Il professor Cenerentolo

2015, Commedia

Il Professor Cenerentolo: Leonardo Pieraccioni festeggia i suoi primi 20 anni da regista

Con il suo nuovo film di Natale, Il Professor Cenerentolo, Leonardo Pieraccioni festeggia i suoi primi 20 anni da regista con una promessa "Stavolta il mio personaggio non sarà un uomo appeso al pero e ingenuo in amore".

Il professor Cenerentolo

2015 – Commedia
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Era il 1995 quando Leonardo Pieraccioni, fino ad allora conosciuto nei teatri toscani come uno dei comici del trio Fratelli d'Italia di cui facevano parte anche Carlo Conti e Giorgio Panariello, ha esordito con il suo primo film da regista: I laureati. Da quel momento in poi per il fiorentino doc, simpatico sornione amante delle belle donne, si sono spalancate le porte della settima arte e anche quest'anno per Natale arriverà in sala una delle sue commedie il cui titolo è Il professor Cenerentolo.

Il professor Cenerentolo: Leonardo Pieraccioni, Massimo Ceccherini e Nicola Acunzo in un'immagine promozionale del film

Stavolta l'atto-regista Leonardo Pieraccioni interpreta Umberto Massaciuccoli, un ingegnere finito nel carcere di Ventotene per aver tentato goffamente di svuotare il caveau di una banca. Una volta dietro le sbarre Umberto, tristemente convinto che la figlia lo odi, si diletta a dare ripetizioni alla figlia del direttore (Flavio Insinna) e si concede qualche evasione, mentale e fisica, per fantasticare su Morgana (Laura Chiatti), una giovane donna di cui si è infatuato a prima vista.

20 anni da cabarettista prestato al cinema e il bilancio è positivo

Il professor Cenerentolo: Flavio Insinna e Leonardo Pieraccioni in un'immagine promozionale del film

Nella conferenza stampa Romana di Il Professor Cenerentolo, che sarà al cinema a partire dal prossimo 7 dicembre, Leonardo Pieraccioni ha parlato del suo primo film, I Laureati, di cui si festeggia proprio in questo 2015 il ventennale. "Il bilancio di questi primi 20 anni da regista non può che essere positivo" ha confessato Pieraccioni "E per questo non posso che ringraziare il pubblico che è sempre stato molto generoso con i miei film, e che spero che continui ad esserlo anche con quest'ultimo lavoro. I laureati era nato dalla speranza di vedere realizzato un lungometraggio in pellicola, perché prima avevamo girato dei corti con una telecamerina, e si è trasformato nell'inizio di un viaggio. Io sono un cabarettista prestato al cinema, il cinema è l'amante per la quale ho tradito un'attività che non ho mai lasciato."

Un personaggio inedito come regalo di compleanno

Il professor Cenerentolo: Laura Chiatti e Leonardo Pieraccioni in un'immagine promozionale del film

In Il Professor Cenerentolo Leonardo Pieraccioni nel prestare il volto a Umberto per la prima volta interpreta un personaggio diverso dal suo solito, un personaggio che lui stesso definisce finalmente non "Appeso a un pero e ingenuo in amore". "Ho voluto fare un regalo a me stesso per i miei 50 anni," ammette il regista "Perché qualche anno fa un personaggio così l'avrei fatto fare a Ceccherini o a Papaleo, però oggi l'ho voluto intepretare io: con tutte le marachelle che combina, è più divertente di quelli dei miei film precedenti. Se penso ai film che amo di più del passato, i grandi personaggi erano i cialtroni, sempre dotati di una poesia maggiore rispetto ai personaggi risolti."

Come I Soliti Ignoti

Il professor Cenerentolo: Flavio Insinna e Leonardo Pieraccioni in un'immagine promozionale del film

Sia nell'incipit che nella costruzione del protagonista di Il Professor Cenerentolo Pieraccioni sembra aver voluto strizzare l'occhio e omaggiare a uno dei capolavori assoluti della cinematografia nostrana, I soliti ignoti anche se, racconta, "Lo spunto è nato da un fatto successo a un mio amico idraulico, che dopo aver fatto un lavoro per un hotel non è stato pagato e ha rischiato il fallimento: perché il vero lavoro, oggi, è riscuotere i soldi che gli altri ci devono". Per la scrittura del suo ultimo film, di cui è co-sceneggiatore con Giovanni Veronesi e Domenico Costanzo, oltre che dalla storia personale del suo amico, Pieraccioni ha attinto anche dal suo intimo e dalla realtà nelle carceri, come ha asserito lui stesso "Per rendere più intimo il film ho pensato a come avrei reagito se fossi finito in galera a Sollicciano: siccome per prima mi mancherebbe la mia figliola, nel mio film Morgana è una fata che non serve tanto alla storia d'amore, ma a una cosa più nobile ovvero il recupero di Umberto dell'amore della figlia. Non a caso, durante i nostri sopralluoghi carcerari, le cose più strazianti da vedere erano le foto dei figli nelle celle dei detenuti."

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