Chris Evans risponde a Spielberg sul futuro dei cinecomics

Captain America dice la sua riguardo il commento del regista americano sull'inevitabile tramontare dei film sui supereroi.

Angelica Vianello

Solo pochi giorni fa vi riportavamo l'opinione del regista Steven Spielberg riguardo la transitorierà del successo dei film sui supereoi. Queste le sue parole: "C'eravamo quando è morto il Western, e arriverà il momento in cui la stessa cosa succederà al genere dei supereroi".

Già prima di lui altri filmmakers si erano espressi al riguardo: Dan Gilroy aveva parlato ad esempio di uno "Tsunami di film sui supereroi" contro il quale i titoli indipendenti dovevano ergersi a baluardo del vero spirito del cinema.

Ora a Chris Evans, che deve il lancio (I fantastici quattro) e il rilancio (Captain America: il primo vendicatore e gli The Avengers) della sua carriera proprio a questo genere al contempo adorato dalle folle e bistrattato dai puristi, in occasione della promozione del suo debutto da regista col film Before We Go, è stato chiesto cosa pensasse del commento di Spielberg,e del prosperare del genere in questione.

"Sono convinto che considerando quanto sia avanzata la tecnologia, non si finirà mai di cercare altri film che siano al passo con questi conseguimenti tecnologici. Qualsiasi film che sappia incorporare personaggi fuori dall'ordinario e location e trame fantastiche.. la tecnologia vorrà mettersi alla prova, quindi che si tratti di film sui supereroi, o fantasy in generale, continueranno ad emergere."

Pronunciandosi poi sulla saturazione del mercato cinematografico, ora che proliferano sempre più adattamenti per il grande schermo di materiali narrativi provenienti dal mondo dei fumetti, Evans ha spiegato come secondo lui il genere possa sopravvivere fino a quando sarà capace di approcci originali. "Quando si parla di supereroi, le storie che conosciamo e amiamo, si tratta di scegliere il tono giusto. Si potrebbe dire che Jason Bourne sia un supereroe. Potresti anche prendere un qualsiasi film su un supereroe e spogliarlo, ancorandolo alla realtà... è questo che secondo funziona così bene [per Joe Russo e Anthony Russo in Captain America: The Winter Soldier]. Alcuni film sui supereroi sembrano proprio 'film sui supereroi'. I film dei Russo sembrano quasi storie di uomini normali con una spruzzata di suepereoismo. Ci si può stufare dei poteri straordinari credo, ma finché i cineasti continuano a reinventare l'approccio e il gusto e il tono, il pubblico continuerà ad andare al cinema".

È innegabile che se diamo uno sguardo d'insieme che comprenda i Batman di Christopher Nolan, i Captain America, i film sugli Avengers fino al più recente Ant-Man, l'etichetta "film sui supereroi" finisce per sembrare più un'ampia cornice che non una definizione stringente: ciascuno di questi ha un suo tono, registro stilistico, una struttura che richiamano con forza anche altri filoni cinematografici (il thriller politico, la rapina, l'epopea di un personaggio dalle origini alla caduta, etc). In fondo, se sia noi come pubblico che gli studios siamo riusciti a capire che i film d'animazione non sono necessariamente fruibili solo dai più piccoli, possiamo fare tutti uno sforzo e continuare a cercare qualità anche nei prodotti più commerciali.

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