Dalle serate in famiglia ai grandi schermi, Monopoly continua a reinventarsi. Ora il celebre gioco da tavolo è pronto a entrare nell'universo seriale di Netflix, con un progetto che punta a trasformare regole, strategie e colpi bassi in intrattenimento televisivo.
Da gioco da tavolo a format televisivo: cosa sappiamo sulla serie Netflix
Secondo quanto riportato da Deadline, la nuova serie TV di Monopoly per Netflix ha ufficialmente trovato casa creativa in Studio Lambert, società già responsabile del successo di The Traitors. Un dettaglio tutt'altro che secondario: Netflix avrebbe scelto Lambert tra diversi studi concorrenti proprio per l'originalità del pitch, segno che l'idea alla base del progetto mira a evitare adattamenti prevedibili.
Al momento, i dettagli concreti restano pochi, ma una direzione sembra già tracciata. Il progetto sarà un format unscripted, ovvero improvvisato, quindi non una serie narrativa tradizionale, bensì uno show basato su dinamiche di gioco, competizione e interazione reale. A confermare l'ispirazione è stato Jeff Gaspin, vicepresidente delle serie unscripted di Netflix, che ha spiegato come la scintilla sia arrivata dal successo del videogioco mobile Monopoly Go!. "C'è una meccanica di gioco in Monopoly Go! che credo possa funzionare perfettamente in una serie unscripted", ha dichiarato, lasciando intendere che il cuore del programma ruoterà attorno a strategie, alleanze e ribaltamenti improvvisi.
Resta da capire come verranno tradotti elementi iconici come le proprietà, il denaro, le carte imprevisti o il celebre "Via!" in un linguaggio televisivo. L'idea, però, sembra quella di sfruttare il DNA competitivo del marchio, rendendolo riconoscibile ma non didascalico. In altre parole, Monopoly non sarà semplicemente "giocato" davanti alle telecamere, ma reinterpretato come esperienza sociale, dove la tensione nasce dal confronto umano prima ancora che dalle regole. Un approccio in linea con l'evoluzione dei game show moderni, sempre più vicini alla narrazione emergente che alla gara pura.
Un brand inarrestabile tra cinema, TV e tentativi mancati
L'arrivo di Monopoly su Netflix non è un fulmine a ciel sereno, ma l'ennesima tappa di una lunga storia di tentativi di espansione audiovisiva. Parallelamente alla serie TV, infatti, il marchio è attualmente coinvolto anche in un progetto cinematografico targato Lionsgate, annunciato nel 2024. In quel caso, il nome più rilevante è quello di Margot Robbie, coinvolta come produttrice insieme a Tom Ackerley e Josie McNamara. Un segnale chiaro di come l'industria continui a vedere nel brand un potenziale ancora largamente inesplorato.
Non è però la prima volta che Monopoly prova a fare il salto sul grande schermo. Già nel 2008, quando i diritti cinematografici erano in mano a Universal Pictures, si era parlato di un film con Ridley Scott alla regia, progetto poi naufragato con il ritorno dei diritti a Hasbro. Nel 2015 fu Lionsgate a tentare nuovamente la strada, annunciando un film d'azione e avventura con Andrew Niccol alla sceneggiatura, anche questo rimasto senza sviluppi concreti. Nel 2019, infine, emerse il nome di Kevin Hart, indicato come protagonista e produttore di un'ulteriore iterazione mai arrivata in porto.
Questo passato frammentato rende la serie Netflix particolarmente interessante: anziché forzare una narrazione tradizionale, il progetto sembra aver trovato una forma più naturale, capace di valorizzare l'essenza del gioco senza imprigionarla in una trama artificiosa. Se il cinema ha faticato a trovare la chiave giusta, la televisione - e in particolare il formato unscripted - potrebbe rivelarsi il terreno ideale.