La mia vita a stelle e strisce

2003, Commedia

Recensione La mia vita a stelle e strisce (2003)

A Ceccherini non piacciono gli americani ma dedica loro un film ammettendo anche che correrebbe ad Hollywood anche solo per una particina di 30 secondi, o dichiarando che avrebbe sempre voluto fare il contadino perché lui in fondo è così, un pò terra terra come il protagonista.

Ceccherini e gli invasori yankee

Lando (Massimo Ceccherini) è un contadino rozzo e semplice che vive in campagna con il padre anziano e paralizzato su una sedia a rotelle. Un bel giorno la loro tranquilla vita nel casolare immerso tra le campagne toscane viene invasa dal ritorno della zia Giuly (Manuela Margherini) che con i suoi 150 chili di peso ed un marito mezzo pazzo reduce del Vietnam torna a far visita al nipote prediletto rivoluzionandogli le abitudini e lo stile di vita. Ma non è tutto, dopo qualche tempo per completare il quadretto familiare li raggiunge anche la loro figlia Wendy (Victoria Silvstedt) che in piena crisi coniugale decide di concedersi una lunga e rilassante vacanza italiana. Il povero Lando per il bene della famiglia e di suo padre sopporterà le stravaganze dei suoi nuovi conviventi fino al momento culminante in cui in preda ad una crisi farà la scelta che gli cambierà la vita....

Per farla breve ed essere concisi, la storia gira intorno ad un contadino che parla sfogandosi con un tacchino tra una passeggiata in trattore ed una 'ramatina' nelle stalle con una contadinella del circondario, e di una grande attrice (solo di stazza ovviamente) che si trangugia (e per ovvie ragioni poi se ne 'libera') tonnellate di cibo senza ritegno ed un minimo di sensibilità verso chi è seduto in sala e prima di assistere a certe scene aveva anche un certo languorino. Per tutta la durata del film la signora, data la sua stazza, è seduta alternamente a tavola o sul water ad espletare... Cos'altro dire di rilevante: nel cast per una particina insignificante è stata scelta la bellezza straripante di Vittoria Silvstedt schiaffata - come accade di solito - sulla locandina quando non si ha altro di buono da mostrare al pubblico e da promuovere nelle innumerevoli apparizioni TV (pubbliche e private) oppure quando si vuole distogliere l'attenzione dalla scarsità di idee e di 'argomenti'.

A Ceccherini non piacciono gli americani ma dedica loror un film ammettendo anche che correrebbe ad Hollywood anche solo per una particina di 30 secondi, o dichiarando che avrebbe sempre voluto fare il contadino perché lui in fondo è così, un pò terra terra come il protagonista. Bene diciamo noi, ha avuto l'onestà di riconoscere la sua pochezza ma fossi una contadina mi sarei offesa... Comunque, questa che ci ha dato la vogliamo prendere come una buona notizia, magari si sta ravvedendo ed un giorno non molto lontano si deciderà a lasciare il grande schermo come regista/sceneggiatore per cambiare mestiere; a noi andrebbe bene anche se tornasse a fare il comico nei film di Pieraccioni, come gregario non era niente male.

Recensione La mia vita a stelle e strisce (2003)
Luciana Morelli
Redattore
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