Io danzerò

2016, Drammatico

Io danzerò: talento e ossessione di una danzatrice rivoluzionaria

Presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes del 2016, Io danzerò racconta vita e arte della statunitense Loïe Fuller, pioniera del balletto moderno e punto di riferimento della Belle Époque.

The Dancer: Soko in una bella immagine del film

La statunitense Loïe Fuller non è molto conosciuta al grande pubblico. Eppure, si tratta di una figura rivoluzionaria nel mondo della danza a cavallo tra Ottocento e Novecento che, insieme alle contemporanee Isadora Duncan e Ruth St. Denis, ha portato alla nascita del balletto moderno, espressione artistica in cui l'obiettivo principale era quello di sviluppare movimenti del corpo il più possibile liberi e naturali, in aperto contrasto con la schematicità e le rigide regole proprie del balletto classico ottocentesco.

Ancor prima delle citate Duncan e St. Denis la Fuller andò in questa direzione innovativa, in seguito evolutasi nella danza contemporanea, dando vita alla cosiddetta "danza serpentina": una forma di balletto grazie alla quale, attraverso il sinuoso movimento di abbondanti tessuti di seta indossati dalla danzatrice su cui si riflettevano molteplici luci colorate appositamente proiettate sul palco, lo spettacolo assumeva una forte connotazione scenografica ed emotiva. La nuova concezione della danza fulleriana colpì in profondità l'immaginario parigino ed europeo del periodo e la donna divenne in poco tempo uno dei punti di riferimento artistico-culturali della Belle Époque, influenzando l'Art Nouveau e venendo in più occasioni ritratta dal grande pittore Toulouse-Lautrec.

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The Dancer: Soko si esibisce in un'immagine del film

Arte e vita di un'artista rivoluzionaria

The Dancer: un primo piano di Soko

Adattando il testo Loïe Fuller, danseuse de la Belle Époque di Giovanni Lista, l'esordiente regista e sceneggiatrice francese Stéphanie Di Giusto in Io danzerò racconta per la prima volta al cinema la vita e l'arte della danzatrice nata nel 1862 nell'Illinois. E lo fa partendo dagli anni americani in cui la giovane Fuller sognava di divenire un'attrice, per poi concentrarsi soprattutto sul periodo francese, quando la sua espressione artistica viene finalmente apprezzata grazie alla fiducia accordatele dai gestori del noto locale parigino Follies Bergère, ancora oggi attivo e che all'epoca proponeva una gran quantità di spettacoli teatrali.

The Dancer: Soko in un'immagine del film

Ne emerge l'appassionante e vivo ritratto di una donna geniale, talentuosa, ma anche molto fragile e insicura, disposta però a qualsiasi sacrificio pur di realizzare le propria idea di arte senza scendere a compromessi. Nonostante i costumi di scena fossero molto pesanti e la potenza dei proiettori le rovinassero progressivamente la vista, la Fuller ha sempre continuato a proporre i propri spettacoli incurante dei pericoli per la salute. La parte finale della sua vita non è mostrata nel film, ma la danzatrice morirà di cancro il 1° gennaio del 1928, con ogni probabilità a causa della quantità di radiazioni cui si sottopose utilizzando il radium per rendere fluorescente il proprio costume.

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Un biopic tradizionale ma appassionante, con un'ottima Soko

The Dancer: Soko e Melanie Thierry in un'immagine del film

La cantante, musicista e attrice Stéphanie Sokolinski, in arte Soko, sorprende per l'intensità e l'efficacia con cui restituisce sul grande schermo l'entusiasmo, le sofferenze e le ossessioni di Loïe Fuller. Oltre alla ottima prova della protagonista, Io danzerò si avvale di un cast complessivamente molto convincente, composto tra gli altri da Gaspard Ulliel, Mélanie Thierry e Lily-Rose Depp, la figlia di Johnny Depp che interpreta la danzatrice Isadora Duncan, cui la Fuller diede la possibilità di essere scoperta al pubblico dell'epoca e per la quale provò un sentimento amoroso.

The Dancer: Lily-Rose Melody Depp in un'immagine del film

Pur non essendo un racconto che si distingue per l'originalità narrativa o stilistica, Io danzerò è un appassionante e solido biopic tradizionale abile nel non dare mai spazio a quel tipo retorica che facilmente si può alimentare nel ritrarre la vita di un grande artista, oltre ad avere il pregio di offrire agli spettatori l'opportunità di scoprire una delle più significative figure del mondo della danza dell'ultimo secolo e mezzo.

Io danzerò: talento e ossessione di una...
Luca Ottocento
Redattore
3.5 3.5
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