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2016 - ....

Westworld e Lost: 10 somiglianze tra le serie tv di J.J. Abrams

Tutte le ragioni per cui Westworld è il nuovo Lost. La serie HBO, infatti, ha diverse caratteristiche in comune con lo storico show, a cominciare da J.J. Abrams.

Francesco Maltoni
Westworld: Ed Harris ed Evan Rachel Wood in The Bicameral Mind

La prima stagione di Westworld si è conclusa in tempismo perfetto per le nomination dei Golden Globe 2017, dove infatti la serie HBO ha raccolto varie candidature, tra cui miglior attrice protagonista, Evan Rachel Wood, e soprattutto quella più prestigiosa, al primo colpo, per la miglior serie drammatica. Insomma, alla critica il fanta-western con Anthony Hopkins, ispirato al film omonimo diretto nientemeno che da Michael Crichton nel lontano 1973, è piaciuto parecchio. Molto entusiasmo anche tra il pubblico, che ha tributato la serie tv di ascolti davvero elevati per un network via cavo, seppur abituato a ottime performance, come HBO.

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Westworld: un'immagine di Anthony Hopkins in The Well-Tempered Clavier

Eppure, qualche voce discordante, tra i social e le riviste specializzate, si è alzata, mettendo in evidenza buchi e forzature di una trama assai complicata. Talmente complicata, verrebbe da dire, da ricordare l'opera capostipite della new-wave dei telefilm americani, quel Lost che ancora oggi continua a ispirare decine e decine di autori televisivi. E con il quale Westworld rivela inaspettate - o forse no - affinità. Umani e robot, insomma, non sono mai stati così simili...

1. J.J. Abrams

J.J. Abrams con degli Stormtroopers

Come non cominciare da colui che ha reso possibile entrambe le serie, a distanza di una quindicina di anni una dall'altra. Uno dei Re Mida della serialità su piccolo e grande schermo, l'uomo a cui Disney ha affidato - con grande intuizione - il rilancio del franchise di Star Wars. Si tratta di J.J. Abrams, che se in Lost era co-creatore insieme a Damon Lindelof e Jeffrey Lieber, per Westworld appare nei panni più distaccati ma comunque incisivi del produttore. Non c'è che dire, in quanto a fiuto per le storie intricate e introspettive, Abrams non è secondo a nessuno. Nemmeno a intercettare i gusti e le inclinazioni del pubblico.

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2. Loro... e gli altri

Westworld: James Marsden ed Evan Rachel Wood

Se con Lost sono state necessarie tre stagioni prima di conoscere gli estranei al gruppo di sopravvissuti al disastro aereo, con Westworld l'inganno è chiaro sin dal primo episodio. I protagonisti dello sceneggiato dei primi anni 2000 erano i naufraghi, ora invece abbiamo i residenti, i quali sono costretti a muoversi in un microcosmo pieno di segreti, inconsapevoli di essere osservati costantemente. Praticamente, nel primo episodio di Westworld abbiamo già aperto la botola e incontrato Desmond, che in questo caso potrebbe essere la vera identità di Bernard...

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3. L'uomo in nero

Westworld: Ed Harris è Robot Gunslinger

Oltre alla somiglianza fisica dei due attori, Ed Harris e Terry O'Quinn, e alla voce italiana dello stesso doppiatore, il bravissimo Rodolfo Bianchi, i personaggi di John Locke e dell'Uomo in Nero in Westworld sembrano assolvere a una identica funzione: quella di ponte tra le due realtà, il vecchio West o l'isola, da una parte, e il mondo esterno dall'altra, perennemente in bilico tra il bene e il male, mantenendo un'aura sempre enigmatica, che consente loro di ritagliarsi un ruolo centrale all'interno della storia. Ecco perché nessuna di queste due serie potrebbe stare in piedi senza un simile personaggio, la cui costruzione e realizzazione scenica è ormai classica per gli autori, e nota al pubblico, ma mantiene sempre un fascino ineguagliabile. Oltretutto, dalla stagione 5 di Lost ciò che si presentava dapprima sotto le sembianze del fumo nero e, quindi, anche come alter ego dello stesso John Locke, si rivela in carne e ossa, pensate un po', proprio come "Uomo in nero".

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4. Il complotto della realtà costruita

Westworld: Anthony Hopkins nell'episodio The Stray

In Lost, i protagonisti si ritrovano nella duplice accezione di prigionieri e elementi cardine per l'equilibro e la sopravvivenza dell'isola. In Westworld, i residenti ripetono all'infinito le medesime situazioni, ricreano gli stessi dialoghi, continuano ad uccidersi come fosse la prima volta. Essi sono imprescindibili per l'esistenza del parco, che, prima di conoscere l'attuale conformazione, ha subito varie modifiche da parte dei propri creatori, lasciando segni sia nella popolazione che nell'ambiente. Insomma, l'organizzazione di Westworld controllata dalla Delos Corporation ricorda molto da vicino il Progetto DHARMA che gli eroi di Lost cercavano ardentemente di svelare nel loro infinito cammino di scoperta. Cosa dire poi dell'affinità tra Jacob, il burattinaio di Lost, e il fondatore nonché capo assoluto di Westworld, quel Robert Ford magistralmente interpretato da Anthony Hopkins?

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5. I flashback

Westworld: Thandie Newton in un'immagine della serie

Elemento chiave della narrazione della serie Lost, il flashback introduce le vite dei personaggi antecedenti lo schianto dell'aereo Oceanic 815 e ogni volta rivela molto allo spettatore dell'io reale dei protagonisti. In Westworld, vengono introdotte le "ricordanze" come elemento di congiunzione tra il presente e un non meglio identificato passato degli androidi attivi nel parco, dei quali scopriamo utilizzi su linee narrative assai differenti da quelle attuali, parti essenziali del loro background che prima o poi "chiederanno il conto".

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6. Il risveglio

La prima scena di Lost, indimenticabile, vede Jack aprire gli occhi di soprassalto, svegliandosi all'interno della foresta apparentemente ignaro di quanto accaduto. Westworld, invece comincia con il risveglio di Dolores, la protagonista, ancora apparentemente ignara del proprio ruolo all'interno del "disegno".
Ma i due risvegli sono il rientro nella realtà costruita, ma anche la metafora dell'inizio del cammino, il primo passo dei personaggi, e dello spettatore, verso le sorprendenti rivelazioni che seguiranno.

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7. L'autocoscienza

Westworld: Thandie Newton in una scena dell'episodio Chestnut

Isola e parco di divertimenti sono solo delle rappresentazioni ideali che simboleggiano, come abbiamo visto, la realtà come una cappa soffocante, in cui il ruolo dell'individuo sembra insignificante quanto un minuscolo ingranaggio. Però, rimane un'arma in mano: quella di prendere coscienza di sé per affrontare il mondo. Entrambe le serie sono forsennate ricerche verso la propria vera essenza, in cui i limiti del parco o i confini dell'isola non fanno che da pretesto sistemico, mentre l'obiettivo è arrivare al significato ultimo della propria identità. Come cerca di fare Dolores, come vogliono scoprire Jack e John Locke, come impone con i suoi metodi bruschi ma efficaci Naeve.

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8. Il labirinto

Westworld: Ed Harris in una scena della serie

Al pari di ogni ricerca "escatologica" che si rispetti, è necessario uno sfondo di leggenda, un substrato di stampo mitico verso cui i protagonisti devono giocoforza tendere. In Westworld, questo luogo è ben simboleggiato dal labirinto, luogo inarrivabile al presunto centro del parco, che l'Uomo in nero cerca disperatamente di raggiungere ma che svelerà, soprattutto ai residenti, verità alquanto scomode. In Lost, abbiamo vari oggetti feticcio che, una volta raggiunti, rappresentano il cammino verso la maggiore consapevolezza di sé: la botola, la bomba e anche il tempio, luogo catartico della stagione finale in cui avvengono gli eventi della realtà parallela e dove, addirittura, possono guarire le ferite. Anche per la sua conformazione, il tempio ricorda molto da vicino la mappa del labirinto che si vede in Westworld. E chissà che non sia un'autocitazione neanche troppo velata.

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9. I fantasmi

Westworld: Evan Rachel Wood ed Ed Harris in una foto della serie

Ogni cammino verso la conoscenza del proprio vero essere, porta con sé ricordi, angoscia, ferite che improvvisamente si riaprono. Così è per i sopravvissuti al disastro aereo, così avviene per i residenti del parco western, quando cominciano ad assumere una maggior conoscenza della realtà che li circonda e in ultima analisi di loro stessi. Ecco, insomma, che Jack Shephard scorge la sagoma del mai troppo amato padre sulla spiaggia, così come Maeve rivive continuamente la brutale uccisione della figlia e Dolores si riappropria del proprio passato per agire e pensare secondo il proprio senso di giustizia.

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10. Il disastro

Westworld: Thandie Newton, Rodrigo Santoro, Ingrid Bolsø Berdal e Leonardo Nam in una scena di The Bicameral Mind

In Lost, man mano che la storia procede e si svelano sempre più sfumature di quella che era la realtà sull'isola, si viene a delineare il quadro di un avvenimento molto importante che ha sconvolto la vita sull'isola: in particolare, la ribellione degli Altri al Progetto DHARMA. In Westworld, col procedere degli episodi, prende forma un antefatto assai conflittuale tra i fondatori, specie sulla cifra di libero arbitrio da affidare ai residenti, che Arnold vorrebbe più autonomi e Ford invece preferirebbe controllare. Il volto dell'isola e quello del parco derivano proprio da questi originari big bang da cui è scaturita la realtà in cui si muovono i personaggi.

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