Sguardo nel vuoto

2007, Drammatico

Recensione Sguardo nel vuoto (2007)

Scott Frank, sceneggiatore di grande talento, debutta con successo come regista, raccontando con i canoni di un film d'azione un dramma psicologico, riuscendo ad appassionare e divertire.

Maria Vittoria Galeazzi

Ricordo solo di essermi dimenticato

Chris Pratt è il figo della scuola: invidiato e amato da tutti, grande atleta, benestante, con a fianco la ragazza più carina del liceo e tanti amici che lo adorano.
Chris Pratt non cammina bene, si scorda anche le cose più banali, non riesce ad usare bene la mano sinistra e ha una cicatrice che gli percorre tutto il corpo.
Tra i due Chris c'è un attimo che muta completamente la storia di questo giovane: una frazione di secondo in una notte illuminata solo dalle lucciole, un lampo improvviso nel buio su un auto in corsa a fari spenti, la luce subito prima dello schianto della macchina contro una trebbiatrice in mezzo alla strada.
Un tremendo incidente nel quale perdono la vita due cari amici e dal quale Chris sopravvive per miracolo. Salvo, ma non dal rimorso che insieme a gravi lesioni fisiche lo segnerà per sempre.

Il protagonista (interpretato con bravura da Joseph Gordon-Levitt) cerca disperatamente di tornare ad essere il vecchio Chris: lotta per ricostruirsi partendo da zero, tentando di riacquistare fiducia in sé e controllo sulla propria vita. Ma è una dura sfida, le cose che prima erano la quotidianità, oggi sono montagne da scalare. Ogni singolo oggetto della casa ha attaccata un'etichetta che ne spiega l'utilizzo ed un taccuino, da cui Chris è inseparabile, sostituisce la sua memoria a breve termine.
Ad aiutarlo c'è il suo bizzarro coinquilino, Lewis (Jeff Daniels), un cieco paradossalmente molto più agile e capace di lui, sarcastico e autoironico quanto schietto e sincero.
La difficile convivenza dei due e le reazioni incontrollate del ragazzo non sono mostrate in modo tragico, ma con una sottile comicità che rende il film scorrevole e coinvolgente senza diventare pesante o lacrimevole.
La storia si complica in modo inaspettato quando un delinquente del luogo, Gary (Matthew Goode), addesca con furbizia l'ingenuo Chris. Si finge suo amico e gli promette soldi e potere mentre, in realtà, sta solo cercando di approfittare della sua instabile fragilità per convincerlo a scassinare la banca in cui fa il portiere notturno.
Lo sfacciato e arrogante criminale rimedia all'impacciato protagonista una ragazza (Isla Fisher), organizzando una farsa per affascinarlo e stordirlo, procurandogli tutto ciò che gli era stato negato: donne, sesso, amicizia, attenzione e considerazione.
Le difficoltà di una situazione ad altissimo rischio risveglieranno in Chris un innato istinto di sopravvivenza e la lotta non sarà più contro se stesso, ma contro chi sta cercando di fargli del male.
Nel ripetitivo tram-tram di una vita da disabile, entra in gioco un incalzante ritmo adrenalinico, accedendendo il film di uno sprint accattivante.

Scott Frank, sceneggiatore di grande talento (Minority Report, The Interpreter, Malice - Il sospetto, Il volo della fenice), debutta con successo come regista, raccontando con i canoni di un film d'azione un dramma psicologico, riuscendo ad appassionare e divertire.

Recensione Sguardo nel vuoto (2007)
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