Monarch: Legacy of Monsters 2, tra padre e figlio. Intervista a Kurt e Wyatt Russell

La sfida attoriale affrontata da Kurt e Wyatt Russell e la spettacolarità che deve cedere il passo ai personaggi e alle loro storie: le nostre interviste al cast e alla produttrice di Monarch. Su Apple TV.

Kurt e Wyatt Russell nella nostra intervista al junket di Monarch: Legacy of Monsters 2

In occasione del debutto in streaming su Apple TV di Monarch: Legacy of Monsters stagione 2 siamo stati invitati al junket virtuale dell'attesissima produzione collegata al MonsterVerse della Legendary e della Toho. Una saga che è stata inaugurata nel 2014 con Godzilla di Gareth Edwards, un lungometraggio a cui Monarch è legato a doppia mandata considerato che va a coprire proprio il lasso di tempo che lo separa da quelli arrivati poi.

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Kurt Russell in un'intensa scena della serie

Ma non solo: come già nella prima stagione, anche questa seconda continua a narrare delle peripezie che si svolgono nel presente e nel passato, con Kurt Russell e suo figlio Wyatt che tornano a interpretate lo stesso personaggio, Lee Shaw, in epoche diverse. Ragion per cui, anche più che con la prima, questa nuova incursione della serie intrattiene un profondo legame anche con Kong: Skull Island di Jordan Vogt-Roberts.

Kurt e Wyatt Russell fra passato e presente

In Monarch: Legacy of Monsters stagione 2, la storia dei personaggi e la mitologia dei Kaiju vengono esplorate con il percorso che, ormai, conosciamo bene. Quello che alterna ciò che è accaduto agli albori della Monarch e ciò che avviene dopo il G-Day visto in Godzilla.

E i due Russell, Kurt e Wyatt, tornano a interpretare lo stesso personaggio da giovane e da anziano. Un processo, quello della costruzione di Lee Shaw, reso più agevole, come spiega Wyatt Russell "Un po' perché io e mio padre condividiamo lo stesso approccio in quanto a recitazione, un po' perché poter rivedere quello che abbiamo fatto con la prima stagione è stato di grande aiuto per capire dove dover andare a parare".

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Wyatt Russell e Mari Yamamoto in Monarch: Legacy of Monsters

Russell Sr. aggiunge che l'aspetto più complicato di una situazione abbastanza atipica come questa è "tenere sempre a mente che non dobbiamo dare vita a una dinamica padre-figlio perché stiamo interpretando la stessa persona, solo a età differenti. Cosa questa che però permette al pubblico di afferrare in maniera più agevole per quale motivo si arrivi a una data situazione nel presente".

Tenere a freno la spettacolarità

In una produzione che ha a che fare con dei mostri giganti, i Kaiju della cinematografia nipponica, potrebbe essere facile cedere alla tentazione di soffermarsi troppo sulla spettacolarità fine a sé stessa, sulle scene di distruzione e così via. È Anders Holm, interprete di Bill Randa, a dire che "Non puoi stare su una montagna russa che va sempre in discesa. Sarebbe terrificante, ma un terrificante basato di continuo su quello che hai fatto dieci secondi prima. Ci vogliono dei momenti di calma piatta, quelli in cui fai delle deviazioni a destra e poi a sinistra per poi gettarti di nuovo a capofitto in caduta libera. Bisogna equilibrare tutti questi momenti".

Monarch: Legacy of Monsters 2, la recensione: una godibilissima soap opera coi mostri giganti

Secondo la produttrice Tory Tunnell Monarch: Legacy of Monsters stagione 2 ha sì la possibilità di poter gareggiare ad "armi pari" con la spettacolarità cinematografica grazie a degli effetti speciali che non hanno nulla da invidiare a quelli delle pellicole che compongono il MonsterVerse ma ha anche un lusso ulteriore: quello di avere a disposizione ben dieci ore di racconto. "Siamo orgogliosi di poter seguire le orme dei film del MonsterVerse, ma noi lavoriamo con uno show Tv che può sfruttare dieci ore di storytelling.

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Godzilla, il Re dei Kaiju

"Possiamo concentrarci sulle storie di questi personaggi, raccontare le vicende di chi vive questo contesto, cosa che, per carità, è stata fatta anche con le pellicole. Ma noi possiamo approfondire di più le storie che rendono queste persone quello che sono, come sia vivere in un mondo in cui questi mostri sono veri e comprendere anche come sia il mostro che alberga dentro di noi. Possiamo introdurre nuovi mostri, spiegarne la mitologia andando alle radici. E sorprendere di continuo il pubblico".