Il DVD di PTU

Il film cult di Johnnie To arriva in Italia grazie all'ottima iniziativa della Ripley Home-Video.

Il fenomeno Johnny To in Italia ha decisamente del bizzarro, almeno per quanto concerne il suo riconoscimento e la sua ancora limitata visibilità. Non c'è festival di Cannes o di Venezia ormai che non ospiti un suo film. Che poi non venga accolto con i clamori destinati a film meno meritevoli, non ha mica tanta importanza, visto l'incredibile livello qualitativo raggiunto dalle sue opere (vedasi Election 2 e Exiled). Ma se il clamore mediatico resta l'unico argomento per le scelte produttive ed è affiancato da una generale freddezza di una certa critica e di un certo pubblico - l'essere fanatici o detrattori del cinema asiatico, visto come entità generica, ancora, nel 2006, dovrebbe farci pensare e non poco - diventa ovvio che far vedere To in Italia diventa opera tra il proselitismo e lo snobismo intellettuale. Risultato: della sterminata e notevolissima carriera del regista cantonese dalle nostre parti si sono visti finora solo The Mission e Breaking News, grazie alla Dolmen. Che fortunatamente ora non è più sola.

L'uscita di PTU, oltre a far gridare al miracolo, è emblematica sotto diversi aspetti e soprattutto chiude un cerchio. Quello che ha visto il Far East farsi primo promotore in assoluto del suo cinema e ora in prima linea, grazie al supporto tecnico e economico dell'ottima Ripley Home-Video, nell'edizione digitale dei suoi film, all'interno di una collana che ne promette delle belle. In questo senso anche la scelta di PTU si dimostra perfetta, ben oltre il riconoscimento quasi unanime come capolavoro. PTU rappresenta una cesura fondamentale nel cinema di To, costretto negli anni che lo precedono a tuffarsi nella produzione di commedie, genere redditizio ma poco amato da uno dei registi più noir del pianeta. PTU è il film più voluto e sentito da To: girato in tre anni, negli intervalli di produzione, e uscito nel 2003, quando si cominciava a celebrare l'inopportuna parabola discendente del futuro regista dei due Election.

La Ripley fa le cose per bene, con un'edizione amaray a disco singolo (con testo critico di Alberto Pezzotta allegato) che si attesta su standard tecnici medio-alti e presenta un elegante menù in tono con i colori notturni del film e un'ottima qualità audio. La compressione video (presentato nell'originale anamorfico 2.35:1) è ottimale e non risente assolutamente dei problemi di ripresa in condizione di scarsa illuminazione. Eccellente anche l'equilibratura della luminosità e del contrasto e la stabilità del croma. Ben calibrato e coinvolgente l'audio: presente nel cantonese originale sia nell' avvolgente versione 5.1, sia in stereo. Inserita anche una traccia italiana, doppiata per l'occasione (a conferma delle potenzialità dell'uscita) e sempre in dolby digital 5.1. Il nostro consiglio va comunque, come sempre, in direzione della versione originale con sottotitoli, vista anche l'estrema difficoltà di riadattamento linguistico. Presenti infine, in un comparto extra non trascendentale, un'intervista inedita a Johnny To e una al protagonista Lam Suet, corredate da un intervento critico di Giorgio Placereani.