Enrique Irazoqui, morto il Gesù de Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini

Enrique Irazoqui è morto nella notte del 16 settembre 2020 in un ospedale di Barcellona: l'attore catalano interpretò Gesù ne il Vangelo secondo Matteo di Pasolini.

NOTIZIA di 17/09/2020

Enrique Irazoqui, attore spagnolo noto per aver interpretato Gesù ne Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, è morto nella notte del 16 settembre 2020 nell'ospedale di Barcellona in cui era ricoverato. Irazoqui aveva 76 anni.

Una scena de Il vangelo secondo Matteo
Una scena de Il vangelo secondo Matteo

Nato il 5 luglio del 1944 a Barcellona da una famiglia borghese, Enrique Irazoquifu sin da giovane militante comunista e antifranchista. Su mandato del sindacato universitario clandestino di Barcellona, a soli 19 anni giunse in Italia per convincere i massimi esponenti della cultura italiani a tenere conferenze nelle università spagnole contro la dittatura.

In questa occasione avvenne l'incontro con Pier Paolo Pasolini che, folgorato dal suo volto, gli offrì il ruolo di Gesù ne Il vangelo secondo Matteo. Irazoqui fu convinto ad accettare la parte da Elsa Morante, ma donò la sua paga alla causa del movimento clandestino antifranchista. Una volta tornato in Spagna, venne punito dal regime franchista per aver partecipato alla realizzazione di un film di "propaganda comunista", col ritiro del passaporto e l'espulsione dall'università.

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Dopo aver girato altri due film, nel 1969 si trasferì a Parigi dove si laureò in Economia. Successivamente si laureò in letteratura spagnola negli Stati Uniti, continuando a esercitare la sua passione per gli scacchi faticando, però, a trovare avversari alla sua altezza.

Nel 2013 dichiarò in un'intervista che Pasolini avrebbe voluto girare un film tratto da un suo testo, intitolato Il padre selvaggio, solo a condizione di averlo ancora come protagonista, ma lui rifiutò in quanto ormai interessato più a fare la rivoluzione che a fare cinema. Tornò tuttavia sul grande schermo un'ultima volta, nel 2008, in A la soledat di José María Nunes.