Equals: Kristen Stewart e le emozioni da celare

In concorso a Venezia 2015 la love story futuristica tra Kristen Stewart e Nicholas Hoult che convince in parte.

Equals: Kristen Stewart e le emozioni da celare

Il casting è un aspetto fondamentale per la riuscita di un film e spesso fare la scelta dell'interprete giusto è il primo passo verso un successo. A volte non è tanto la bravura in sé dell'attore a fare la differenza, ma la capacità di sceglierne alcuni in base alle loro caratteristiche. Pensiamo a Robert Pattinson in Cosmopolis di Cronenberg, perfetto nella sua fredda inespressività, un esempio che ci è tornato in mente guardando Equals a Venezia 2015.

Equals: una romantica immagine di Nicholas Hoult e Kristen Stewart

Perché? Semplice, perché il film di Drake Doremus racconta di una società futuristica e distopica, che ha deciso di abolire le emozioni e spingersi verso un'asettica insensibilità, e ne è protagonista Kristen Stewart, da tanti accusata di essere incapace di trasmetterne (ed ammettiamo che la sua Bella nella Saga di Twilight, in effetti, ne comunicava poche). Verrebbe da pensare che al posto della Stewart (ma anche del suo co-protagonista Nicholas Hoult) ci si sarebbe potuti anche offendere, ma a seguire il film di Doremus vediamo che in definitiva le cose non stanno proprio così...

Più uguale degli altri

Equals: la protagonista Kristen Stewart in un'immagine del film fantascientifico

Se la Stewart e Hoult non si sono offesi è forse perché i loro Nia e Silas sono due ragazzi diversi dalla popolazione che li circonda, perché i due ragazzi le emozioni le provano. Questo, però, nel contesto fantascientifico costruito dallo sceneggiatore Nathan Parker è un male, un virus addirittura. Nia e Silas sono tra quelli considerati malati, da curare prima che i diversi stadi di questa malattia li portino ad estremi che comprendono anche il suicidio. Ma è così negativo avere il virus? Le emozioni possono portare a diverse controindicazioni negative, e dai due ragazzi vengono viste come una maledizione, ma nel loro avvicinarsi e nel rapporto che riusciranno a costruire, i due scoprono anche i lati positivi di queste sensazioni che la società in cui vivono vuole tenere a bada.

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Un futuro asettico

Equals: un'immagine del film diretto da Drake Doremus

Quello che descrive Parker, l'autore dello script che già avevamo imparato ad apprezzare per Moon alcuni anni fa, è un mondo che ha deciso di intervenire geneticamente per abolire le emozioni per tenere a bada gli squilibri, gli eccessi, le guerre e tutto ciò che gli esseri umani causano con la propria esuberanza emotiva. Un'operazione che non è esente da difetti, perché alcuni individui diventano affetti da quella che viene definita SOS (Switched-on Syndrom, sindrome dell'accensione) e devono essere trattati in attesa di trovare una cura definitiva che impedisca che capiti ancora. È uno spunto interessante, che però resta tale: la società descritta da Parker e ben rappresentata dalla messa in scena sobria e fredda, quasi asettica, di Doremus non va oltre un piatto fondale su cui la storia d'amore tra i protagonisti si dipana. Manca quell'approfondimento e quella riflessione che la fantascienza dovrebbe portare con sé e che gli appassionati del genere si aspettano.

Romeo e Giulietta del domani

Equals: Nicholas Hoult e Kristen Stewart in un momento del film

Se dal versante sci-fi Equals delude, il film di Doremus funziona per quanto riguarda la love story maledetta (o dovremmo dire malata) tra Nia e Silas: dai primi passi incerti, al loro avvicinamento alla scoperta di un'emozione potente come l'amore, il rapporto tra i personaggi di Kristen Stewart e Nicholas Hoult funziona ed emoziona. Lo fa per il lavoro del regista sulla messa in scena glaciale, alle scenografie da Apple Store che riproducono bene il mondo in cui ci si muove, alle interessanti, ipnotiche musiche curate da Sascha Ring e Dustin O'Halloran, ma anche grazie alla prova misurata e sentita dei due giovani protagonisti che riescono a mettere in scena una chimica riuscita e sentita.

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Insomma Equals non sarà un capolavoro, né il vertice della produzione di Drake Doremus, né tantomeno al livello di alcune produzioni fantascientifiche recenti (su tutte Ex Machina), ma sa raccontare con misurata sensibilità la storia d'amore tra i due protagonisti.

Antonio Cuomo
Redattore
3.5 3.5
Venezia 2015
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