Dopo il cupo e poetico film di Guillermo del Toro, al cinema torna il mito di Frankenstein, stavolta attraverso una rielaborazione della storica lore creata da Mary Shelley; una figura a cui il cinema ha dato vita per la prima volta nel 1935 e che ora torna attraverso la penna e l'obiettivo di Maggie Gyllenhaal. Stiamo parlando de La Sposa! (The Bride!), film in uscita in Italia il 5 marzo e del quale per ora si sapeva molto poco, almeno fino all'uscita di uno spettacolare primo trailer che propone le prime immagini scandite dalla musica di Florence + The Machine.
Una suggestiva Chicago degli anni Trenta sembra fare da sfondo a una storia che fonde le atmosfere da gangster movie alla Bonnie & Clyde con quelle raccontate per la prima volta nel classico di James Whale. Ne ha parlato la regista in un incontro con la stampa internazionale per il rilascio del trailer: un'occasione per disvelare le prime informazioni concrete su questo ambizioso progetto, che arriva a cinque anni dal suo interessante esordio da cineasta con La figlia oscura, tratto dall'omonimo libro di Elena Ferrante.
La sposa!: la genesi del film
Ed è proprio dal suo precedente film che Maggie Gyllenhaal parte per raccontare questo nuovo progetto: "È stato un gran lavoro ovviamente, ma è venuto tutto molto naturale. In quel film ho raccontato una verità che era un po' tabù e dopo quell'esperienza mi sono chiesta: cosa succederebbe se provassi a dire la verità su qualcos'altro facendolo in chiave più pop? Toccherei un nervo scoperto?"
La volontà di mettersi alla prova con qualcosa di nuovo e un'ispirazione inaspettata hanno quindi decretato la nascita del film: "Ero a una festa e ho visto un uomo con un tatuaggio su tutto l'avambraccio de La Moglie di Frankenstein. Mi ha come agganciato; la gente mi proponeva cose, diverse idee, diverse proprietà intellettuali, ma nulla attecchiva. Ho visto questo tatuaggio e ho pensato: 'Oh, sì. Ma l'ho mai visto quel film?'. Ero a Los Angeles per una promozione stampa, sono tornata nella mia stanza d'albergo e l'ho cercata online. C'era lei, Elsa Lanchester, l'originale Sposa di Frankenstein: ha un impatto incredibile. Qualcosa in lei è come... formidabile. E poi ho guardato il film, che non avevo mai visto, e ho realizzato che lei non parla. C'è questo film chiamato La moglie di Frankenstein, che in realtà non riguarda in alcun modo la Sposa di Frankenstein."
Un Frankenstein "Punk"
Dopo la visione delle prime immagini è subito caccia allo stile e alle ispirazioni: "Ero interessata a una sorta di sovversione di uno stile cinematografico classico", dice Gyllenhaal. "Quindi sì, Bonnie & Clyde e La rabbia giovane, e persino Metropolis. E poi penso a un film come Cuore selvaggio, dove David Lynch sovverte gli elementi classici del cinema, anche se è diverso dal mio stile. Non lo so, a dire il vero ho solo lasciato che la mia mente si aprisse e vagasse."
In una precedente intervista Jessie Buckley, interprete della protagonista, ha definito il film come "veramente punk" e la regista sembra d'accordo: "Sì, penso sia punk. Il punk è la celebrazione di qualcosa che non rientra negli schemi. Quando ho iniziato a lavorare con Christian Bale lui mi mandò una serie di immagini e persino video di Sid Vicious. Ovviamente non possiamo svelare troppo, ma ho amato quei riferimenti e ho amato il fatto che lui pensasse in quel modo."
Un cast da sogno (e di famiglia)
Jessie Buckley e Christian Bale sono stati fortemente voluti dalla regista per interpretare i ruoli principali: "Loro due avevano una connessione così reale, profonda e speciale; è il tipo di cosa che non puoi anticipare", dice Gyllenhaal, per poi raccontare il processo che ha portato alla selezione di un cast così importante e alla gestione delle idee sul set. "Ho solo sognato in grande. Mi sono detta: 'Ok, ho scritto questa parte e chiederò a chiunque io voglia. Qual è la cosa peggiore che può succedere? Che mi dicano di no. Posso tollerare che mi si dica di no'. Quindi ho lasciato vagare la mente su chi pensavo fosse adatto. Io e Jessie ci conoscevamo da tempo, ci siamo sentite come in un sogno febbrile nel quale le gridavo cose e lei le faceva sue e continuava. Proprio per questo Christian mi ha chiesto a un certo punto: 'Urlerai anche contro di me?'. E così l'ho fatto, a volte."
E parlando del resto del cast: "Amo i miei attori poiché sono andata dalle persone dei miei sogni: sono una manciata di persone brillanti. Ad esempio c'è stata una facilità nel fare il casting di Penelope Cruz. Penso sia un'attrice incredibile e che possa fare quello che vuole. Poi se parliamo delle persone che conosco, mio marito [Peter Sarsgaard] e mio fratello [Jake Gyllenhaal]: sapevo solo che volevo che il personaggio di Wiles fosse super, super sexy, quindi ho dovuto chiedere a mio marito. Lo adoro. Vedrete, è un personaggio che ha fatto alcune cose oscure ma è anche un eroe. Ho pensato: Peter è davvero bravo in quello. Mio fratello? Beh, è stato una delle ultimissime persone a cui ho chiesto."