Primi amori, primi vizi, primi baci

2006, Commedia

Recensione Primi amori, primi vizi, primi baci (2006)

Il film scorre veloce e piacevole su due binari, quello degli adulti e quello dei ragazzi; due mondi che, pur presi dai loro problemi, guardano uno verso l'altro, con nostalgia e ammirazione.

Incontri d'estate

Per i giovani italiani le vacanze sono solitamente di due tipi: con la famiglia o con gli amici. Il passaggio tra questi due opposti modi di vivere l'estate avviene solitamente in modo brusco, magari l'anno prima si era ancora alle calcagna dei genitori e in quello successivo ci si ritrova indipendenti, a vivere in un campeggio, in un appartamento o in un albergo nella sola compagnia dei coetanei. In Francia, invece, spesso non è così, le colonie estive per giovani e giovanissimi sono una realtà ben consolidata e costituiscono non, come si potrebbe maliziosamente pensare, un modo per i genitori per sbarazzarsi dei figli per un pò di tempo, ma un luogo che permetta ai ragazzi di maturare, vincere la loro naturale timidezza e ovviamente giocare e divertirsi con spettacoli, sport e soprattutto amicizie e infatuazioni.

In una di queste colonie è ambientato il film Primi amori, primi vizi, primi baci, Evento Speciale della Festa del Cinema di Roma, e in uscita nelle sale italiane dal 27 ottobre distribuito da Filmauro; una commedia leggera, con una trama lineare che procede in maniera estremamente prevedibile, senza colpi di scena o eventi degni di menzione, ma allo stesso tempo ben caratterizzata dalla freschezza degli interpreti e dalla naturalezza e sincerità della sceneggiatura, ad opera dei due registi Eric Toledano e Olivier Nakache, al secondo lungometraggio insieme e amici da lungo tempo.

La loro amicizia parte proprio da un'esperienza insieme in un campo estivo (il castello che fa da scenografia a gran parte del film è lo stesso dove dieci anni prima avevano lavorato come animatori), ed è evidente che dev'essere per loro un ricordo estremamente piacevole perchè l'intero film ha tutto il gusto di una sana operazione nostalgica, evitando però il bieco sentimentalismo ma spingendo piuttosto sul pedale dell'umorismo, a volte un pò demenziale o infantile, ma comunque garantito da un valido gruppo di attori formato da facce più o meno note del cinema francese (il protagonista Jean-Paul Rouve era l'irresistibile postino ciclista ne Una lunga domenica di passioni, mentre Marilou Berry qualche anno fa è stata la protagonista di Così fan tutti) e un manipolo di straordinari bambini di tutte le età.

Il film scorre veloce e piacevole su due binari, quello degli adulti che si trovano a confrontarsi con responsabilità, difficoltà e sessualità, e quello dei ragazzi con timidezza, insicurezze e la scoperta dell'altra metà del cielo. Due età della vita raccontate parallelamente, due mondi che, pur presi dai loro problemi, guardano uno verso l'altro, con nostalgia e ammirazione, per una pellicola leggera e senza pretese ma comunque piacevolissima, in cui chiunque potrà, se anche in parte, riconoscersi.

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Luca Liguori
Redattore
3.0 3.0
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