Cannes 2014, giorno 9 tra Ken Loach e Xavier Dolan

Ancora un biopic in concorso, stavolta diretto da Ken Loach. Dolan porta al Festival il suo "Mommy", mentre Asia Argento debutta in Un certain regard con "Incompresa". Proiezione speciale di "Non aprite quella porta" nella Quinzaine.

Ken Loach e Xavier Dolan, due cineasti diversissimi - per tematiche, età, percorso artistico e provenienza - si confrontano nella sezione competitiva del 67esimo Festival di Cannes, per questa nona giornata della kermesse francese. Con il suo Jimmy's Hall il regista britannico tira in ballo (letteralmente) il leader comunista irlandese James Gralton (1886-1945) che nei primi anni venti costruì una sala da ballo perchè la gente potesse divertirsi e scatenarsi a ritmo di musica, ma anche per cercare un confronto sulle proprie idee politiche. Un'iniziativa che fu violentemente osteggiata dai cattolici, che ovviamente non vedevano bene la natura politica degli eventi organizzati presso la sala, e che si concluse con l'esilio di Gralton, che potè tornare in Irlanda solo molti anni dopo. Per quanto riguarda Xavier Dolan, il giovane autore canadese, pochi mesi dopo aver presentato Tom At The Farm a Venezia, approda sulla Croisette con un nuovo lavoro che ha già conquistato la critica, incentrato sul rapporto tra una madre e suo figlio adolescente, reso problematico anche dalle condizioni psichiche del ragazzo oltre che dalle difficoltà economiche vissute da entrambi. Un rapporto nel quale si inserirà una loro vicina di casa.

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La sezione Un certain regard invece punta i riflettori su due personaggi che vivono con difficoltà il proprio ruolo all'interno dei rispettivi contesti sociali, ma soprattutto oggi punta sull'Italia, visto che in cartellone c'è Asia Argento con il suo Incompresa, del quale è anche co-sceneggiatrice insieme a Barbara Alberti. Il film, che conta anche sulle musiche di Brian Molko, è stato presentato come una pellicola semi-autobiografica in cui la giovane protagonista è una bambina di nove anni che vive una situazione familiare non facile e sente che i genitori non la amano abbastanza, o almeno non quanto lei vorrebbe. Un dramma per il quale la regista ha messo insieme un cast eterogeneo: un biondissimo Gabriel Garko è il padre della piccola protagonista, mentre Charlotte Gainsbourg è sua madre. Accanto a loro ci sono Gianmarco Tognazzi, Max Gazzè e la piccola Anna Lou, la figlia di Asia.
Se la piccola Incompresa sente estranei i suoi genitori e la famiglia, anche l'anziano protagonista di Charlie's Country non se la passa meglio. Il protagonista del film di Rolf De Heer è un anziano aborigeno che vive in una comunità piccola e molto isolata, ma è stanco della vita che lo circonda, al punto che prenderà una decisione non facile.

Incompresa: le immagini del film di Asia Argento

Il tema centrale dei film presentati nella Quinzaine invece è la gelosia ossessiva: con Next To Her il regista Asaf Korman racconta di una una ragazza che si prende cura di sua sorella più piccola, affetta da problemi psichici. Quando sarà costretta dai servizi sociali ad affidarla ad una casa di cura, il suo mondo finirà per crollare e si legherà ad un uomo possessivo e geloso. Un tema che si fa ancora più cupo in Alleluia, di Fabrice Welz in cui Lola Dueñas è una donna che sfugge ad un matrimonio logorato dalla gelosia, ma diventerà lei stessa morbosamente e pericolosamente gelosa del suo nuovo compagno, conosciuto su un sito di incontri. Ricordiamo inoltre che nella stessa sezione oggi è prevista anche una proiezione speciale di Non aprite quella porta, il cult horror di Tobe Hooper, in versione restaurata.

The Texas Chainsaw Massacre di Tobe Hooper

Nella sezione dei film fuori concorso infine, oltre al thriller-action orientale The target - incentrato su un ex-mercenario che viene accusato di un delitto che non ha commesso - oggi trova spazio il documentario I Ponti di Sarajevo un documentario per il quale tredici registi europei - tra cui Aida Begic, Leonardo Di Costanzo, Vincenzo Marra, Sergei Loznitsa e Jean-Luc Godard - hanno provato a tracciare un ritratto di Sarajevo, focalizzandosi su quello che la città rappresenta nella storia europea.

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