Donnie Darko

2001, Fantascienza

La colonna sonora di Donnie Darko

Lo score è poco vario e molto essenziale, ma si applica meravigliosamente alla sua funzione, che è quella di commentare le immagini più suggestive e surreali della pellicola. Le canzoni fanno il resto.

Sicuramente in molti si sono chiesti che cosa abbia fatto il mito di Donnie Darko, perché un film di nicchia, che non si fece notare, al momento dell'uscita nel 2001, né dal pubblico né dalla critica, sia assurto allo status di cult assoluto in pochi anni. Non c'è una risposta univoca a questa domanda, e se c'è ha a che fare più con le qualità del film che con misteriose strategie di marketing a scoppio ritardato: ma la sua parte nella mitopoiesi dell'eroe interpretato da Jake Gyllenhaal, nella creazione della potente e arcana atmosfera retrò del film, la fa senz'altro la colonna sonora.

Come Kelly era alla sua prima regia, così l'autore dello score originale, Michael Andrews, era al suo esordio come compositore per il cinema. La cosa soprende non poco considerando la qualità complessiva delle composizioni, ma soprattutto considerando il modo in cui Andrews coglie il mood del film e riesce non solo a commentarlo, ma anche ad amplificarlo.
L'ossatura dello score è minimale: un abbondante uso del piano e di lievi e dolorosi vocalizzi femminili che volteggiano su un tappeto di lunghe e inquietanti sonorità atonali. Le costruzioni armoniche sono sempre essenziali, anche se si arricchiscono di effetti nei momenti di maggiore tensione, e i temi che hanno risalto immediato sono pochi: fra tutti s'impone il malinconico valzer che accompagna i movimenti dei "raggi liquidi" che indicano a Donnie il percorso futuro delle persone, e che ritorna, in un arrangiamento ancora più struggente, nella parte finale del film.
Nel complesso, non si tratta di uno score che brilli particolarmente di genialità di per sé, perché non spiazza mai, è poco vario e molto essenziale, ma si applica meravigliosamente alla sua funzione, che è quella di commentare le immagini più suggestive e surreali della pellicola. Le canzoni fanno il resto.

Le canzoni, rigorosamente scelte tra quelle che spopolavano nel periodo in cui è ambientato Donnie Darko, non servono solo a ribadire che siamo nell'autunno del 1988, ma hanno un vero e proprio ruolo di commento, approfondimento e affinamento delle descrizioni. Così, in apertura, The Killing Moon di Echo and the Bunnymen rivela la minaccia che incombe sul quadro idilliaco e spudoratamente americano della villetta dei Darko e del suo vicinato. Head over Heels dei Tears for Fears, una delle melodie più "briose" utilizzate nella pellicola, aiuta a descrivere l'ambiente scolastico al mattino, nel momento in cui è più pieno di promesse, a presentare Gretchen e gran parte dei personaggi che avranno un ruolo importante nella storia, e a introdurre il fondamentale tema del tempo: "Funny how time flies".
E che dire della splendida Under the Milky Way dei Church, che accarezza i ragazzi che si sono appena amati e enfatizza il momento in cui Donnie comprende qual è la sua "missione". La convergenza tra il testo della canzone e quanto avviene sullo schermo si fa qui quasi letterale:

"Wish I knew what you were looking for
Might have known what you would find
And it's something quite peculiar
Something shimmering and white
Leads you here despite your destination
Under the Milky Way tonight
".

C'è da aggiungere forse un commento al brano che chiude il film, una cover di Gary Jules di un altro successo dei Tears for Fears, Mad World, tanto è bella e dolente la canzone quanto la bella la sequenza che accompagna. Mad World, un mondo folle è quello con cui Donnie è arrabbiato, e a cui tuttavia, alla fine, riesce a dare un senso; la canzone è il lamento di chi resta per sempre segnato, suo malgrado, dal destino di questo ragazzo. Per questo Mad World non può che entrare nel cuore dello spettatore incantato, come chi scrive, dal piccolo miracolo di Richard Kelly.

Soundtrack


La copertina di Donnie Darko - Soundtrack and Score
  • Donnie Darko - Soundtrack and Score
  • Etichetta: Sanctuary UK

1.
Never Tear Us Apart
INXS
2.
Head Over Heels
Tears For Fears
3.
Under The Milky Way
The Church
4.
Lucid Memory
Sam Bauer & Gerard Bauer
5.
Lucid Assembly
Gerard Bauer & Mike Bauer
6.
Ave Maria
Giulio Caccini & Paul Pritchard
7.
For Whom The Bells Toll
Steve Baker & Carmen Daye
8.
Show Me (Part 1)
Quito Colayeo & Tony Hertz
9.
Notorious
Duran Duran
10.
Stay
Oingo Boingo
11.
Love Will Tear Us Apart
Joy Division
12.
The Killing Moon
Echo & The Bunnymen
1.
Carpathian Ridge
Michael Andrews
2.
The Tangent Universe
Michael Andrews
3.
The Artifact & Living
Michael Andrews
4.
Middlesex Times
Michael Andrews
5.
Manipulated Living
Michael Andrews
6.
Philosophy of Time Travel
Michael Andrews
7.
Liquid Spear Waltz
Michael Andrews
8.
Gretchen Ross
Michael Andrews
9.
Burn it to the Ground
Michael Andrews
10.
Slipping Away
Michael Andrews
11.
Rosie Darko
Michael Andrews
12.
Cellar Door
Michael Andrews
13.
Ensurance Trap
Michael Andrews
14.
Waltz in the 4th Dimension
Michael Andrews
15.
Time Travel
Michael Andrews
16.
Did you Know Him?
Michael Andrews
17.
Mad World
Tears for Fears
18.
Mad World (remix version)
Tears for Fears
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