Per sesso o per amore?

2005, Commedia

La Bellucci incontra la stampa italiana

Nudità, maternità, politica. Svariati gli argomenti toccati dalla Bellucci alla presentazione del suo nuovo provocante film. Ed è, come al solito, un evento

Pietro Salvatori

La splendida Monica Bellucci è a Roma per la presentazione del suo nuovo film, Per sesso o per amore, del francese Bertrand Blier. Caso più unico che raro per incontrare l'attrice ormai divisa tra la Francia e gli States, che affronta a tutto tondo la nuova pellicola in cui è impegnata, affrontando senza remore la sua confidenza con il nudo al cinema, parlando di "piccolo film d'autore" a fronte delle 250 copie con il quale irromperà sul mercato italiano, e arrivando perfino a sperticarsi in dichiarazioni sulla politica italiana subito dopo aver affermato "io non ne so nulla, non ho proprio seguito le vicende italiane".
C'è materiale su cui discutere dunque.

Ho letto che ha dichiarato che questo film l'ha fatta crescere e progredire come attrice. Ce ne può parlare? Monica Bellucci: Sicuramente lavorare con registi diversi fa crescere. Blier è considerato un po' un maestro nel cinema di genere francese, e questo personaggio l'ha disegnato in modo interessante e complesso, ha mille sfaccettature. Il film è molto particolare, un film molto teatrale. Lei è come se si muovesse su un palco, e conducesse il gioco da lì. E' un film dove lei predomina, un film molto femminista se vogliamo. Il mio personaggio mi ricorda molto "Bocca di rosa", donna forte e decisa. E' d'altra parte una donna che non può resistere all'amore. E' un film molto particolare, un piccolo film d'autore francese, un film strano. Per me poi è giunto in un momento particolarissimo, nel quale stavo allattando la mia bambina, come si potrà anche notare dalle mie forme particolarmente pronunciate e rotonde nel film. E' stato particolarissimo e strano il mio essere madre e attrice allo stesso tempo.

Nel film si insiste molto sul valore della riscoperta del senso del pudore per una donna. Che valore ha per lei?

Il senso del pudore è possibile sempre, in ogni caso, se uno ha rispetto di sé stesso. Non ha nulla a che vedere con la nudità. Io ho accettato moltissime volte la nudità sullo schermo, che è molto più difficile di quella in foto, perché sullo schermo non hai filtri, appari proprio semplicemente per come sei. Sono contro la gratuità nel nudo, che trovo volgare. Ma il corpo alla fine è un oggetto per l'attore, un oggetto di scena, ed è molto bello metterlo a servizio del film. Tra l'altro per fare scene come quelle viste nel film, bisogna avere una fiducia assoluta e una confidenza con il regista, senza la quale è impossibile avere la libertà di prestarsi a scene così.

In Francia il film ha avuto un grandissimo successo. Pensa che possa essere lo stesso pure in Italia?

Ogni mercato reagisce a suo modo nei confronti di un film. Questo è un film molto particolare, molto "francese" e dunque molto adatto a quel mercato e a quella cultura. Non è un film assolutamente lineare, ma c'è d'altra parte una passione, una poesia e un amore grandissimi e per questo è un film che può arrivare a tutti.

Blier, sul set, usava la musica che poi monta nel girato definitivo?

Certamente, la musica era parte integrante di tutta la lavorazione e fonte della nostra ispirazione. Blier ama molto l'Italia, come si può vedere chiaramente dalla pellicola, e infatti nel film quasi tutta la musica è opera lirica italiana. Tra l'altro Blier ha scritto questo film proprio per me dopo aver visto Irreversible. Io ho accettato immediatamente, perché una cosa del genere non può che gratificarti come attrice, e non puoi che progredire.

Come mai non si è doppiata nella versione italiana?

Conoscendo benissimo tre lingue, italiano, francese e inglese, a volte mi ritrovo a dover recitare il film per tre volte diverse, e non sempre è possibile. Ora sto per partire per Stati Uniti e Canada, dove reciterò in un film di Michael Davis con Clive Owen, e per questo il film doveva uscire e non è stato possibile ridoppiarmi.

L'aver avuto una figlia come ha cambiato il suo lavoro?

E' molto strana come dinamica. Io ho ancora assolutamente voglia di fare film per me, di viaggiare ed essere libera. Fortunatamente mia figlia è ancora piccolina, e posso permettermi di portarla con me in giro per il mondo. Quando andrà a scuola sarà un problema, ma fortunatamente posso permettermi di stare anche per un anno senza lavorare, anche se per ora non ne ho affatto intenzione.

Come farai vedere un film del genere quando tua figlia sarà più grande?

Figuriamoci per Irreversibile! Io non faccio film per mia figlia. Cioè, lei è la persona a cui tengo di più in assoluto, la adoro le darei tutto, ma io ho voglia di fare le cose per me, ne ho bisogno, non per il giudizio che fra quindici anni potrà darne mia figlia, che pure sarà libera di formarselo come meglio crede.

Il tuo personaggio esprime una grande libertà recitativa, come tu ne hai sempre dimostrata una grandissima dal punto di vista professionale. Come giudichi i passi indietro fatti in Italia da parte del cinema, ma anche culturale in genere, con le recenti campagne contro la donna?

Mah, io veramente non ne so nulla, non seguo proprio le vicende italiane. Comunque nel cinema è solamente un problema economico e politico, non di talento. L'Italia è piena di grande talento, di giovani di talento, che non riescono a esprimersi. Per il resto penso che sia una cosa aberrante quel che succede, che stiamo facendo enormi passi indietro dal punto di vista culturale e scientifico

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