Io, loro e Lara

2009, Commedia

Recensione Io, loro e Lara (2009)

Un film corale supportato da grandissimi attori che grazie alla brillante sceneggiatura, ad una grossa dose di improvvisazione e a tempi comici perfetti degli attori tutti, regala due ore di piacevole intrattenimento costruito su un intreccio corale ben congegnato e mai pretestuoso, che strappa finalmente le grasse risate di una volta.

Benedetto il giorno che t'ho incontrato

Don Carlo Mascolo è un sacerdote missionario che da più di dieci anni ha lasciato la sua diocesi e la sua famiglia per andare a vivere come missionario in un villaggio in Africa e dedicare la sua vita ai poveri. In quei posti dimenticati da tutto e tutti Carlo lavora e vive in condizioni precarie facendo oggi il medico, domani l'insegnante, ma anche il contadino, il meccanico e persino lo sceriffo. Ma tutto quello che fa sembra non bastare mai, nuovi problemi, nuove malattie, nuovi bisogni e una guerra sanguinosa affliggono quelle tribù e Carlo inizia a perdere la fiducia, anzi quella che attraversa in questo difficile momento è una vera e propria crisi di fede. Dopo un breve consulto con i suoi amici più cari sul difficile momento spirituale che sta attraversando, Carlo decide di tornare per un periodo a Roma e di provare a trovare rifugio nel conforto e nel calore familiare. La situazione che trova al suo ritorno non è però quella che si aspettava di trovare, addirittura più precaria di quella che ha lasciato nel Continente Nero. Il fratello Luigi si è buttato nella finanza e non ha perso nessuno dei suoi vizietti, né quello delle donne un po' psicotiche e neanche quello della cocaina; la sorella Bea, psicologa divorziata assai meno equilibrata dei suoi pazienti, è alle prese con una figlia adolescente che vive all'ombra della sua amica, una sorta di suo clone, un'esperienza di sofferenza che oggi tutti chiamano emo. A completare il quadro già abbastanza inquietante la ciliegina sulla torta: papà Alberto, vedovo ex-militare in pensione, che è appena convolato a nozze con Olga, una biondona slava di almeno vent'anni più giovane che sembra avergli regalato una seconda giovinezza e che ora vive con lui nella grande casa al centro di Roma in cui Carlo e i suoi fratelli sono cresciuti. A sconvolgere ulteriormente il tutto, arriva una tragica morte, con susseguente funerale e la misteriosa entrata in scena di Lara, una ragazza bellissima, enigmatica, conturbante e trasgressiva, una donna dalla personalità parecchio complicata che sconvolgerà la vita di Carlo e quella dell'intera famiglia Mascolo in un modo davvero inaspettato...

Un'irriconoscibile Laura Chiatti nel film Io, loro e Lara
Basta con l'italiano medio fedifrago, in crisi di mezz'età, alle prese con ex-mogli, divorzi, figli difficili e donne carismatiche delle quali non regge il passo. Il protagonista del nuovo film scritto, diretto e interpretato da Carlo Verdone è un personaggio nuovo, poco 'battuto' dal cinema italiano ma spesso usato in maniera macchiettistica in passato dallo stesso Verdone in molti dei suoi sketch più celebri e divertenti. Nel nuovo Io, loro e Lara Verdone è Don Carlo Mascolo, un prete contemporaneo e impegnato nelle missioni umanitarie, uno che ha scelto di lasciarsi alle spalle la vita della grande metropoli, di dedicarsi alle popolazioni più povere e affamate del mondo ma che ad un certo punto, in preda ad una profonda crisi esistenziale, lascia la giungla vera per tornare in un'altra giungla, la psicotica società italiana rappresentata in scala dalla sua dissestata e caotica famiglia.

Scrollatosi di dosso le tante macchiette e le ritrite consuetudini dei tanti personaggi interpretati nel corso della sua lunghissima carriera di comico, Verdone ci mostra con grande sensibilità e con una sagacia d'altri tempi quello che siamo diventati in questi anni, una mandria di bestie asociali incapaci di parlarsi, di ascoltarsi e di guardare oltre il proprio naso, attaccati molto di più alle cose materiali piuttosto che ai valori e ai sentimenti.
Al contrario dell'ultimo Grande grosso e Verdone, la meschinità dell'italiano medio è tutta nei personaggi di contorno, contrapposta alla straordinaria integrità etico morale del simpatico protagonista che proprio nel momento in cui sente il terreno mancare sotto i piedi si rende conto di non poter contare su nessuno dei suoi familiari. E' proprio in questo momento di grave crisi personale che don Carlo riesce però a dare il meglio di sé, a trovare la necessaria lucidità per ascoltare tutti, per capire il problema e provare con la sua goffa saggezza a ristabilire l'ordine, aiutato dalla non trascurabile presenza di Lara - che dopo un inizio di contrasti, cattiverie e vendette trasversali - si rivelerà alla fine una vera e propria benedizione per tutta la famiglia.

Laura Chiatti e il regista Carlo Verdone in una scena di Io, loro e Lara
Io, loro e Lara è una commedia dolceamara che offre al pubblico un Verdone rinnovato, finalmente pronto a fare quel salto di qualità che tutti si aspettavano. Un susseguirsi di divertentissime gag con Verdone grande mattatore alternate a momenti di grande intensità emotiva in cui esce fuori un'importante critica sociale. Un film adulto e corale supportato da grandissimi attori che grazie alla brillante sceneggiatura, ad una grossa dose di improvvisazione e a tempi comici perfetti degli attori tutti, regala due ore di piacevole intrattenimento costruito su un intreccio corale ben congegnato e mai pretestuoso, che strappa finalmente le grasse risate di una volta.

Io, loro e Lara riesce nel difficile intento di far ridere e commuovere allo stesso tempo, fa riflettere e ci offre un Verdone rigenerato nella mente e nello spirito ma soprattutto nello sguardo, un Verdone di cui cominciavamo a sentire la mancanza e che credevamo ormai sepolto nei nostri ricordi, negli indimenticabili sketch che ci hanno accompagnato per trent'anni.
Bentornato, dunque, alla commedia italiana nella sua accezione più malinconica e critica, bentornato al cinema italiano che avevamo ormai perso la speranza di vedere, bentornato ai nostri bravi attori di teatro che solo Sorrentino e Salemme hanno contribuito a valorizzare sul grande schermo, bentornato a un regista e ad un attore 'pop' che da trent'anni, a volte più efficacemente a volte meno, fa sorridere l'Italia ed è amato da tutti indistintamente, da giovani e meno giovani, da cinefili e dal pubblico medio.
Bravissimo attore, grandioso sceneggiatore di se stesso e regista di grande esperienza, Carlo Verdone resta ad oggi l'unico autore cinematografico capace di rappresentare degnamente e senza volgarità la 'romanità' in tutte le sue innumerevoli sfaccettature. Non era facile riprendere la retta via dopo i tanti mezzi flop degli ultimi dieci anni, ma con questo Io, loro e Lara Verdone torna finalmente alla lucidità degli anni d'oro, mixando alla perfezione le battute e le gestualità memorabili dei film dell'inizio carriera con la maturità dei suoi film più seri e malinconici. C'è l'amarezza di Al lupo, al lupo e di Compagni di scuola, la verve di Maledetto il giorno che t'ho incontrato e di Stasera a casa di Alice, la comicità strabordante di Borotalco e Acqua e Sapone, ma nessun personaggio artificioso, nessuna mistificazione, nessuna esagerazione.

Carlo Verdone in una scena del film Io, loro e Lara
Un'impresa ardua quella che si era prefissata qualche anno fa, ma che Verdone ha portato a termine realizzando Io, loro e Lara con un ritrovato entusiasmo artistico e tanto impegno. Il tutto assume un significato particolare poi, se pensiamo che tutto questo è avvenuto in uno degli anni più tristi della sua vita privata, quello in cui ha perso suo padre, una guida spirituale e professionale che in questo film credeva molto e aveva riposto molte aspettative come tutti noi. Noi abbiamo applaudito e siamo certi che anche qualcun altro da lassù non sarà rimasto deluso. Bentornato Carlo.

Recensione Io, loro e Lara (2009)
Luciana Morelli
Redattore
4.0 4.0
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