Loving Pablo

2017, Poliziesco

Loving Pablo, Javier Bardem nei panni di Escobar: “Per interpretarlo mi sono ispirato agli ippopotami"

Penelope Cruz e l'attore spagnolo danno vita ad un biopic classico, dedicato alla vita privata del celebre nacrotrafficante colombiano. Tratto dall'omonimo romanzo autobiografico della giornalista Virginia Vallejo, il film di Fernando León de Aranoa è stato presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.

LovingPablo

Lo sguardo profondo, assorto, pronto a scavare con pazienza dentro quello del suo interlocutore. L'atteggiamento passivo, abile a celare la furia cruenta di un uomo pronto a divorare il mondo intero senza pietà alcuna. E poi le mani conserte dietro la schiena, quasi a controbilanciare lo stomaco prominente. Pablo Escobar sembra un personaggio scritto apposta per il cinema, un uomo dalla presenza scenica carismatica e catalizzante e dalla vita torbida. Non è un caso che quell'uomo abbia fatto della Colombia il suo palcoscenico di morte e del narcotraffico il suo spettacolo sfrontato. Non è un caso che uno dei più grandi e complessi criminali del Novecento sia stato ritratto in ogni sfumatura da una delle serie più apprezzate degli ultimi anni (Narcos) e ripreso anche da un film meno fortunato (Escobar). L'indagine nei confronti di Escobar continua con questa terza incarnazione di nome Loving Pablo, biopic canonico dal retrogusto classico, tratto dall'omonimo romanzo autobiografico scritto dalla giornalista Virginia Vallejo. Presentato Fuori Concorso alla 74esima Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, il film di Fernando León de Aranoa adotta un punto di vista inedito, spostandosi dietro gli occhi di Vallejo (interpretata da Penelope Cruz) e addentrandosi nella sua relazione extraconiugale con l'imbolsito Escobar di Javier Bardem.

Loving Pablo ci presenta un Escobar già all'apice della sua mania di grandezza, ancora in pieno controllo del suo tracotante regno fatto di cocaina, possesso e fiumi di sangue. Un castello granitico destinato a crollare, travolgendo con i suoi detriti anche la giornalista colombiana, donna conquistata dal fascino magnetico e dalla perseveranza del signore della droga. Javier Bardem e Penelope Cruz hanno traslato il loro rapporto di coppia dentro un amore morboso quanto inevitabile, in cui la cocaina non è forse l'ultima delle dipendenze.

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Amando, odiando Pablo

Venezia 2017: Penélope Cruz, Javier Bardem al photocall di Loving Pablo

Ci sono ruoli che assomigliano a sfide rischiose. Anche se ti chiami Javier Bardem. Succede perché essere preceduti dall'iconica performance di Wagner Moura in Narcos e dalla prova del sempre convincente Benicio Del Toro non crea comodi confronti. In Loving Pablo, un film fortemente voluto da un Bardem da sempre affascinato dal personaggio di Escobar, l'attore spagnolo si è prestato animo e corpo (parecchio corpo) pur di sondare il paradossale carattere di questo uomo tanto attaccato alla famiglia quanto spietato nel seminare cadaveri lungo la sua ascesa. Durante la conferenza stampa gli viene chiesto cosa lo abbia convinto a prendere finalmente i panni del criminale colombiano. Bardem ha risposto così: "Per interpretare un personaggio ci dev'essere sempre un grande motivo di interesse nei suoi confronti, e io ho sempre un interesse innato per capire cosa passi nella testa di certi personaggi così influenti sul nostro mondo. Pablo Escobar era un padre amorevole, ma anche una persona che ha creato tantissimo terrore e orrore nelle vite di altri genitori. Trovo che questa contraddizione terribile sia qualcosa di estremamente interessante, così come la sua morale e la sua etica lo sono. Di solito ogni attore deve difendere il personaggio che interpreta, e in questo caso è complesso farlo. Ci ho messo anni per avere una lettura del personaggio che portasse alla luce queste sfumature contraddittorie di Escobar. Un po' umano, un po' mostro".

Venezia 2017: Penélope Cruz posa al photocall di Loving Pablo

Al suo fianco, raggiante e solare come sempre, c'è una Penelope Cruz invitata a raccontare il processo che l'ha portata nei panni della giornalista rapita dal magnetismo di Escobar. L'attrice ha detto: "Per preparami al meglio, ho studiato tantissimo materiale dedicato a Virginia. Avevo a disposizione il libro, ma anche tanti video e molte delle sue interviste. Era importante cogliere al meglio la sua visione, perché Loving Pablo adotta il punto di vista di questa donna, per questo io dovevo capire come funzionava la sua testa. Così sono entrata nel personaggio senza giudicarlo, e devo dire che è stato difficile. Nel corso dei mesi ho sviluppato un'opinione su di lei, ma mi sono accorta che si tratta di una storia così delicata e intima che è difficile sbilanciarsi davvero. Il film non doveva mostrare una violenza gratuita, infatti mostra un dolore reale, racconta una storia che il cinema aveva la responsabilità di mettere in luce. Penso che Virginia fosse stata attratta dal potere magnetico di Escobar, ma che non avesse alcune idea del disastro a cui stava andando incontro".

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Come un ippopotamo

Venezia 2017: Javier Bardem in uno scatto al photocall di Loving Pablo

Gli autori di Loving Pablo hanno fatto una scelta molto coraggiosa: girare il film in lingua inglese. Nonostante due celebri attori spagnoli nel cast, Fernando León de Aranoa ha optato per un approccio anglofono, motivato così: "Ogni film è un veicolo di emozioni. Queste emozioni vengono espresse soprattutto attraverso i personaggi. Noi volevamo che Loving Pablo avesse un linguaggio più universale possibile, in modo da abbracciare tanti spettatori in tutto il mondo. Quella dell'inglese è stata una scelta pattuita assieme a degli attori di cui vado orgoglioso, degli attori che hanno anche lavorato molto per utilizzare un accento colombiano all'occorrenza". L'attenzione è poi tornata sulla performance fisica di Bardem, costretto ad una trasformazione corporea fondamentale: "Credo che la mia trasformazione fisica sia importante, ma non l'aspetto più importante del film. Per un ruolo così iconico non c'era scelta: l'aspetto fisico doveva essere curato e assolutamente convincente. Ho cercato di rendere al meglio la sua imponenza e di captare la sua strana energia.

È come se Escobar avesse due ritmi diversi: uno interno e uno esterno. Esternamente poteva sembrare persino passivo, lento, indolente, mentre al suo interno si celava una bestia che esplodeva attraverso crimini atroci. Ho lavorato molto anche sulla postura e sulla gestualità, e non va dimenticato il grande lavoro fatto dai truccatori e dai costumisti che mi hanno aiutato tantissimo. Il suo modo di muoversi è molto istintivo, per questo mi sono ispirato al suo animale preferito: l'ippopotamo, ovvero un animale tranquillo, quasi pacifico in apparenza, persino associato al mondo dei bambini, ma anche una della creature più pericolose dell'Africa. Nel film c'è una scena in cui rimango con gli occhi a pelo d'acqua proprio per richiamare l'atteggiamento dell'animale". Loving Pablo arriverà nei cinema italiani il prossimo 12 ottobre, per scoprire il cuore paradossale di questo uomo scisso tra l'amore per famiglia e una ferocia talmente irrefrenabile da essersi dimostrata autodistruttiva.

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