Creep - Il chirurgo

2004, Horror

Recensione Creep - Il chirurgo (2004)

La scelta estetica e programmatica di Smith è quella di pedinare fin dall'inizio la sua protagonista abusando delle angolazioni delle posizioni di camera che vogliono indurre in chi guarda l'impressione che qualcuno stia spiando la ragazza.

Federico Gironi

Creep perde il treno della tensione

The Tube, la metropolitana di Londra, è stata per anni una location privilegiata di molti film horror e non, prima degli attentati avvenuti il 7 luglio 2005. In attesa di vedere se e come il cinema rielaborerà questa ferita, al cinema sbarca Creep, horror di produzione anglo-tedesca del 2004 che fa delle stazioni e delle galleria della metro londinese il teatro delle sue vicende.

Nel girare il suo primo lungometraggio, l'esordiente Christopher Smith ha fatto tesoro dei tanti film che come abbiamo detto hanno ambientato scene nei sottosuolo della capitale britannica ed ha preso più di uno spunto dal rinnovato filone horror che vede protagonisti figli deformi e psicotici di famiglie malate. Il risultato è un film non originalissimo nella trama e che purtroppo non riesce a regalare spunti in grado di appassionare o spaventare lo spettatore.

La scelta estetica e programmatica di Smith è quella di pedinare fin dall'inizio la sua protagonista (una scialba Franka Potente), abusando delle angolazioni e delle posizioni di camera che vogliono indurre in chi guarda l'impressione che qualcuno stia spiando la ragazza. Purtroppo quest'artificio non è sufficiente per creare la giusta dose di suspense e tensione; ci si annoia quindi abbastanza nel vedere peregrinare la Potente tra corridoi illuminati a giorno e malsane gallerie in disuso (tra l'altro il potenziale interesse, insito nell'alternarsi tra queste due tipologie di luoghi, è un'altra occasione sprecata dal regista). Le cose non migliorano affatto - anzi - con l'entrata in scena del subumano di turno, sorta di freeclimber calvo col l'hobby della chirurgia fai da te. Anche in questo caso, il villain e la sua dialettica con le vittime sono presentati senza il minimo pathos ed il tutto si risolve ad un banale giocare a nascondino prima, con successiva, inevitabile e momentanea prigionia di lei e scontata risoluzione finale poi.

Non bastano un paio di momenti di gore spinto - ma anche in questo caso né originale né realmente d'impatto - per salvare Creep dalla sua mediocrità. Di certo è un film che non si presenza con altezzosità o con eccessive ambizioni, ma ad horror non si può comunque perdonare di annoiare e di limitarsi a giocare col repertorio di genere senza cercare mai una chiave realmente personale.

Recensione Creep - Il chirurgo (2004)
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