Hitchcock/Truffaut, se la "Bibbia del cinema" diventa un documentario

Un documentario assolutamente speciale che porta sullo schermo quella che viene considerata la Bibbia dei cinefili di tutto il mondo, oltre che un'intervista scorrevole e appassionante.

Se si prova a chiedere ad un qualsiasi cinefilo quale sia IL libro cinematografico da leggere assolutamente, siamo certi che 9 volte su 10 la risposta sarà Il cinema secondo Hitchcock di François Truffaut. Forse anche 10 volte su 10. Se l'avete letto (e magari riletto più e più volte) probabilmente anche voi starete annuendo con un bel sorriso stampato sulle labbra. Se non ne avete mai avuto l'occasione, questa è certamente la volta buona per rimediare, perché davvero non c'è lettura, al tempo stesso, più utile e piacevole per capire il mestiere del regista di questa intervista fiume del grande cineasta e critico francese al suo autore preferito di tutti i tempi: il "maestro della suspense" Sir Alfred Hitchcock.

Hitchcock/Truffaut: Alfred Hitchcock e François Truffaut in una famosa immagine che li ritrae durante uno dei loro incontri
Hitchcock/Truffaut: Alfred Hitchcock e François Truffaut in una famosa immagine che li ritrae durante uno dei loro incontri

Le pagine prendono vita

Wallpaper del film Psycho con Hitchcock sul set
Wallpaper del film Psycho con Hitchcock sul set

Se nel libro c'è già tutto quello che è davvero necessario sapere sul cinema di Hitchock e sulla sagacia di Truffaut, questo documentario di Kent Jones può comunque contare su tre elementi assolutamente straordinari che faranno la felicità dei cinefili di tutto il mondo: le registrazioni audio dell'intervista, le foto del dietro le quinte degli incontri e soprattutto gli spezzoni dei film di cui si parla. Se infatti nel libro di Truffaut sono comunque presente tantissime immagini a corredo che mostrano dettagliamente tutto quello a cui viene fatto riferimento, non c'è dubbio alcuno che poter guardare quelle stesse sequenze commentate dallo stesso regista è un qualcosa che - in un'epoca in cui i commenti audio come contenuto extra di DVD e blu-ray ovviamente non esistevano - non può che rendere speciale un film del genere.

Il bello poi è che noi tutti conosciamo il personaggio Alfred Hitchock, e quindi nessuna risposta è mai banale e in ogni scambio di battute è sempre presente quella straordinaria ironia e schiettezza che l'ha sempre contraddistinto. Se è vero che il testo di Truffaut è sempre molto fedele al contenuto della registrazione, è altrettanto chiaro che sentire quelle stesse frasi direttamente dalla voce del Maestro hanno un valore infinitamente maggiore.

Quando la critica aveva il potere di cambiare il cinema

Se però il libro di Truffaut viene spesso considerato la "Bibbia del cinema" non è soltanto per la scorrevolezza o la completezza del testo o per l'indubbia validità di quanto esposto, ma per il ruolo fondamentale che ebbe, negli anni '60, nel far rivalutare l'indiscutibile (almeno oggi) importanza del regista inglese al mondo intero, a partire da quella Hollywood che lo considerava soltanto un mestierante o un intrattenitore, e non un artista.

Se quindi nel titolo del documentario ci sono entrambi i nomi dei registi è proprio perché il film di Kent Jones vuole essere un omaggio non solo al regista di Psycho, il cui cinema è indubbiamente il fulcro centrale di tutto il progetto, ma anche al fondamentale apporto che Truffat e i suoi colleghi prima dei Cahiers du Cinema e poi della nouvelle vague hanno dato alla cinematografia di tutto il mondo.

Un Maestro per tutti

In questo senso è sicuramente riuscita anche l'altra importante aggiunta di Kent Jones, ovvero l'inserimento di brevi stralci di interviste a 10 cineasti di caratura internazionale - sono Martin Scorsese, David Fincher, Peter Bogdanovich, Paul Schrader, Arnaud Desplechin, Olivier Assayas, Kiyoshi Kurosawa, Wes Anderson, James Gray e Richard Linklater; manca stranamente il più hitchcockiano di tutti, Brian De Palma - che commentano a loro volta alcuni dei film e delle scene più famose (per esempio La donna che visse due volte) e fanno capire, senza giri di parole, quanto abbiano significato per la loro carriera e il loro modo di far cinema non solo le opere di Hitchcock, ma anche proprio quelle conversazioni con Truffaut. E vedere autori così prestigiosi riconoscerne l'importanza è probabilmente l'omaggio più bello che si possa fare oggi, a quasi 50 anni di distanza dalla pubblicazione, al libro che cambiò per sempre il cinema.

Movieplayer.it

3.5/5