I segreti di Brokeback Mountain

2005, Drammatico

I 10 anni di Brokeback Mountain: la Top 10 delle più belle love story gay del decennio

10 anni fa esordiva nelle sale americane Brokeback Mountain, la commovente storia d'amore fra i cowboy Heath Ledger e Jake Gyllenhaal: e l'anniversario del film da Oscar di Ang Lee ci offre lo spunto per ripercorrere un decennio di cinema queer con una classifica delle più intense love story che hanno colorato il grande schermo di tinte arcobaleno.

Cosa c'è rimasto? Brokeback Mountain: tutto nasce e finisce qui. A noi non resta nient'altro, nient'altro...

I segreti di Brokeback Mountain

2005 – Drammatico
4.2 4.2

Il 9 dicembre 2005, anticipato dall'entusiasmo della critica e dalla vittoria del Leone d'Oro come miglior film alla 62° edizione del Festival di Venezia, esordiva nelle sale americane I segreti di Brokeback Mountain, una pellicola destinata ad essere consacrata, di lì a breve, come un'autentica pietra miliare per il cinema del Nuovo Millennio. Trasposizione di un racconto della scrittrice Annie Proulx, Brokeback Mountain aveva già attirato notevole attenzione per il soggetto al cuore del film: la storia d'amore fra due ragazzi omosessuali nell'America rurale e puritana nell'arco di due decenni, dal 1963 al 1983.

Heath Ledger e Jake Gyllenhaal sul set di Brokeback Mountain

E benché l'omosessualità, all'interno del cinema statunitense, fosse già stata sdoganata (almeno in parte) negli anni Novanta, sia grazie al movimento del cosiddetto New Queer Cinema, sia per il vasto successo commerciale di titoli come Philadelphia e Piume di struzzo, Brokeback Mountain ha segnato ugualmente un momento di svolta nell'ambito della rappresentazione sul grande schermo della vita sentimentale e sessuale di personaggi gay: infatti mai, prima di allora, una produzione hollywoodiana aveva raggiunto un pubblico così ampio attraverso la narrazione di una love story fra due uomini.

La ballata di Ennis e Jack

Heath Ledger è Ennis Del Mar in Brockeback Mountain

La parabola amorosa dei cowboy Ennis Del Mar e Jack Twist, interpretati da due star in rapida ascesa quali Heath Ledger e Jake Gyllenhaal, è riuscita invece a coinvolgere ed emozionare un numero di spettatori che trascende di gran lunga i circoli dei cinefili o la comunità omosessuale, fino ad entrare nell'immaginario collettivo e a trasformare Brokeback Mountain in un inaspettato campione d'incassi (centottanta milioni di dollari in tutto il mondo). Un merito da attribuire in larga misura alla regia del taiwanese Ang Lee, che a oltre vent'anni di distanza dal suo primo film a tematica LGBT, il bellissimo Il banchetto di nozze, ha saputo mettere in scena la sofferta relazione fra Ennis e Jack mediante un ammirevole connubio fra toni realistici (la sequenza del primo rapporto sessuale fra i due protagonisti, in un periodo in cui l'esplicito erotismo gay era confinato al massimo al cinema indipendente o ai film stranieri) e un senso di malinconico romanticismo.

Heath Ledger e Jake Gyllenhaal ne I segreti di Brokeback Mountain

L'eccezionale responso per il raffinatissimo melodramma di Ang Lee, coronato da una pioggia di riconoscimenti, ha ribadito come già dieci anni fa, per la maggior parte del pubblico, l'amore omosessuale non fosse più un tabù (mentre è rimasta storica la gaffe di RaiDue, che tre anni più tardi avrebbe mandato in onda il film in prima visione in una versione censurata, salvo poi attribuire l'errore a una banale svista). E oggi, in occasione del decimo anniversario del debutto di Brokeback Mountain nelle sale americane, abbiamo deciso di ripercorrere l'evoluzione del cinema queer negli ultimi dieci anni attraverso una classifica delle più suggestive e toccanti storie d'amore gay apparse sul grande schermo fra il 2005 e il 2015: film di diverse nazionalità che, grazie al loro valore artistico, si sono rivelati in grado di illustrare le innumerevoli sfumature dei sentimenti, a dispetto di tabù e pregiudizi.

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10. Fratellanza - Brotherhood

Una scena del film Brotherhood, in concorso al Festival di Roma 2009

Raramente una storia d'amore fra due uomini è stata raccontata entro un contesto tanto improbabile: una banda di giovani neonazisti nella Danimarca dei giorni nostri. Meritevole opera d'esodio del regista italo-danese Nicolo Donato, ricompensato con il Marc'Aurelio d'Oro come miglior film al Festival di Roma 2009, Fratellanza - Brotherhood descrive la passione travolgente che nasce fra due ragazzi affiliati a un gruppo di estrema destra accomunato da idee razziste e xenofobe. Il sentimento fra Lars (Thure Lindhardt), respinto dall'esercito a causa del suo orientamento sessuale, e Jimmy (David Dencik), condiviso nel segreto di una baita di campagna, risulta ancora più dirompente proprio per il background dei due personaggi: il loro amore, infatti, diventerà il viatico per recuperare un senso di umanità, di comprensione e di pietas del tutto all'opposto rispetto alla dottrina di odio e di violenza professata dagli altri membri del branco di naziskin.

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9. I toni dell'amore

Love is strange: Alfred Molina insieme a John Lithgow in un momento del film

Presentato al Festival di Berlino 2014 e distribuito nelle sale lo scorso anno, I toni dell'amore - Love Is Strange, sceneggiato e diretto dal regista americano Ira Sachs, è incentrato sul ménage fra due uomini che, dopo un'unione durata quasi quarant'anni, decidono di sposarsi: Ben (John Lithgow), il più maturo, è un pittore, mentre George (Alfred Molina) è un insegnante di musica. Ma a causa del suo matrimonio, George viene licenziato dalla scuola cattolica in cui lavora e all'improvviso i due neo-sposi, privati della loro principale fonte di reddito, sono costretti ad abbandonare il loro appartamento di Manhattan e a trovare un temporaneo domicilio presso amici e parenti, ma in due abitazioni distinte. Le difficoltà di una separazione coatta contrapposte alla forza di un sentimento coltivato negli anni e divenuto affettuosa consuetudine: è il tema al centro di un film delicato e sincero, caratterizzato dalla finezza della scrittura e dalle mimetiche prove del cast, che comprende anche Marisa Tomei.

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8. Keep the Lights On

Thure Lindhardt e Zachary Booth sono due amanti gay in Keep the Lights On

Oltre a I toni dell'amore, il regista Ira Sachs è presente nella nostra Top 10 anche con il suo precedente lungometraggio, Keep the Lights On, un'opera di ispirazione parzialmente autobiografica premiata con il Teddy Award come miglior film a tematica LGBT al Festival di Berlino 2012. Rimasto purtroppo inedito in Italia, Keep the Lights On adotta un approccio di profondo minimalismo per ripercorrere le tappe della relazione fra Erik Rothman (Thure Lindhardt, l'interprete di Lars in Fratellanza - Brotherhood), un documentarista danese residente a New York, e il giovane avvocato Paul Lucy (Zachary Booth). Dall'incontro occasionale nato da un appuntamento al buio, fra i due uomini si instaura un legame che tuttavia sarà minato dalla dipendenza di Paul dalla droga. Film in cui il realismo e la descrizione esplicita della sessualità si fondono con l'intensità di un moderno melodramma alla John Cassavetes, Keep the Lights On offre uno sguardo crudo e doloroso sull'intrinseca fragilità della psiche umana e dei rapporti di coppia.

7. Ti guardo - Desde allá

Desde allá: una suggestiva immagine tratta dal film

È stato una delle più gradite sorprese viste alla 72° edizione del Festival di Venezia, dove si è aggiudicato un meritatissimo Leone d'Oro come miglior film, e a breve approderà anche nelle sale italiane: si tratta di Ti guardo - Desde allá, magistrale opera d'esordio del regista e sceneggiatore venezuelano Lorenzo Vigas, frequente collaboratore di Guillermo Arriaga. Ambientato nei quartieri popolari di Caracas, Ti guardo riporta alla mente il film di Barbet Schroeder La vergine dei sicari per una serie di analogie a livello narrativo: la pellicola di Vigas mette in scena infatti il rapporto fra Armando (Alfredo Castro), un uomo di mezza età che gestisce un laboratorio di protesi dentali, ed Elder (Luis Silva), uno dei ragazzi pagati da Armando per venire a casa sua, spogliarsi davanti a lui e lasciarsi guardare a distanza (Desde allá, ovvero "da lontano") mentre l'uomo si masturba. Ma Elder, che durante il loro primo incontro lo picchia e lo deruba, scopre un'inaspettata tenerezza nelle attenzioni di Armando: una tenerezza da cui scaturirà un legame indefinibile e tuttavia percorso da un sommesso romanticismo. L'impeto delle passioni è descritto da Vigas mediante un impeccabile rigore formale, in un film esemplare per la sua capacità di raccontare il senso di solitudine dell'individuo assumendo però delle spiazzanti svolte noir.

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6. Weekend

Tom Cullen e Chris New, i due protagonisti del film Weekend

Un "breve incontro" nato da una serata in una discoteca, confluito in una notte di sesso occasionale ma che, al risveglio, potrebbe diventare qualcosa di più: è l'interrogativo che si pone Russell (Tom Cullen), un ragazzo di Nottingham, introverso e un po' insicuro, nell'arco del fine settimana che trascorrerà con il più disinibito Glen (Chris New), fra chiacchiere apparentemente banali, reciproche confessioni, confidenze fra le lenzuola e sogni condivisi a voce bassa, quasi con timidezza. Scritto e diretto dal regista inglese Andrew Haigh (che di recente ha firmato l'altrettanto magnifico 45 anni), presentato al Festival di Roma 2011 ma mai distribuito in Italia, Weekend è uno dei più vividi film romantici degli ultimi anni: un'opera in cui l'impressionante naturalismo dei dialoghi e della messa in scena contribuisce all'intimo senso di verità espresso da questi due personaggi, sospesi fra speranze, timori e desideri.

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5. Laurence Anyways

Laurence Anyways: Suzanne Clément e Melvil Poupaud in una scena del film

Una scelta un po' inusuale, per un classifica dedicata al cinema gay, dal momento che il film questione si apre mostrando la passione fra Laurence Alia (Melvil Poupaud), un insegnante di letteratura che ha appena compiuto trent'anni, e la sua fidanzata Frédérique Belair (Suzanne Clément). Eppure Laurence Anyways, firmato dall'enfant prodige del cinema canadese Xavier Dolan e presentato al Festival di Cannes 2012 nella sezione Un Certain Regard, ricevendo la Queer Palm, è una storia d'amore che trascende tutte le convenzioni e le regole, incluse quelle legate ai generi sessuali: il film, infatti, è la cronaca della progressiva scoperta di sé da parte di Laurence, determinata a iniziare una nuova vita secondo la sua reale identità femminile. Sviluppato nell'arco di un intero decennio, Laurence Anyways non è solo il commovente racconto di formazione di Laurence e della sua coraggiosa "rivoluzione", ma anche una singolare e trascinante love story fra due esseri umani, Laurence (prima uomo e poi donna) e Frédérique, per i quali il sentimento reciproco è talmente radicato da indurli a sfidare difficoltà e paure.

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4. I ragazzi stanno bene

Annette Bening e Julianne Moore, Josh Hutcherson, Mia Wasikowska e Mark Ruffalo nel film The Kids Are All Right

Sono due splendide attrici, Annette Bening e Julianne Moore, ad aver dato vita alla prima coppia lesbica presente nella nostra classifica: Nic e Jules Allgood, due amorevoli partner unite in un placido ménage in una casa nella periferia di Los Angeles e madri di due ragazzi adolescenti, Joni (Mia Wasikowska) e Laser (Josh Hutcherson). È la famiglia, meravigliosamente 'normale' e imperfetta, al centro de I ragazzi stanno bene, tenerissimo e commovente dramedy firmato dalla penna di Lisa Cholodenko: un autentico gioiello del cinema indipendente americano, ricompensato con quattro nomination agli Oscar, tra cui miglior film, e vincitore di due Golden Globe, come miglior commedia del 2010 e per la miglior attrice protagonista ad Annette Bening. Questo delicato ritratto familiare, il cui equilibrio è minato dall'improvvisa entrata in scena del padre biologico dei due ragazzi, il carismatico Paul Hatfield (Mark Ruffalo), riesce al contempo a divertire e a toccare la sensibilità del pubblico, regalando almeno due o tre sequenze memorabili: Nic che rivela le proprie fragilità intonando i versi di All I Want di Joni Mitchell, il discorso di Jules sull'amore e il matrimonio, o il semplice abbraccio tra madri e figli nel momento in cui la primogenita si accinge a volare fuori dal nido...

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3. I segreti di Brokeback Mountain

Jake Gyllenhaal ed Heath Ledger ne I segreti di Brokeback Mountain

L'affresco di un'America rurale cristallizzata nel mito dei cowboy, impenetrabile alle infiltrazioni delle campagne per i diritti civili e della rivoluzione culturale (e sessuale) degli anni Sessanta, è lo scenario in cui ha luogo la travagliata storia d'amore fra Ennis Del Mar (Heath Ledger) e Jack Twist (Jake Gyllenhaal) ne I segreti di Brokeback Mountain. A partire da quella prima estate trascorsa insieme, fra le montagne del Wyoming, dove l'idillio di una natura selvaggia e incontaminata spinge i due ragazzi a consumare una passione troppo scandalosa per essere ammessa, perfino con se stessi. E la repressione di un sentimento ritenuto inconcepibile dal loro ambiente sociale, ma troppo forte per essere messo a tacere e sublimato, infine, nella dimensione del rimpianto, è il nucleo dello stupendo melodramma diretto da Ang Lee: un'incontestabile pietra miliare del cinema LGBT, ma anche e soprattutto una delle più belle love story mai raccontate sul grande schermo. Dopo la vittoria del Leone d'Oro al Festival di Venezia 2005, Brokeback Mountain si è aggiudicato quattro Golden Globe (miglior film, regia, sceneggiatura e canzone per la ballata A Love That Will Never Grow Old), quattro BAFTA Award (miglior film, regia, sceneggiatura e attore supporter per Jake Gyllenhaal) e tre premi Oscar su otto nomination: per la regia Ang Lee, per la sceneggiatura di Larry McMurtry e Diana Ossana e per la colonna sonora di Gustavo Santaolalla (ma avrebbe meritato pure la statuetta come miglior film).

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2. Carol

Carol: Cate Blanchett e Rooney Mara in una scena del film

Dall'American West degli anni Sessanta e Settanta alla East Coast degli anni Cinquanta, dove l'omosessualità è sempre considerata un tabù, un lungo flashback ci fa rivivere il primo, magico incontro fra Therese Belivet (Rooney Mara), la giovane commessa di un grande magazzino di Manhattan, e Carol Aird (Cate Blanchett), signora dell'alta borghesia del New Jersey, con un matrimonio ormai al capolinea con il marito Harge (Kyle Chandler). Il progressivo avvicinamento fra le due donne, in un connubio di confidenza, di dolcezza e di passione, è costruito dal regista Todd Haynes rielaborando le convenzioni del melodramma classico hollywoodiano, sulla base del romanzo di Patricia Highsmith (pubblicato dalla scrittrice in giovane età e con uno pseudonimo, proprio per il carattere allora controverso della materia narrativa). Il risultato è un'opera stupefacente per la raffinatezza della messa in scena e per la capacità di adoperare tutti i mezzi del linguaggio filmico, dalla magnetica fotografia di Edward Lachman all'eleganza dei costumi e del décor, dalle eccellenti performance delle due protagoniste all'accompagnamento musicale di Carter Burwell, come strumenti di un'unica, avvolgente sinfonia. Presentato al Festival di Cannes 2015, Carol ha conquistato la Queer Palm ed è valso il premio come miglior attrice a Rooney Mara.

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1. La vita di Adèle

La vita di Adele: Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos in una scena

È probabilmente il più intenso e viscerale racconto di formazione visto al cinema nell'ultimo decennio (e non solo), nonché una delle più struggenti storie d'amore dei nostri tempi, in cui il realismo estremo della regia del franco-tunisino Abdellatif Kechiche si sposa con una "poesia del quotidiano" in grado di ipnotizzare lo spettatore per ogni singolo minuto delle tre ore di durata. È La vita di Adèle, trasposizione della graphic novel Il blu è un colore caldo di Julie Maroh e cronaca della "educazione sentimentale" dell'adolescente Adèle (Adèle Exarchopoulos), che nella città di Lille, nel Nord della Francia, si lascia ispirare dalle pagine de La Vie de Marianne di Marivaux, si concede al corteggiamento di un compagno di scuola e nel frattempo inizia ad esplorare la propria omosessualità, folgorata da uno scambio di sguardi con Emma (Léa Seydoux), giovane pittrice dalla chioma turchina. Accolto dalla critica come un capolavoro e premiato con la Palma d'Oro come miglior film al Festival di Cannes 2013, La vita di Adèle porta la rappresentazione del desiderio, dell'amore, della sofferenza e della malinconia a livelli di mimetismo pressoché inediti, con una potenza narrativa a tratti devastante: che si tratti di una lunga sequenza erotica, del furioso litigio fra due amanti, di una danza liberatoria al ritmo di I Follow Rivers o di un bacio illuminato dagli ultimi bagliori prima del tramonto.

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