Dracula e consorte raccontano Van Helsing

Intervista all'attore australiano coprotagonista di 'Van Helsing' e all'italiana Silvia Colloca, sua moglie nel film che ben presto lo diventerà anche nella realtà.

Dracula e consorte raccontano Van Helsing

Il Conte Dracula di Van Helsing è Richard Roxburgh, già apprezzato nei nobili panni del Duca di Moulin Rouge. L'attore australiano è a Roma per la promozione del film, dal 7 maggio nei cinema di tutto il pianeta, accompagnato dall'attrice milanese Silvia Colloca che interpreta Verona, una delle sue mogli. Tra i due è nato l'amore sul set e nel mese di settembre convoleranno a nozze in una ignota località toscana.

Mr. Roxburgh, ha letto il libro di Bram Stoker?

Sì, ma il film è estremamente diverso. Bisogna essere consapevoli che Dracula non è un'invenzione di Bram Stoker. Ci sono svariate interpretazioni che è possibile dare al personaggio se si considera che esistevano già molte leggende sul conto dei vampiri che precedevano il suo romanzo e sarebbe stato scontato riproporre, per esempio, il solito paletto da conficcare nel cuore del vampiro per ucciderlo. Il gioco è stato anche quello di soverchiare le regole.

Niente introspezioni psicologiche, quindi...

Non ce n'è stato lo spazio. Il mio Dracula è più umano. Recitavo tenendo ben presente la natura del film che è molto più avventuroso e romantico del romanzo.

Si è lasciato ispirare dai suoi colleghi che l'hanno preceduta nel ruolo del vampiro?

Mi sono preparato come faccio sempre per ogni personaggio che devo interpretare. Dracula, prima di essere un cattivo, è un uomo e poi mi sono affidato alla sceneggiatura piuttosto che alle interpretazioni di altri attori. Ricordo comunque le meravigliose performance, tra gli altri, di Klaus Kinski e Bela Lugosi.

Lo scontro finale con Hugh Jackman com'è andato?

Meravigliosamente. Per fortuna in quel momento non avevamo protesi per il trucco, un vero incubo per un attore. Hugh è un attore brillante, è stato un piacere lavorarci insieme.

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Silvia Colloca, il regista Stephen Sommers ha anche scritto la sceneggiatura nella quale i vampiri sono trattati in modo diverso rispetto al solito...

È stato un lavoro stimolante perché abbiamo dovuto approfondire una strada non bene esplorata. Sommers ha scelto i suoi attori con molta cura dando direttive precise per ciascun ruolo. In seguito pretende che sia l'attore stesso a dare molto al personaggio.

A lei che cosa ha chiesto?

Parlo a nome delle tre mogli di Dracula dicendo che ha voluto che fossero percepite personalità distinte. Abbiamo cercato di dare un istinto animalesco durante la trasformazione in mostri. Quando abbiamo sembianze umane siamo invece molto sensuali e provocanti.

È faticoso per un attore lavorare in un film ricco di effetti speciali?

Se avessi saputo che sarei rimasta appesa ad un cavo per la maggior parte del tempo mi sarei preparata prima anche psicologicamente.

Sarebbe a dire?

Ero vestita con una tutina da puffo, avevo le vertigini, le lenti a contatto, ho sofferto il freddo di Praga e dovevo recitare in inglese con l'accento rumeno. Cose non di tutti i giorni, insomma.

Però ha trovato l'amore. Chi ha morso chi?

Direi piuttosto 'chi ha leccato chi'. Eravamo appesi a testa in giù impegnati in succinte effusioni, alcune così piccanti da essere state tagliate. Avendo gradito la cosa abbiamo continuato in privato nella roulotte. La produzione ci ha regalato una gigantografia del nostro primo bacio impresso su pellicola, quello a testa in giù. Il fatto è che in quella foto c'è anche l'altra moglie, l'attrice Elena Anaya, a baciare Richard!