Heaven Will Wait: Clotilde Courau e Sandrine Bonnaire unite contro l'ISIS

In una Francia martoriata da continui attentati il fenomeno delle giovani studentesse di famiglia borghese irretite dall'ISIS, radicalizzate e convinte a partire per la Siria genera raccapriccio.

Heaven Will Wait: Clotilde Courau e Sandrine...
Heaven Will Wait

2016 – Drammatico
3.0 3.0

Finora l'Italia ne è stata toccata solo parzialmente, ma in Francia e in Belgio quello dei foreign fighters che rinnegano la propria patria per unirsi al Daesh e operare in Oriente o in Europa è un fenomeno sempre più diffuso. Per questa ragione la regista Marie-Castille Mention-Schaar ha scelto di affrontare il tema nel suo quarto lungometraggio, Heaven Will Wait, scegliendo un'angolazione particolare. Heaven Will Wait è incentrato sul reclutamento delle adolescenti via Internet. In un film tutto al femminile la regista segue le vicende di due studentesse, Sonia Bouzaria, costretta dalla legge agli arresti domiciliari dopo aver tentato di imbarcarsi su un volo alla volta della Siria, e Mélanie Thenot, ragazzina solitaria in perenne conflitto con la madre che viene irretita via web da un misterioso giovane.

Heaven Will Wait: Noemie Merlant e Sandrine Bonnaire in una scena del film

Heaven Will Wait è una pellicola che lavora su piani diversi intrecciando due storie simili, ma dall'esito opposto. La storia di due figlie, dunque, ma anche di due madri. Sandrine Bonnaire è la madre di Sonia, presente, partecipe, pronta al sacrificio pur di salvare la figlia e solidale col marito, di origine musulmana, ma non praticante. Clotilde Courau interpreta la madre di Melanie, una donna vivace e affettuosa, ma frivola, concentrata più sul lavoro che sugli affetti. Da un lato una madre che controlla la figlia giorno e notte nel disperato tentativo di non perderla, dall'altro una donna distratta dal quotidiano che viene colpita da una catastrofe a cui non è preparata. Anche i piani temporali si mescolano in un continuo gioco di rimandi tra passato e presente, creando una struttura corale che cattura l'attenzione fin dal primo minuto.

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I nostri figli

Heaven Will Wait: Clotilde Courau a Locarno 2016

Pur godendo di una struttura solida e di interpretazioni sentite, la visione di Heaven Will Wait ha un sapore didattico. È probabile che sia questo l'intento di Marie-Castille Mention-Schaar e del suo scrupoloso lavoro di ricerca. In una Francia martoriata da continui attentati il fenomeno delle giovani studentesse di famiglia borghese irretite dall'ISIS, radicalizzate, invitate a indossare burqua e niqab, a cancellare la propria identità, per poi recarsi in Siria e finire spose di guerriglieri o martiri genera raccapriccio. Di conseguenza lo scopo primario del film è mostrare il processo attraverso cui le ragazze dalla mente più fragile vengono convertite alla causa dell'Islam radicale dopo essere state convinte ad allontanarsi da amici e genitori, i kafir, infedeli che le trascineranno all'inferno. Marie-Castille Mention-Schaar spiega: "Per raccontare questa storia ho incontrato molte ragazze che si sono radicalizzate. Non era facile dialogare con loro perché non hanno voglia di parlare di questo argomento, soprattutto con uno straniero. Molte di queste ragazze sono ancora coinvolte, qualcuna è partita per la Siria e poi è riuscita a tornare. L'interprete di Sonia è stata affiancata sul set da una giovane reclutata che oggi si sta disintossicando".

La ricerca dell'infinito

Heaven Will Wait: un primo piano di Noemie Merlant a Locarno 2016

Seguendo la vicenda di Melanie, Heaven Will Wait mostra a quali rischi sono soggetti i nostri figli che vivono gran parte della loro esistenza nel mondo virtuale. La disamina dell'accurato procedimento psicologico attraverso cui le ragazzine vengono contattate su Facebook, sedotte via chat o Sky e indottrinate con i valori dell'islamismo radicale a poco a poco è lucida è accurata. È impressionante vedere come una ragazza di buona famiglia colta e studiosa possa aderire a norme restrittive come il divieto di parlare con gli amici maschi, di confidarsi con i genitori, arrivando a indossare il burqa in una negazione estrema della propria femminilità e libertà. Come si possa rinunciare a tutto in seguito a un lavaggio del cervello virtuale. Clotilde Courau commenta: "Questo film non è un documentario, ma si interroga sulla nostra società, sulle problematiche dell'adolescenza, è un'indagine sulla nostra identità. L'ISIS è una forza demoniaca che risponde a questa esigenza di assoluto. Da tempo viviamo una perdita di valori, la religione e la famiglia non rispondono più ai bisogni dei giovani. Il mondo "impuro" occidentale non dà più risposte perciò queste ragazze diventano prede dell'Islam radicale. La scoperta di Allah arriva dopo, il punto d'ingresso è l'amore, l'infatuazione per qualcosa di grande".

Il buio nella mente

Heaven Will Wait: Naomi Amarger in una scena del film

Al di là dei pericoli specifici legati alla radicalizzazione, Heaven Will Wait tocca un tema ancora più ampio mostrando come di fatto le tecniche di indottrinamento di ISIS sono le stesse usate da ogni setta e realtà affine. Il segreto è creare dipendenza nell'individuo attraverso trucchi psicologici per controllarne la mente. La regista conferma: "Questo non è un film sulla religione, ma su qualcosa che finge di essere religione pur non essendolo. È un film sulle derive settarie. Abbiamo girato molto rapidamente e nell'anonimato. Abbiamo iniziato a girare il giorno dopo la strage del Bataclan perciò avevamo grandi difficoltà per via dello stato di emergenza. Le persone erano spaventate, non abbiamo potuto girare all'aeroporto, ma l'unica persona a correre dei pericoli è Dounia Bouzar che compare nei panni di se stessa. Dounia combatte la radicalizzazione da tempo, vive con sei agenti di scorta. Per averla con noi ci siamo adattati a lavorare secondo i suoi ritmi. Dounia è talmente padrona dell'argomento e io volevo qualcuno che disponesse delle informazioni necessarie per procedere con sicurezza. L'interprete di Sonia sul set improvvisava molto e nessuna attrice, per quanto brava, avrebbe potuto rispondere alle sue reazioni con la prontezza di Dounia".

Heaven Will Wait: Noemie Merlant in una scena del film
Valentina D'Amico
Redattore
3.0 3.0
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