Lezione d'attore al Festival

La direzione del Festival di Cannes ha offerto ai giovani attori la possibilità di ascoltare un maestro d'eccezione: Max von Sydow.

Antonio Bracco

"Lavorare, lavorare, lavorare", questo il consiglio che il mastodontico attore svedese dà agli aspiranti attori, "è un mestiere che si impara solo praticandolo". Per un'ora e mezza Max von Sydow ha elargito perle di saggezza attoriale in un incontro organizzato dalla direzione del Festival di Cannes nella Sala Buñuel. "Non posso dire di seguire un metodo assoluto, ma mi affido ad alcune regole di base: usare la prospettiva del personaggio interpretato durante le riprese, senza per questo entrarci in simbiosi, e capire essenzialmente cosa vuole".

Tra se stesso e il soggetto da incarnare c'è un sentiero di pietre equidistanti una dall'altra (da lui battezzate stepping stones).
"Ciò che faccio è costruire ponti tra le pietre seguendo un percorso che mi porti al personaggio, al suo pensiero". Sulla caratterizzazione sostiene che "è necessario essere semplici. Interpretare un ubriaco o un malato non significa mostrarsi ubriachi o malati tutto il tempo, ma è fondamentale tenere a mente cosa vuole e cosa cerca il personaggio".

Von Sydow ha trovato anche il tempo di deliziare il pubblico con un divertente aneddoto. "Sul set di Mai dire mai avevo un monologo che avrebbe aperto il film. Il gattino che divideva la scena con me non voleva cooperare. Al sesto ciak cominciavo a perdere la concentrazione. Al ventiseiesimo ciak il gatto si è comportato magnificamente, mentre io ero ormai alla frutta. Quella è la scena che è andata in stampa e non mi stupisce che al montaggio una parte del mio monologo sia stata tagliata."

Lezione d'attore al Festival
Privacy Policy