Wild

2014, Drammatico

Recensione Wild (2014)

Chiude in bellezza il Torino Film Festival 2014 con la proiezione di Wild, il nuovo lavoro del talentuoso regista di Dallas Buyers Club che porta sul grande schermo il best seller letterario in cui Cheryl Strayed racconta le straordinarie memorie del viaggio che le ha salvato la vita: mille chilometri in solitaria attraverso gli Stati Uniti nel cuore della natura selvaggia in cerca di un motivo per continuare a vivere.

Wild: la protagonista del film, Reese Witherspoon, in una scena del film

Cheryl si è smarrita. Il trauma per la tragica morte della madre e il desiderio di emozioni forti l'hanno spinta tra le braccia dell'eroina e di tanti uomini sbagliati facendole perdere il senso dell'orientamento. Un aborto, un divorzio poi l'allontanamento del fratello l'hanno costretta guardare la realtà: è arrivato per lei il momento di voltare pagina e di cercare nel profondo un motivo per andare avanti. E così, con sulle spalle il peso sfiancante di un'esistenza tutta da reinventare, Cheryl decide di avventurarsi in un'impresa epica: percorrerà in solitudine a piedi un'escursione di mille chilometri attraverso il selvaggio Pacific Crest Trail, il sentiero che dal confine con il Messico porta fino al Canada.

Ripercorrendo mentalmente le tappe cruciali della sua esistenza guidata dallo spirito della madre Bobbi, Cheryl mette alla prova la sua perseveranza e il suo fisico minuto sfidando se stessa in un tour de force che sa più di penitenza che di redenzione. Dopo tre mesi di peregrinazioni, ripensamenti, sensi di colpa, imprecazioni, lacrime, digiuni, visioni, incontri ravvicinati e riflessioni ad alta voce finalmente riuscirà a mettere a fuoco un'importante realtà, quella di essere ancora viva e di avere nelle mani il potere di decidere cosa fare della sua vita.

Profumo di Oscar

Wild: Reese Witherspoon, zaino in spalla, in una scena del film

Dopo aver catturato l'attenzione del mondo con il bellissimo C.R.A.Z.Y. ed aver toccato le vette del successo mondiale con il pluripremiato Dallas Buyers Club, il regista canadese Jean-Marc Vallée torna a sfidare l'Academy con un nuovo straordinario e toccante ritratto che riunisce idealmente i due film in un'unica grande avventura cinematografica destinata a lasciare il segno. Protagonista di questo atipico survival-movie Reese Witherspoon (anche produttrice) in quella che probabilmente è la migliore prova della sua carriera nei panni di un personaggio indimenticabile, una donna che sceglie di abbandonarsi alle emozioni e ai ricordi per riuscire finalmente a comprendere i motivi che l'hanno portata ad autodistruggersi. Un'esplorazione del corpo e dello spirito quella orchestrato da Jean-Marc Vallée che cattura il lato selvaggio dell'animo umano senza rinunciare all'ironia e alla leggerezza, un'opera che grazie ad un magistrale lavoro di montaggio, ad una commovente colonna sonora e ad una fotografia mai compiaciuta ma molto ben ancorata sia alle ambientazioni sia alle derive emozionali della protagonista, ci regala un'esperienza cinematografica feroce e folgorante dall'animo genuinamente hippy.

Le tappe di una rinascita

Reese Witherspoon con Laura Dern in una scena di Wild

Si cattura sin dai primi minuti l'essenza del talento letterario di Nick Hornby, già autore di Febbre a 90° e Alta Fedeltà, Wild è liberamente tratto dal libro di memorie Wild - Una storia selvaggia di avventura e rinascita (Wild: From Lost to Found on the Pacific Crest Trail) scritto dalla vera Cheryl Strayed, che appare nell'album fotografico che scorre sullo schermo insieme ai titoli di coda. Wild non è infatti semplicemente il racconto estenuante e silenzioso di una donna in cerca di risposte che entra in simbiosi con il paesaggio che la circonda, non ci sono solo sentieri impervi e condizioni climatiche avverse, non c'è soltanto il silenzio e l'introspezione, c'è molto di più. C'è spirito di sopravvivenza al dolore, c'è l'eterna lotta tra noi e quello che siamo, c'è un flusso ininterrotto di immagini, emozioni e sensazioni che arrivano sullo schermo con una rara potenza, ci sono situazioni e meccanismi in cui ognuno di noi si può riconoscere. Il suo passato è lì ad attenderla e ad attendere lo spettatore, che viene accompagnato in punta di piedi nella sua vita da una sceneggiatura mai lineare piena di sorprese e di twist, strutturata esattamente come un percorso di montagna, un susseguirsi di soste, pause di riflessione, imprevisti e ripensamenti, tappe di avvicinamento ad una vetta che apra lo sguardo verso l'infinito.

Da donna a donna

Reese Witherspoon protagonista di 'Wild'

Grande prova attoriale e fisica per Reese Witherspoon, che affronta questo viaggio emozionale dando tutta se stessa per restituire sullo schermo con grande realismo l'alternanza di stati d'animo di una donna fragile ma oltremodo determinata, disposta a superare qualsiasi ostacolo pur di trasformarsi nella persona che sua madre aveva sempre desiderato diventasse. Quello di Cheryl è un confronto cruento e spesso amaro con le decisioni cruciali prese in passato, ma non siamo di fronte ad una donna in cerca di redenzione perché lei punta più in alto, punta al perdono e all'accettazione di sé. L'unico modo per riuscire nell'impresa è quello di spingersi avanti verso l'obiettivo, oltre le montagne, oltre la corrente, oltre la comprensione e la commiserazione. Ad arricchire di significato il suo cammino tanti incontri bizzarri, imprecazioni e poesie, fame e sete, caldo e neve, polvere e fatica, ricordi e speranze, musica e libri: compagni di viaggio inaspettatamente rassicuranti che lasceranno sul suo esile corpo le stimmate di un martirio necessario quanto terapeutico. Non c'entra il coraggio, non c'entra Dio, non c'entrano gli altri: la vita è una ed è l'unica cosa che ci resta quando tutto crolla intorno, il segreto è viverla ogni giorno con tutta la forza che abbiamo.

Wild: Reese Witherspoon in un momento del film

Conclusione

Un'avventura del corpo e dello spirito messa in scena in maniera strepitosa dal regista canadese Jean-Marc Vallée che in questo dramma di introspezione riesce ad estrapolare il lato selvaggio dell'animo umano senza mai rinunciare all'ironia e alla leggerezza. Un'esperienza cinematografica feroce e folgorante dall'animo genuinamente hippy che tocca nel profondo con una sensibilità commovente.

Recensione Wild (2014)
Luciana Morelli
Redattore
4.5 4.5
Torino 2014
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