Stephen King: i 10 migliori film tratti dai suoi romanzi

Una carriera lunghissima e un curriculum letterario che non la finisce di fornire spunti per il grande e il piccolo schermo. Ma vediamo quali sono, per noi, i film da ricordare tra quelli basati su opere che portano la firma illustre dello scrittore del Maine.

Stephen King: i 10 migliori film tratti dai suoi...
Stephen King
Stephen King

68 anni, scrittore, sceneggiatore, attore

Chi conosce bene le storie di Stephen King sa anche che a dispetto della sua nomea di "re dell'horror" è un autore eclettico, che spesso ha utilizzato i vari generi narrativi - dall'horror, al thriller fino al fantasy e al dramma - per esplorare tematiche complesse, spesso addentrandosi negli abissi dell'animo umano, mentre in altri casi si è limitato a navigare la superficie di una storia senza troppo impegno, e con divertita sfrontatezza. Per questa e altre ragioni gli adattamenti cinematografici dai suoi romanzi hanno avuto esiti molto diversi: si va dall'imbarazzante b-movie dimenticato quasi da tutti, fino a gioielli rimasti nella storia del cinema.

Kathy Bates nel ruolo di Annie Wilkes in Misery (1990)

Non è stato semplice stilare questa classifica, e siamo certi che molti Fedeli Lettori (e probabilmente lo stesso King) avranno da ridire su alcune scelte, ma potete star certi che che ogni adattamento che troverete in questa lista, anche quelli dagli esiti meno fortunati, si sono ritagliati uno spazio nel nostro cuore, ma soprattutto sono riusciti a rendere vive e tangibili le suggestioni delle opere letterarie, dal terrore più puro e viscerale, alla nostalgia per un'estate lontana. Alcuni di questi film hanno potuto contare su registi capaci (o addirittura grandi maestri) anche su interpretazioni talmente riuscite da essere state sostituite, nell'immaginario collettivo, alle loro versioni letterarie, come ad esempio la Annie Wilkes di Kathy Bates, che proprio 25 anni fa conquistò un premio Oscar grazie a Misery non deve morire.

Wallpaper: Shelley Duvall in una scena di Shining

10 - Cimitero vivente

Una scena di Cimitero Vivente

Pet Sematary è uno dei romanzi più intensi e drammatici di King, una storia dell'orrore dalla struttura molto semplice, quasi convenzionale, nella quale i protagonisti (e con loro anche il Fedele Lettore) si inoltrano in un incubo senza via di uscita, e che esplora tematiche come la morte, il lutto, i sensi di colpa e tutto un corollario di dilemmi altrettanto allegri. Nell'adattare il romanzo per il grande schermo, affidandosi alla sceneggiatura di King, la regista Mary Lambert preferì mantenersi sulla superficie della storia, quella di un giovane medico che si trasferisce con la sua famiglia in una nuova casa situata nei pressi di un cimitero per animali, che è nelle vicinanze di un terreno sacro agli indiani. Terreno dal quale fanno ritorno tutti coloro che vi sono stati seppelliti. Nonostante non sia certamente un capolavoro, e anzi in alcune sequenze si sfiora il trash involontario, il film della Lambert è un horror che resta impresso per il forte senso di inquietudine evocato da alcune sequenze. Nel suo genere è sicuramente un film riuscito, anche più di altri adattamenti firmati da registi più "blasonati", esteticamente più accattivanti, ma carenti sul piano della suspence.

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9 - Il miglio verde

Una scena de Il miglio verde

Frank Darabont è uno dei due autori che in più di un'occasione hanno adattato le storie di King per lo schermo. Se Mick Garris ha firmato gli adattamenti meno riusciti, Darabont invece è quello che ha saputo interpretare con efficacia alcune delle opere più belle dello scrittore americano. Il miglio verde è uno di quei film che più hanno saputo emozionare il pubblico, con Tom Hanks nei panni di Paul Edgecomb e soprattutto Michael Clarke Duncan in quelli di John Coffey, detenuto nel braccio della morte del carcere di Cold Mountain. Un ruolo che è sopravvissuto all'attore recentemente scomparso.

Sono stanco, capo. Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno a tutti gli altri uomini. Stanco di tutto il dolore che io sento, ascolto nel mondo ogni giorno, ce n'è troppo per me.

8 - La zona morta

Christopher Walken è il protagonista de La zona morta

Nella filmografia di David Cronenberg, in quella particolare fase in cui il regista canadese esplorava gli orrori delle mutazioni fisiche, con film come Videodrome e La mosca, questo adattamento dal romanzo di Stephen King si inserisce come una parentesi sicuramente riuscita, con la quale però Cronenberg si esprime in maniera più convenzionale e con meno audacia rispetto alle sue opere più sperimentali. Fatta questa considerazione, La zona morta resta un adattamento efficace e affascinante, ottimamente interpretato da Christopher Walken nei panni di Johnny Smith, un giovane insegnante che in seguito ad un gravissimo incidente d'auto riesce a "vedere" il futuro delle persone con le quali viene in contatto. Un dono prezioso e terrificante al tempo stesso, che Cronenberg rende con immagini e sequenze dal forte impatto emotivo, come quella in cui il protagonista vede la propria stanza d'ospedale andare in fiamme, una delle sue prime, spaventose visioni.

7 - L'ultima eclissi

Dolorese Claiborne: Kathy Bates e Jennifer Jason Leigh in una scena

Considerato uno dei romanzi in cui King riesce, straordinariamente, a rendere con efficacia un personaggio femminile, l'adattamento di Dolores Claiborne è uno dei più apprezzati, anche se in questo caso siamo nei territori del dramma. Kathy Bates, già indissolubilmente legata a King per la sua interpretazione in Misery, qui interpreta la protagonista e condivide la scena con Jennifer Jason Leigh nei panni di sua figlia, ed è proprio sul loro rapporto che si concentra la narrazione cinematografica, oltre che sul doloroso passato della protagonista.

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6 - The Mist

Thomas Jane e Laurie Holden in una scena del film The Mist, tratto da un racconto di Stephen King

Tra i racconti della raccolta antologica Scheletri, pubblicata trent'anni fa dallo scrittore, La Nebbia è indubbiamente il più avvincente e suggestivo. Anche in questo caso King parte da circostanze sinistre, una misteriosa nebbia che avvolge un piccolo paesino del Maine, per concentrarsi sulla psicologia dei personaggi principali, che si ritrovano asserragliati in un supermercato e impossibilitati ad uscire, perché fuori, nella nebbia, si nascondono creature mostruose. Un altro adattamento firmato da Darabont, che in questo caso preferisce dare più spazio all'azione che alle suggestioni del racconto, senza però togliere nulla alla narrazione. Di recente si è parlato anche di adattare The Mist per il piccolo schermo.

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5 - Carrie - Lo sguardo di Satana

Sissy Spacek in una scena di Carrie - Lo sguardo di Satana, tratto da un romanzo di Stephen King

Dal punto di vista stilistico, quello di Carrie è sicuramente uno degli adattamenti più interessanti e meno convenzionali. Brian De Palma mette da parte la struttura rigorosa del primo romanzo di King, per appropriarsi della storia di questa fanciulla dagli spaventosi poteri telecinetici e farla sua. Lo stile del film è quello dei primi film dell'autore di Vestito per uccidere, con gli split screen, il glamour al sangue, i colori decisi, le inquadrature alla Hitchcock. Le caratterizzazioni dei personaggi, in modo particolare quello della protagonista e di sua madre, invece sono fedeli al romanzo e rese in maniera convincente da una giovanissima Sissy Spacek, che si trasforma da ragazzina incolore, goffa e vessata dalle compagne di classe, in una dea vestita di sangue, bellissima e furente, e da Piper Laurie, che invece interpreta sua madre, una fanatica religiosa.

4 - Misery non deve morire

Kathy Bates accanto a James Caan nel thriller Misery non deve morire

Come Darabont, anche Rob Reiner è uno di quei registi che in più di un'occasione ha dimostrato di saper "sussurrare" ai romanzi di King, passateci il termine, e a rendere con efficacia storie molto amate dai lettori sullo schermo. Ritroviamo Kathy Bates in quello che è il ruolo più celebrato e iconico della sua carriera: la sua Annie Wilkes, "la fan numero uno" che accoglie in casa il suo scrittore preferito dopo tirato fuori dalle lamiere della sua auto, con la quale aveva fatto un incidente, resta un personaggio tratteggiato con straordinaria umanità. I sorrisi di questa donna di mezz'età, una zitella un po' eccentrica e solitaria, felice di potersi occupare dello scrittore che adora, non riusciranno a mascherare a lungo la furia, l'ossessione, il dolore. Un'interpretazione da Oscar, che a 25 anni dall'uscita del film nelle sale, è ancora viva nell'immaginario collettivo. Per quanto riguarda il romanzo di King invece, negli anni successivi è stato adattato più volte per il teatro, sia in Italia che all'estero.

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3 - Stand by me - Ricordo di un'estate

Corey Feldman, Jerry O'Connell, Wil Wheaton e River Phoenix nel film Stand by me - Ricordo di un'estate

Ci avviciniamo alle prime posizioni di questa classifica con un altro film che restituisce quasi del tutto le atmosfere, i personaggi e le emozioni de Il corpo (The Body), romanzo breve incluso nella raccolta Stagioni diverse. Rob Reiner mette da parte i momenti più cupi e dark della storia scritta da King, ma riesce nell'impresa di raccontare un periodo irripetibile nella storia di un gruppo di adolescenti, legato ad un'avventura di fine estate che cementerà il loro rapporto prima che ciascuno di loro prenda la sua strada. Impossibile non ritrovarsi in un racconto del genere e non affezionarsi ai giovanissimi protagonisti, tra cui spicca un River Phoenix in uno dei suoi ruoli più intensi e sentiti della sua carriera tragicamente breve. L'immaginazione di King e le capacità di Reiner inoltre danno vita ad alcune delle sequenze più memorabili del cinema degli anni Ottanta.

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2 - Le ali della libertà

Tim Robbins in una scena di Le ali della libertà, tratto da un racconto di Stephen King che fa parte della racconta Stagioni Diverse

Tratto da Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank - anche questo incluso in Stagioni diverse - Le ali della libertà è sicuramente l'adattamento che più ha emozionato il pubblico con la storia - anzi, forse sarebbe meglio dire il percorso - di Andy Dufresne, condannato a due ergastoli con l'accusa di aver ucciso sua moglie e l'amante di lei. Darabont dirige un cast di indubbio talento, guidato da Tim Robbins e Morgan Freeman e firma un adattamento che si ritaglierà uno spazio importante tra i film più celebrati e citati degli ultimi anni.

O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire.

1 - Shining

Shining: la terrificante apparizione delle gemelle Grady

Stanley Kubrick e Stephen King: solo a nominarli, con le loro iniziali identiche, fanno quasi pensare ad un incastro perfetto, uno di quelli che capitano ogni cento anni, e sotto determinate congiunzioni astrali. Da un romanzo memorabile, Kubrick tira fuori un capolavoro senza tempo, capace di suscitare inquietudine nello spettatore attraverso le sequenze più surreali e quei dettagli, che nel loro insieme, hanno dato vita ad uno degli incubi cinematografici più belli di sempre. Pazienza se per King il film di Kubrick "è una bellissima macchina senza motore", tutte le volte che il piccolo Danny percorre i corridoi dell'Overlook sul suo triciclo, noi non possiamo fare a meno di seguirlo, pur sapendo quali terrificanti visioni ci aspettano. Le sequenze di Shining, dall'apparizione delle gemelline Grady a quella in cui Jack Nicholson sfonda la porta del bagno con l'accetta, sono tra le più iconiche del genere horror, mentre il resto è puro magnetismo cinematografico.

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