D'Ardennen: quando la famiglia è la causa di tutti i mali

Dopo una lunga preparazione , D'Ardennen ci regala un climax violentissimo che trova collocazione naturale nei boschi delle Ardenne.

D'Ardennen: quando la famiglia è la causa di...

La cupezza di D'Ardennen ci avvolge fin dalle prime sequenze. Il film è ambientato nelle Fiandre, paradiso turistico patria della birra, dei merletti e del cioccolato. L'esordiente Robin Pront ci mostra, però, un lato assai diverso della regione raccontando la storia di due fratelli che provengono da un contesto sociale degradato. L'azione di D'Ardennen si svolge per lo più ad Anversa, città natale del regista, e nella regione collinare delle Ardenne.

D'Ardennen: Kevin Janssens e Jeroen Perceval pranzano insieme

La Anversa mostrata sullo schermo somiglia più alle grigie periferie delle città industriali del nord dell'Inghilterra che alle linde cittadine fiamminghe. Tra pioggia e grigiore perenne, per i personaggi non sembrano esistere prospettive diverse dallo svolgere lavori umili e mal pagati per tirare avanti o delinquere. Anche condurre un'esistenza normale, avere un impiego che permetta di tornare a casa a un'ora decente, fare un figlio e andare in piscina una volta alla settimana sembra un sogno proibito nell'inferno in cui vivono i personaggi. Lo stesso Robin Pront conferma che gli eccessi contenuti nel film nascono da una sua esigenza di realismo quando dichiara: "Il mio film è profondamente legato al territorio, altrimenti non girerei un lavoro di questo tipo. I miei personaggi sono più che reali, ogni giorno apro le pagine dei giornali in Belgio e trovo storie ancor più folli".

Lealtà fraterna

D'Ardennen: Kevin Janssens e Jeroen Perceval pranzano insieme

D'Ardennen si apre in medias res mostrando le conseguenze di una rapina finita male. Dave riesce a fuggire, mentre il fratello Kenny viene arrestato. Kenny si rifiuta di coinvolgere Dave e Sylvie, la sua fidanzata, e tiene la bocca chiusa scontando la propria pena. Quattro anni dopo, quando viene rilasciato, molte cose sono cambiate. Dave ha messo la testa a posto, si è trovato un lavoro, ha smesso di bere e ha allontanato le cattive compagnie. Al tempo stesso ha continuato ad andare a trovare il fratello in carcere, restando una presenza costante nella sua vita. Sylvie, invece, ha preferito tagliare i ponti con l'ex e sta cercando di rifarsi una vita. Il ritorno di Kenny, testa calda che sembra non aver imparato la lezione, rischia di trascinare tutti in un baratro senza fine.

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D'Ardennen: Viviane de Muynck, Veerle Baetens e Jeroen Perceval in una scena

La pellicola di Robin Pront ha un doppio passo. Nella prima parte, il film si caratterizza come dramma sociale di matrice realista e si pone il compito di indagare nella psiche dei personaggi. Dave e Sylvie vengono mostrati mentre tentano di arginare le conseguenze del ritorno a casa di Kenny. Umorale, violento, irrazionale, Kenny è una scheggia impazzita della società e, nonostante il supporto fraterno, sembra ben poco intenzionato a rigare dritto. Questa dimensione più intima, concentrata nella prima metà del film, lascia già intravedere il cambio di passo. L'estetica cruda, plumbea e violenta che sembra tanto attirare Robin Pront funge da preludio al passaggio dal dramma più tradizionale al crime movie. La violenza, fino a questo momento trattenuta, deflagra in tutta la sua potenza. Questa brusca variazione di genere scopre le carte in tavola.

Ai riferimenti più o meno impliciti ai fratelli Dardenne (i più celebri registi belgi, omaggiati nel titolo) si sovrappongono modelli molto più legati al noir come i fratelli Coen e Quentin Tarantino. L'ambientazione riporta, inoltre, alla mente un altro celebre crime ambientato nelle Fiandre, l'eccellente In Bruges - La coscienza dell'assassino di Martin McDonagh, anche se il film di Pront è privo dello humor che abbonda nella pellicola interpretata da Colin Farrell e Brendan Gleeson.

D'Ardennen: Kevin Janssens, Veerle Baetens e Jeroen Perceval in una scena

Dopo una lunga preparazione dominata dalla tensione, D'Ardennen ci regala un climax violentissimo che trova collocazione naturale nei boschi delle Ardenne, regione collinare in cui la famiglia di Dave e Kenny era solita recarsi in vacanza. Termini come bene e male perdono di significato in questo non luogo in cui i personaggi non possono fare altro che prendere coscienza degli errori commessi. Il tutto immerso in una luce plumbea, frutto di una fotografia azzeccata, accompagnato da raffiche di musica tecno, perfetta colonna sonora per una pellicola cruda e dolorosa, che non fa sconti portando alla luce gli impulsi più brutali dell'essere umano per ricordarci che il male esiste anche nei luoghi più impensati.

Valentina D'Amico
Redattore
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