La vera storia di Jack Lo Squartatore

2001, Giallo

L'inferno dello Squartatore prende vita

Così i fratelli Hughes e lo staff tecnico hanno ricreato luoghi e atmosfere della Londra di fine '800.

La maggior parte degli esterni del film sono stati ripresi a Praga, in alcuni storici castelli alla periferia della città e in una grande riproduzione del quartiere londinese di Whithechapel, dove ebbero luogo gli omicidi. Lo scenografo Martin Childs (vincitore di un Oscar per Shakespeare In Love), ha optato per una ricostruzione da zero del quartiere dopo essersi reso conto che né Praga, né la stessa Londra (i cui palazzi dell'epoca sono andati quasi completamente distrutti) potevano offrire gli esterni necessari per la riproduzione della zona londinese che fu teatro delle orrende gesta di Jack. Così Childs, avvalendosi di un gran numero di foto e di dettagliati disegni, ha progettato in una settimana un set di 100 metri quadrati, realizzato poi nel giro di dodici settimane da un team di 170 persone composto da falegnami, imbianchini ed artigiani; ogni particolare della ricostruzione è stato curato alla perfezione, comprese le strade d'epoca con tanto di autentiche pietre vecchie di un secolo, prestate per l'occasione da alcuni enti locali. Childs si è avvalso poi dell'aiuto di due pittori inglesi per dare la giusta colorazione ai mattoni degli edifici, che hanno così potuto assumere il giusto aspetto antico. Alla fine, tra gli esterni di Whithechapel che sono stati riprodotti, troviamo il Ten Bells Saloon, Commerce Street e Christ Church, oltre ad alcuni dei luoghi precisi dove furono ritrovate le vittime.
Le condizioni atmosferiche della Londra dell'epoca sono state ricreate facendo ampio uso della pioggia, ma utilizzando in maniera molto limitata la nebbia, secondo le indicazioni del direttore della fotografia Peter Deming; questi voleva infatti evitare gli stereotipi sulla Londra perennemente immersa nella nebbia tipici dei film gialli ivi ambientati, stereotipi tra l'altro non corrispondenti a verità nel periodo storico preso in considerazione.
Deming ha scelto di utilizzare per le riprese obiettivi anamorfici con pellicola Kodak; questo dopo una lunga ricerca contrassegnata da un gran numero di prove con i più svariati tipi di lenti su diversi tipi di pellicola. Il risultato finale è una fotografia ricca di colori saturi, tranne per i flashback, filmati su pellicola positiva, per i quali sono state applicate delle calze di seta sul retro degli obiettivi, allo scopo di "addolcire" i toni di colore e di creare una luce soffusa che si differenziasse dal tono cupo del resto del film.
I castelli antichi che sono stati utilizzati per le riprese sono sei: quello di Hradek, utilizzato per gli interni nell'abitazione di Jack Lo Squartatore, costruzione gotica il cui mobilio e i cui insoliti manufatti riflettono perfettamente gli strani gusti dell'assassino; quello di Opocno, costruzione risalente al decimo secolo che ha subito nel corso dei secoli diversi restauri, utilizzato per riprodurre l'abitazione della casa reale; quello di Minisek, che ha ospitato addirittura sette diversi tipi di set (gli uffici e la casa di Abberline, la cella per gli interrogatori, la stanza dell'archivio della polizia, le stalle reali, l'appartamento di Netley e un altro appartamento sito nel quartiere East End di Londra); quello di Praga, nota meta turistica dell'Europa centrale, utilizzato sia per alcune riprese in esterni (come l'esplosione di una bomba al quartier generale di polizia), sia per due set interni situati nella biblioteca Strahov, luogo estremamente suggestivo usato per riprodurre lo studio della regina Vittoria e la biblioteca in cui Abberline fa ricerche sulla massoneria; quello di Doksany, ex monastero dei Gesuiti, utilizzato per riprodurre la camera mortuaria in cui Abberline esamina il corpo della prima vittima; quello di Kacina, risalente ai primi anni dell'800 e considerato il più importante castello imperiale della Boemia, in cui è stata girata la scena di una riunione di massoni fondamentale per la comprensione dell'intera vicenda. Un altro luogo importante utilizzato per le riprese è l'Istituto di Economia di Praga, risalente al 1871 e qui utilizzato per riprodurre il comando della polizia di Sir Charles Warren. Altri luoghi da ricordare sono il cimitero Olsany, dove ha luogo il primo incontro tra Abberline e Mary Kelly, un magazzino della Spalovna Vysocany, utilizzato per gli interni ambientati in un ospedale londinese, e il noto palazzo del Museo Nazionale, sede della "Rivoluzione di Velluto" del 1989 e utilizzato qui per la scena del primo incontro tra Abberline e il dottor William Gull, medico della famiglia reale. Alcuni importanti interni di Whithechapel, inoltre, sono stati riprodotti all'Hostivar Stage di Praga: tra questi, il Ten Bell's Pub, punto di incontro per Mary Kelly e le sue amiche, il covo cinese dove Abberline fuma oppio e ha le sue visioni chiaroveggenti, e l'alberghetto Miller, residenza occasionale delle prostitute (proprio lì, tra l'altro, viene ritrovato il corpo dell'ultima vittima).
Per il film sono state utilizzate in tutto circa duecentocinquanta comparse, tutte vestite con abiti del periodo vittoriano o con riproduzioni dei vestiti trasandati indossati dalle classi popolari dell'epoca. La costumista Kim Barret (già a fianco dei fratelli Wachowski per Matrix) e il suo staff hanno dovuto creare più di quattrocento costumi per il film; per far questo, la Barrett ha compiuto una ricerca servendosi di documenti d'epoca presi dalle biblioteche e di foto, tra le quali spiccano due rare raccolte di lavori di un fotografo inglese che, contravvenendo a quella che era la moda dell'epoca (ovvero quella di ritrarre nelle foto soprattutto la vita delle classi agiate), scelse di catturare con i suoi lavori la realtà vissuta dai ceti più umili. Le prostitute protagoniste possedevano ognuna un solo abito, completo di cappelli e bigiotteria: di ognuno, la Barrett ha creato due versioni diverse, per permettere di girare le cruente scene degli omicidi. Per il suo lavoro, la costumista si è preparata a Londra insieme a uno dei più noti costumisti inglesi, John Bright (da ricordare i suoi lavori per diversi film di James Ivory). L'ispettore Abberline nel film indossa un semplice abito nero, simbolo del suo persistente lutto per la scomparsa della moglie e della sua mancanza di interesse per il vestire in generale; Sir William Gull al contrario è molto appariscente nel suo modo di vestire, e passa molto tempo a curare il suo aspetto esteriore; così come lo stesso Jack lo Squartatore, che nel film possiede un notevole gusto nel vestire, stridente con la sua personalità malata.
Per riprodurre accuratamente le vittime di Jack sono stati utilizzati dei manichini creati dalla Millenium Effects (la stessa compagnia che curò gli effetti speciali di Salvate il soldato Ryan); i tecnici, guidati da Steve Painter, hanno voluto riprodurre fedelmente ogni dettaglio dei corpi e delle orrende mutilazioni subite dalle vittime, e il risultato finale è stato molto realistico, tanto che molte delle attrici hanno rifiutato di visionarlo. Painter e il suo gruppo si sono documentati presso Scotland Yard per il loro lavoro, e hanno avuto accesso ad alcune foto rare relative agli omicidi, oltre ai rapporti dei medici legali dell'epoca; tutto questo materiale ha permesso loro un lavoro di ricostruzione che fosse il più dettagliato e nello stesso tempo il più aderente alla realtà possibile.

L'inferno dello Squartatore prende vita
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