Berlinale 2006: Uno sguardo ai film in (e fuori) concorso

Sono ventisei i film che tra pochi giorni rappresenteranno il piatto forte della 56° edizione del Festival Internazionale di Berlino, di cui diciannove ufficialmente concorrerano al concorso ufficiale con in lizza l'ambito Orso d'oro 2006. Analizziamo la situazione più nel dettaglio.

Sono ventisei i film che tra pochi giorni rappresenteranno il piatto forte della 56° edizione del Festival Internazionale di Berlino, di cui diciannove ufficialmente concorrerano al concorso ufficiale con in lizza l'ambito Orso d'oro 2006. Se il trionfatore alla fine sarà una sorpresa degna dell'U-Carmen eKhayelitscha dell'anno scorso oppure una scelta più vicina anche ai gusti del pubblico come avvenne spesso negli anni passati è ancora troppo presto per dirlo. Di certo a guardare la lista dei film sembra essercene per tutti i gusti: diciassette anteprime mondiali, tra cui le opere di registi celebrati quali Robert Altman, Claude Chabrol, Michael Winterbottom o Sidney Lumet, ma anche tre esordi assoluti, un equilibrio quasi perfetto tra classicità e sperimentazione, tra occidentale e orientale. Uun programma insomma all'insegna della par condicio più assoluta.

Sulla carta a fare più notizia sono, almeno per ora, le celebrità, a partire da Altman che con il suo A Prairie Home Companion torna al film corale e musicale (con in più voci che vedrebbero al suo servizio come ghost director nientemeno che Paul Thomas Anderson) dal cast estrememante ricco e brillante o Lumet che con Find Me Guilty torna al suo genere prediletto, il legal thriller, ma con grande (auto)ironia ed un interprete a dir poco inusuale come Vin Diesel. Winterbottom torna a Berlino, (dove vinse tre anni fa con l'intenso Cose di questo mondo), con un film originariamente concepito per la tv, a metà tra dramma e documentario dal titolo The Road to Guantánamo: storia di tre musulmani inglesi catturati in Afghanistan e rinchiusi nel carcere di Guantanamo per due anni, sin quando furono rilasciati senza nessuna imputazione. Lo stesso Winterbottom è sempre presente a Berlino anche in veste di produttore esecutivo per il film che aprirà questa cinquantaseiesima edizione del festival, ovvero Snow Cake di Marc Evans, con Alan Rickman, Sigourney Weaver e Carrie-Anne Moss impegnati in una storia di amicizia e dolore.

Charlotte Rampling, presidentessa della giuria, insieme ad altri insigni colleghi internazionali quali il celebrato direttore della fotografia Janusz Kaminski, il regista/artista Matthew Barney e l'attrice coreana Lee Yeong-ae, avrà certamente un gran bel da fare nel decidere quale tra i diciannove film in concorso sarà il più meritevole. Da parte nostra c'è sicuramente la speranza di veder premiato il "nostro" Romanzo Criminale che per una volta potrebbe non sfigurare anche davanti ad opere di nomi così celebrati.
Passando invece al lato più "glamour" della manifestazione, nella sezione Fuori Concorso abbiamo un'altra anteprima mondiale, quella di V For Vendetta scritto dai fratelli Wachowski, diretto da James McTeigue (già assistente alla regia per la trilogia di Matrix) e interpretato dalla lanciatissima Natalie Portman. Il film è tratto da un celebre graphic novel di Alan Moore che sul grande schermo era già arrivato con La vera storia di Jack lo squartatore e La leggenda degli uomini straordinari.
Molto attesi in passarella anche gli straordinari interpreti degli altri film fuori competizione già ben noti anche dalle nostre parti, ovvero The New World, Syriana e Capote , così come un altra nuova giovanissima star quale Gaël Garcia Bernal, protagonista del nuovo film di Michel Gondry, The Science Of Sleep.

Chiudono la lista dei ventisei film selezionati altre due scelte intriganti, ovvero The Promise, un wuxia ad opera del regista di Lanterne rosse che con i suoi 35 milioni di dollari è attualmente la più costosa pellicola mai realizzata in Cina, e una riedizione speciale (ovviamente digitale) del classico di Sam Peckinpah, Pat Garrett & Billy The Kid: The Special Edition con James Coburn, Kris Kristofferson e un'inedito Bob Dylan in veste attoriale. E quale miglior modo per chiudere questa edizione del festival, se non accompagnati dalla splendida Knockin' on Heaven's Door?

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