Che Dio perdona a tutti 2026

N/D
5.0/5
Locandina di Che Dio perdona a tutti

Che Dio perdona a tutti è un film del 2026 diretto da Pierfrancesco Diliberto con Pierfrancesco Diliberto e Giusy Buscemi. Uscita al cinema: 2 Aprile 2026. Durata: 117 min. Distribuito in Italia da PiperFilm. Paese di produzione: Italia.

Data di uscita
2 Aprile 2026 (Italia)
Genere
Commedia
Anno
2026
Regia
Pierfrancesco Diliberto
Paese
Italia
Durata
117 Min
Distribuzione
PiperFilm

Trama del film Che Dio perdona a tutti

Arturo è un agente immobiliare di trentacinque anni che vive a Palermo; non ha relazioni sentimentali stabili e la sua grande passione sono i classici dolci siciliani. La sua routine viene interrotta dall'incontro con Flora, figlia del proprietario di una nota pasticceria locale. Flora è una donna intraprendente, bella, gentile e divertente e... una cattolica fervente, tanto pignola nell'applicazione dei precetti religiosi quanto Arturo lo è nella scelta dei dolci.

Per conquistarla, Arturo, che non è più praticante da bambino, accetta di interpretare Gesù durante una rappresentazione della Via Crucis. La performance si rivela un fallimento totale causa della sua ignoranza in materia, ma questo non impedisce la nascita di una relazione tra i due. Quando la verità viene fuori inevitabilmente, Arturo reagisce e proclama che applicherà alla lettera la parola di Dio per un periodo di tre settimane. Durante questo periodo, Arturo trasformerà ogni insegnamento del Vangelo in azione quotidiana, supportato dalla presenza costante di un complice inatteso: il Papa, che agisce come suo mentore spirituale.

Che Dio perdona a tutti in sintesi

Diretto da Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, Che Dio perdona a tutti è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo dello stesso Pif, edito da Feltrinelli Editore. Il libro affronta con ironia il tema della coerenza spirituale e della fede applicata alla vita quotidiana. Il film segna il ritorno di Pif, che ha firmato anche la sceneggiatura assieme a Michele Astori, alla regia cinematografica dopo In guerra per amore (2016) e E noi come stronzi rimanemmo a guardare (2021).

Il film esplora il confine tra "fingere di essere cristiani" per convenienza sociale e "provarci veramente". Pif mette in scena la paradossale difficoltà di applicare i precetti religiosi (gentilezza, onestà assoluta) in un contesto moderno regolato dal profitto e dalle apparenze. Durante la promozione, Pif ha dichiarato: "Ho scritto questo libro e poi il film per capire cosa succederebbe se qualcuno prendesse il Vangelo alla lettera. Il rischio è perdere tutto: lavoro, amici, tranquillità. È una commedia sulla fatica di essere buoni". Il film mantiene la cifra stilistica tipica del regista: la voce fuori campo, l'ironia sottile applicata a temi civili o morali e la struttura da commedia romantica che sfocia nella riflessione sociale. Oltre la commedia, il film funge da analisi sociologica dell'Italia contemporanea: un Paese che si dichiara cattolico ma che entra in crisi profonda se qualcuno prova a mettere in pratica il Vangelo senza "sconti".

Pif si ritaglia anche il ruolo del protagonista Arturo, mentre il resto del cast è composto da Giusy Buscemi, Francesco Scianna, Carlos Hipólito, Maurizio Marchetti e Domenico Centamore. La scelta della Buscemi per interpretare Flora, una pasticciera fervente cattolica, è funzionale a rappresentare una fede "luminosa e solare", in contrapposizione al cinismo agnostico del protagonista Arturo. Sul suo personaggio, l’attrice siciliana ha detto: "Una donna che non scende a compromessi con i propri valori, il che la rende agli occhi di Arturo un'aliena meravigliosa".

La fotografia è di Guido Michelotti, che lavora per sottrazione: mentre Arturo è immerso in colori più cupi e quotidiani che riflettono la sua mediocrità, il personaggio di Flora è sempre circondato da una luce calda e pastello, quasi angelica, legata alla sua pasticceria. Questo serve a sottolineare visivamente l'attrazione di Arturo verso una "purezza" che non riesce a raggiungere. Il montaggio è a cura di Giogiò Franchini (collaboratore storico di Paolo Sorrentino e Jonathan Nossiter), mentre le musiche portano la firma di Santi Pulvirenti.

Il film è stato girato interamente in Sicilia, a Palermo e dintorni. Una scelta non solo estetica, ma culturale, legata alla forte tradizione religiosa dell'isola che fa da contrasto alla crisi d'identità del protagonista. Una delle sfide produttive è stata la rappresentazione della figura papale, interpretata dall'attore spagnolo Carlos Hipólito. Nel film, il Papa funge da "complice inatteso" e guida spirituale sui generis per Arturo. La scelta di un attore spagnolo per interpretare il Papa non è casuale, ma richiama l'universalità della Chiesa. Il rapporto tecnico deve approfondire come le scene tra Arturo e il Pontefice siano girate con uno stile che sfiora il realismo magico: non capiamo mai se siano conversazioni reali, sogni o proiezioni mentali del protagonista, creando un'atmosfera sospesa.

Cast di Che Dio perdona a tutti

Carlos Hipólito
Carlos Hipólito
Il Papa
Maurizio Marchetti
Maurizio Marchetti
Luigi Guarnieri
Domenico Centamore
Domenico Centamore
Signor Cusumano
Tommy Kuti
Tommy Kuti
Sunkaro
Barbara Giordano
Barbara Giordano
Beatrice
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