L'AFIC, Associazione Festival Italiani di Cinema, che riunisce 126 manifestazioni tra festival, rassegne e premi, è stata ascoltata dalla VII Commissione Cultura della Camera nell'ambito dell'esame di tre proposte di legge sul cinema.
In audizione ha consegnato una memoria scritta per richiamare l'attenzione su un aspetto ritenuto cruciale ma poco considerato nel dibattito normativo: il comparto della Promozione.
Pur riconoscendo l'importanza della riforma e delle diverse linee di intervento - inclusa l'ipotesi di un'Agenzia per il Cinema - l'associazione ha sottolineato come festival e rassegne non ricevano un'attenzione adeguata rispetto al loro peso reale nel sistema audiovisivo.
Il ruolo strategico dei festival italiani
AFIC ha portato dati a sostegno del proprio ruolo strategico: tra marzo 2024 e febbraio 2025 i festival italiani hanno registrato 2,1 milioni di visioni, con una crescita del 4% rispetto all'anno precedente. Il pubblico è in larga parte giovane (60% tra i 15 e i 34 anni), mediamente istruito e disposto a spostarsi per partecipare agli eventi.
Secondo l'associazione, le manifestazioni cinematografiche sono oggi fondamentali per la formazione del nuovo pubblico, la valorizzazione del cinema indipendente e la vitalità culturale dei territori, soprattutto nelle aree più fragili, dove spesso riattivano sale chiuse o creano nuovi spazi di proiezione.
Le proposte dell'AFIC per una maggiore trasparenza
L'associazione ha quindi avanzato alcune proposte concrete per rendere più efficace e trasparente il sistema dei contributi alla Promozione. Tra i punti centrali: certezza dei tempi nei finanziamenti (con bandi pubblicati entro novembre e risultati entro 60 giorni), triennalizzazione dei contributi con monitoraggio annuale, accesso ai fondi riservato a soggetti con almeno tre anni di attività continuativa e criteri di valutazione oggettivi e motivati per iscritto.
Viene inoltre chiesto un maggiore coordinamento tra Stato ed enti locali e l'introduzione di un tetto massimo ai finanziamenti per garantire una distribuzione più equa delle risorse.
L'appello è stato lanciato affinché la Promozione non resti il "fanalino di coda" delle politiche pubbliche sul cinema. Senza un sostegno strutturato a festival, rassegne e premi - sostiene l'associazione - si rischia di indebolire il cinema indipendente, i nuovi talenti e l'intero ecosistema culturale nazionale, alimentando una progressiva desertificazione culturale.