Mine

2016, Thriller

Guaglione e Resinaro, dopo "Mine", un nuovo progetto: “Siamo la generazione Mazinga al potere”

I registi di Mine, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, si godono il successo della loro opera prima, presentata in questi giorni al pubblico del Giffoni Film Festival, e ci raccontano il loro prossimo progetto, Ride, realizzato con delle GoPro e prodotto insieme a Lucky Red.

Armie Hammer in Mine

Per il loro esordio cinematografico, Mine, hanno trasformato la Spagna nel deserto africano, hanno fatto fare degli scarponi giganti su misura per l'imponente piede di Armie Hammer, a cui hanno donato il primo ruolo da protagonista assoluto, e hanno fatto fruttare un budget limitato in modo che il film sembrasse molto più costoso: il risultato è stato il consenso di critica e pubblico, con una distribuzione che ha toccato diversi paesi del mondo.

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Classe 1980 e '81, Fabio Resinaro e Fabio Guaglione si godono il successo del loro primo film, per cui hanno ricevuto la nomination ai David di Donatello come migliori registi esordienti, e che presentano in questi giorni anche al pubblico di giovanissimi del Giffoni Film Festival, ma già pensano ai prossimi progetti. Una cosa che colpisce di loro è il rapporto che hanno con i social: si confrontano quotidianamente con il pubblico, con cui scambiano opinioni e foto delle locandine del film provenienti da ogni parte del mondo.

Registi 2.0: il rapporto diretto con il pubblico grazie ai social

Mine: Armie Hammer in una scena del film

È difficile immaginarsi registi come Stanley Kubrick dialogare in modo così diretto con il pubblico (Kubrick in effetti non è forse l'esempio migliore), secondo loro questo è un aspetto positivo? "Quando il film è uscito in Italia è stato interessante viverlo attraverso i social" ci ha detto Guaglione, continuando: "Ci scrivevano direttamente migliaia di persone e faceva effetto perché il film, avendo anche una sorta di messaggio, o comunque rivolgendo una domanda allo spettatore, ha portato all'arrivo di letture completamente differenti. Alcune testimonianze sono state anche molto toccanti: dei perfetti sconosciuti ci raccontavano le loro storie personali, a volte non proprio piacevoli, l'impatto quindi è stato potente. Fa strano vedere che un prodotto low budget, la post produzione è stata fatta praticamente in casa, sia arrivato nei cinema di tutto il mondo: Indonesia, Francia, Taiwan... ci mandano i dvd da diversi paesi insieme a delle torte tipiche del posto. È strano!". "Non ci aspettavamo che il messaggio del film fosse recepito in modo così personale da tante persone" ha ammesso Resinaro, spiegando meglio: "È stato sorprendente ma anche molto, molto piacevole".

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Ride, il nuovo progetto, e la "generazione Mazinga"

Mine: I registi Fabio Guaglione e Fabio Resinaro in conferenza a Roma

La nuova avventura dei due registi è Ride, che non dirigeranno, ma di cui cureranno la produzione insieme a Lucky Red e che hanno scritto insieme a Marco Sani: si tratta di un progetto particolare, interamente girato con delle GoPro, a riprova che questa nuova generazione di registi italiani ama sperimentare non solo generi ma anche tecniche narrative: "Ride non è la mossa classica che ci si poteva aspettare" ci ha confessato Guaglione, spiegando meglio: "È un film che abbiamo scritto e produrremo, insieme a Lucky Red, ma a dirigerlo sarà un esordiente, Jacopo Rondinelli, che ha fatto molti videoclip e spot pubblicitari. Noi seguiremo tutte le fasi di lavorazione. Il film è la fusione di più linguaggi: ci sono riprese sportive realizzate con le GoPro che raccontano una storia thriller con venature di fantascienza. Il film è il risultato di una contaminazione abbastanza inedita, forse non l'ha ancora fatta nessuno perché può venir fuori una cosa assurda... Non lo so! Noi proveremo a fare una cosa interessante e speriamo di inserirci ancora di più in quell'ondata di prodotti che sono frutto di quella generazione che è cresciuta a pane, cartoni animati giapponesi e fumetti americani: la fusione di questi linguaggi, cinema, fumetto e cartoni, è dovuta al fatto che adesso sta salendo al potere, tra virgolette, la generazione Mazinga, cioè i ragazzi che hanno amato un certo tipo di cose e ora le vogliono fare a loro volta. Siamo un insieme di persone che vuole fare ciò che ama".

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Mine: Armie Hammer si punta la pistola alla tempia

D'accordo Resinaro: "È un momento molto interessante: siamo bombardati dai social media, da YouTube, da questi filmati realizzati con un linguaggio nuovo. La nostra generazione ha vissuto la nascita di tutte queste nuove forme di comunicazione e contemporaneamente si porta dietro un bagaglio cinematografico più classico: noi stiamo tentando di fonderli in una nuova configurazione che è molto interessante. Ride è proprio un esempio di questo: da una parte ha il linguaggio action camera sportivo, che adesso va per la maggiore, inserito, per la prima volta, in uno schema di film di genere thriller con venature horror".

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