Ultimo schiaffo è un film del 2025 diretto da Matteo Oleotto con Adalgisa Manfrida e Massimiliano Motta. Uscita al cinema: 8 Gennaio 2026. Durata: 100 min. Distribuito in Italia da Trent Film. Paese di produzione: Italia.
La black comedy è ambientata in un gelido paesino minerario di Cave del Predil, durante il periodo natalizio. La storia segue le vicende di Petra e Jure, fratello e sorella che vivono in una roulotte, con temperature sottozero e lottano giorno dopo giorno per sbarcare il lunario. Petra è la "mente" del duo, ha un carattere esplosivo, è energetica e desidera fuggire da questo posto freddo e senza futuro. Jure è il "braccio", dal cuore d'oro e animato da una purezza ingenua, quasi infantile.
La madre dei due è in una casa di cura e l'occasione che stanno aspettando, per poter finalmente lasciare il paese per un futuro migliore, arriva con la scomparsa del cane Marlowe, che appartiene a una ricca padrona, la signora Ines. Disperata per la sorte del suo amico a quattro zampe, Ines offre una lauta ricompensa a chi lo ritrova. Petra vuole organizzare un "riscatto" per Marlowe, per guadagnare più soldi, ma questo da il via a un effetto domino che trascina i due fratelli in una serie di disavventure e decisioni sbagliate. Tra la fatica della sopravvivenza in montagna e le restrizioni della provincia, la storia racconta la rabbia di due ragazzi abbandonati a se' stessi che cercano una via di fuga e riscatto per il futuro.
Diretto da Matteo Oleotto, che l’ha anche scritto assieme a Pierpaolo Piciarelli e Salvatore De Mola, Ultimo schiaffo è il secondo lungometraggio del regista dopo il successo di Zoran, il mio nipote scemo, ed è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025 nella sezione Alice nella Città. Con questo film, Oleotto conferma la sua cifra stilistica legata alla commedia di confine, che mescola umorismo nero, malinconia e un forte legame con il territorio del Friuli Venezia Giulia. Anche in questa opera infatti il regista prosegue nel solco di un cinema "antropologico" che osserva figure marginali con uno sguardo grottesco ma profondamente umano. Lo stile è stato definito dallo stesso Oleotto come una "dark comedy di montagna", con atmosfere che richiamano la poetica dei fratelli Coen.
Del resto la stessa co-produzione internazionale tra Italia e Slovenia riflette l'identità transfrontaliera del regista. Il progetto è stato sviluppato con l'intento di esplorare le dinamiche di una comunità montana isolata. Oleotto ha lavorato a lungo sulla ricerca di un equilibrio tra il genere "noir" e la commedia, concentrandosi sulla scrittura di personaggi che fossero, nelle sue parole, "inermi di fronte agli schiaffi della vita".
I due protagonisti sono Adalgisa Manfrid nel ruolo di Petra e Massimiliano Motta nel ruolo di Jure. La Manfrid alla festa del cinema di Roma Adalgisa Manfrida ha ricevuto due premi importanti: il Premio UNITA come Miglior Rivelazione e il Premio RB Casting come Miglior Giovane Interprete Italiano. Nel cast anche Giuseppe Battiston, presenza ricorrente nel cinema di Oleotto e qui in un ruolo di supporto fondamentale, Giovanni Ludeno e Primoz Pirnat. La fotografia curata da Sandro Chessa, è stata studiata per esasperare i contrasti tra gli interni cupi e sovraffollati di oggetti e gli esterni bianchi, abbacinanti e desolati, mentre il montaggio di Giuseppe Trepiccione ha lavorato per mantenere un ritmo che assecondasse i tempi della commedia ma che sapesse frenare improvvisamente nei momenti più drammatici o "neri".
La trama è innescata dalla scomparsa di un cane di nome Marlowe. Il cane non è solo un elemento della trama, ma rappresenta, secondo il regista, "l'unica speranza di riscatto economico e affettivo per chi non ha più nulla". La sua ricerca diventa una sorta di viaggio iniziatico grottesco. Il film è stato girato interamente in Friuli Venezia Giulia e Slovenia, con focus su Tarvisio (punto nevralgico della storia, situato a pochi chilometri dal confine con Austria e Slovenia) e in particolare nel villaggio minerario di Cave del Predil, Gorizia (città natale del regista), Sella Nevea e Kranjska Gora (Slovenia).
Riguardo al titolo e al concetto di "schiaffo", il regista ha dichiarato: "Chi riceve lo schiaffo non può difendersi, è inerme", spiegando che il film parla di persone che subiscono la vita senza riuscire a reagire efficacemente. Il film affronta il tema della sopravvivenza economica di due fratelli che vivono di espedienti in un contesto di isolamento. Come tipico del cinema di Oleotto, il confine non è solo geografico ma esistenziale, un non-luogo dove le culture si mescolano e i personaggi sembrano sospesi. "È un piccolo sogno che si avvera - dice ancora Oleotto - un film che contiene commedia, dramma, giallo e qualche scena di thriller. Un film che nasce dalla mia terra e torna a casa, proprio come me. È una black comedy di montagna, pensando a Fargo. Il bianco della neve serve a far risaltare il nero del destino".
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L'intervista a Matteo Oleotto, di ritorno sul grande schermo con Ultimo schiaffo dopo essersi fatto notare con Zoran... anche da Checco Zalone.
Dopo il successo di Zoran, Matteo Oleotto torna al grande schermo con Ultimo schiaffo, una black comedy, o "commedia triste", su uno splendido gruppo di perdenti. Al cinema a inizio 2026.