Domani Interrogo è un film del 2026 diretto da Umberto Carteni con Anna Ferzetti e Fabio Bizzarro. Durata: 95 min. Distribuito in Italia da Vision Distribution. Paese di produzione: Italia.
La storia si svolge quasi interamente all'interno di un istituto tecnico professionale di Roma, situato nel quartiere di Rebibbia, durante l'ultimo anno scolastico che precede l'esame di Stato. Seguiamo le vicende di una professoressa di inglese Anna Ferzetti), a cui viene affidata una quinta composta da ventiquattro studenti considerati "difficili". Il film documenta le dinamiche tra il corpo docente e questo gruppo di ragazzi provenienti da contesti socio-economici degradati, dove la microcriminalità e la precarietà abitativa rappresentano la norma. In pratica tutti i professori della scuola considerano quella classe un buco nero di orrore e da tempo hanno abbandonato ogni speranza di poter avere un rapporto con gli studenti.
La nostra protagonista però non si arrende ed è pronta ad accettare la sfida, anche se sa che sarà una guerra quotidiana. La narrazione procede per blocchi temporali che seguono l'avanzamento del programma scolastico; inizialmente c'è la chiara opposizione da parte degli studenti alla nuova "Professoré", ma lei tiene duro e si concentra su ogni singolo studente, cercando di stabilire un contatto didattico basato sulla comprensione delle singole situazioni familiari. Purtroppo la buona volontà non basta e la professoressa si scontra non solo con lo scetticismo dei suoi colleghi ma con l'eterna burocrazia scolastica che sembra fatta apposta per creare problemi invece che risolverli.
Si toccano argomenti che ormai fanno parte di ogni istituto scolastico, dai conflitti disciplinari al bullismo fino alle assenze prolungate che rischiano di far perdere l'anno agli studenti. L'opera evita accuratamente la classica risoluzione utopistica dove l'arrivo della nuova professoressa risolve magicamente tutto. Il focus resta sulla preparazione tecnica e psicologica degli alunni per affrontare la commissione d'esame. Il finale coincide proprio con gli esami di maturità, dove il successo o il fallimento dei ragazzi è il risultato di un lungo anno di lavoro da parte degli esaminandi e dei docenti, un anno di mediazione costante tra le esigenze imposte dal ministero e la realtà sociale della vita degli studenti.