibile. Quanto basta per permettere a Meryl di creare uno dei personaggi indimenticabili della sua filmografia.

4. La donna del tenente francese (1981)

Meryl Streep

Tempo fa, in un'intervista, Meryl Streep dichiarò di non essere per nulla soddisfatta della sua prova d'attrice nel film La donna del tenente francese. Perdonaci, Meryl, ma non potremmo essere meno d'accordo: la sua doppia performance nello stupendo dramma romantico di Karel Reisz, tratto dal romanzo di John Fowles, sprigiona una forza e un magnetismo più unici che rari. Nei ruoli di Sarah Woodruff, affascinante giovane donna che, nel pieno dell'età vittoriana, fa innamorare di sé il rispettabile Charles Smithson (Jeremy Irons), e di Anna, la star del cinema impegnata a interpretare Sarah davanti alla cinepresa, la Streep emana un carisma che ha ben pochi eguali. Grazie a La donna del tenente francese, per lei arrivò la terza candidatura all'Oscar e la prima come miglior attrice protagonista, con una statuetta mancata per un soffio (l'Academy le preferì una leggenda di un'altra generazione, Katharine Hepburn).

3. I ponti di Madison County (1995)

Meryl Streep

Dopo La donna del tenente francese e La mia Africa, un'altra appassionata storia d'amore che ha visto Meryl Streep come meravigliosa protagonista: ne I ponti di Madison County, diretto e interpretato da Clint Eastwood, la Streep presta il volto a Francesca Johnson, madre di famiglia italoamericana dell'Iowa che, durante quattro giornate lontana dal marito e dai figli, incontra un fotografo del National Geographic, Robert Kincaid, con il quale vivrà una breve ma indimenticabile passione extraconiugale. La naturalezza con cui Meryl rende sullo schermo i palpiti, le incertezze, i desideri repressi a fatica e il groviglio di sentimenti della sua Francesca lascia a bocca aperta, mentre la scena conclusiva del 'dilemma' fra i due uomini della sua vita è una prova di bravura davvero incredibile.

2. Silkwood (1983)

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Nessuna trasformazione fisica, nessun accento particolare, ma semplicemente la forza d'animo, l'angoscia e il coraggio di una donna decisa a battersi per la propria vita e per quella dei suoi colleghi e amici. In Silkwood, uno dei migliori film di Mike Nichols, Meryl Streep dipinge un memorabile ritratto del personaggio del titolo, Karen Silkwood, operaia in un impianto di combustibile nucleare in Oklahoma che, negli anni Settanta, si adoperò nel raccogliere prove sulle scarsissime condizioni di sicurezza adottate all'interno della fabbrica. La Streep rifugge però ogni tentazione di agiografia, trasmettendo al contrario la complessa umanità della sua protagonista, e ci regala una performance straordinariamente coinvolgente in un film di rara bellezza.

1. La scelta di Sophie (1982)

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Non avrebbe potuto essere altrimenti, per il primo posto della nostra classifica. Il ritratto di Sophie Zawistowski, immigrata polacca nell'America del secondo dopoguerra, scampata al campo di concentramento di Auschwitz e gravata da un tragico segreto, è entrato negli annali del cinema come una delle migliori interpretazioni di tutti i tempi: una di quelle prove d'attrice in grado di commuoverti a ogni visione e a cui destinare un capitolo in tutti i manuali di recitazione. Trasposizione dell'omonimo romanzo di William Styron a cura di Alan J. Pakula, La scelta di Sophie è un film che vive e respira attraverso la gigantesca prova di Meryl Streep, caratterizzata da un'intensità straziante: che si tratti di esprimere l'effimera euforia di una giovane donna al fianco del proprio innamorato o la sofferenza, indicibile e divorante, di una sopravvissuta che ha sperimentato l'orrore nazista sulla propria pelle e nel proprio cuore. Un premio Oscar come miglior attrice, quello attribuito alla Streep nel 1983, meritato come pochissimi altri.

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