Wrong Cops

2013, Commedia

Recensione Wrong Cops (2013)

Dupieux si dimostra bravissimo a mantenere alto l'interesse di una storia in cui non si intravede alcuna possibilità di redenzione per i suoi protagonisti, esagerando in più di una situazione, con un'irriverenza esilarante.

Hollywood Babilonia

Geniale operazione di marketing per promuovere la sua musica, Wrong cops di Quentin Dupieux, il leggendario Mr Oizo di Flat Beat, presentato al Torino Film Festival, nella sezione After Hours, è il delirante nuovo lavoro cinematografico del DJ e produttore francese; nato come corto musicale, il progetto si è espanso in corso d'opera fino a diventare un lungometraggio, un calderone grottesco e pazzo in cui sono finiti statue di padre Pio, poliziotti corrotti, killer furiosi e aspiranti musicisti. Andiamo con ordine e partiamo dallo scenario, una 'plasticosa' Los Angeles, terra di conquista dell'agente Duke (Mark Burnham), uomo che onora la divisa spacciando erba nascosta all'interno di topi morti, giusto per non dare nell'occhio; la clientela è variegata e numerosa e il lavoro, molto redditizio, non manca di certo. Tra le persone foraggiate da Duke c'è il collega Sunshine (Steve Little), che nasconde al mondo la dipendenza dalla droga e l'omosessualità. Purtroppo per lui a scoprire il suo passato di modello gay c'è un'altra poliziotta della squadra, Holmes, una bionda tutto pepe che somiglia a una squillo di lusso e che fa coppia con De Luca, un mentecatto attratto dalle tette, che finge di multare le ragazze prosperose solo per rimorchiarle. E non finisce qui, perché nell'allegra combriccola che ruota attorno a Duke troviamo anche Rough, agente sfigurato e appassionato di electro music e due vittime, un uomo, ferito gravemente dallo stesso Duke e David Dolores Frank (Marilyn Manson), strano personaggio incontrato per caso dal nostro eroe e da lui subito perseguitato.

Wrong Cops: Mark Burnham e Steve Little in una scena
La trama è piuttosto un pretesto per descrivere la follia di questi personaggi, tutti negativi. Dupieux si dimostra bravissimo a mantenere alto l'interesse di una storia in cui non si intravede alcuna possibilità di redenzione per i suoi protagonisti, esagerando in più di una situazione, con irriverenza esilarante. Il mondo del cinema è pieno di artisti considerati dei rivoluzionari solo per la capacità di essere più scorretti rispetto ai colleghi, dispensando cattiverie su tutto e tutti, ma, pur non essendo una pellicola necessaria, Wrong Cops è un film divertente, che si concede anche una leggera critica alla società consumistica e a quelle istituzioni che di servire e proteggere non sono in grado. Da uno come Dupieux non potevamo non attenderci una cura particolare nella colonna sonora, il cui uso in questo caso è davvero molto creativo e innovativo. La musica entra nel tessuto narrativo del film, l'amore per i sintetizzatori e la drum machine contagia tutti e ogni singolo brano, firmato rigorosamente da Mr Oizo, finisce per diventare quel collante che unisce i vertici di questo sconclusionato poligono irregolare. Tra le sequenze cult, la deposizione del povero Marilyn Manson, che deve identificare il suo aggressore davanti alla foto ufficiale dell'intero dipartimento di polizia di L.A. (!) e il colloquio di lavoro che l'agente Rough e quel disperato, quasi colpito a morte da Duke, (a quanto pare uno dei massimi esperti di musica elettronica sulla faccia della Terra) sostengono davanti ad un produttore piuttosto cattivo. Naturalmente vengono bocciati; il travestimento da "poliziotto e derelitto" avrebbe anche funzionato, se solo fosse stata una vera mascherata.

Recensione Wrong Cops (2013)
Francesca Fiorentino
Redattore
3.0 3.0
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