Three and a Half

2011, Drammatico

Recensione Three and a Half (2011)

Avrebbe potuto essere un interessante istantanea dell'Iran di oggi, il film di Negati regala invece poche emozioni sprecando colpevolmente l'ottimo potenziale della storia, in un faragginoso sviluppo narrativo.

Oltre il confine

Hanieh, Homa e Banahfesh sono tre giovani donne iraniane, tre prigioniere che riescono ad ottenere alcuni giorni di permesso. L'idea è quella di sfruttare questo breve lasso di tempo per fuggire in una città del nord, varcare il confine e finalmente fuggire. La condizione più difficile è quella di Hanieh che aspetta un bambino e cerca disperatamente di mettersi in contatto con il suo fidanzato, Nasser, per metterlo al corrente della notizia. Le due amiche, ignare di questo particolare cruciale, continuano a preoccuparsi esclusivamente della fuga. Quando Homa ruba una macchina finalmente possono partire. Respinte da ogni albergo perché senza documenti di identità, le tre sono costrette a passare la notte in auto, prima di arrivare a casa di alcuni parenti di Homa, nella città dove sperano di incontrare Nader, l'uomo che le aiuterà a passare il confine. Il losco figuro, però, non si presenta all'appuntamento gettando nello sconforto le fuggitive; solo a quel punto Hanieh rivela di essere incinta alle sue compagne di viaggio che la accompagnano in ospedale. L'ennesimo appuntamento mancato con Nader e il furto della loro automobile è il preludio della tragedia imminente. Nasieh, insospettita dai continui malori, si sottopone a delle analisi e scopre di essere gravemente malata. L'incontro con Nasser si rende obbligatorio e per farlo la donna cerca ancora una volta l'aiuto di Nader che le consiglia di arrangiarsi da sola, certo che Nasser non l'avrebbe mai aiutata. Scoperto l'indirizzo, però, Hanieh si precipita a casa di Nasser e si confronta con lui, minacciandolo con una pistola.

Three and a half: una scena del film di Naghi Nemati
Il volto sofferente di Hanieh che punta la pistola verso l'uomo che l'ha abbandonata è la prima immagine dell'opera dell'iraniano Naghi Nemati, Three and a half, presentato in concorso al Torino Film Festival 2011. Già sappiamo quindi come l'avventura di una delle tre protagoniste si chiuderà e la pellicola non fa altro che raccontare il percorso che ha portato Hanieh davanti al suo 'carnefice', un percorso tutt'altro che lineare che il regista complica ulteriormente inserendo mezze verità e rivelazioni parziali.
L'opera può contare sulla sentita interpretazione del cast, composto da Samaneh Vafaiezadeh, Shokouh Karimi, Negar Hasanzadeh e Mehdi Pourmoussa, con una nota di merito particolare per il tris di intepreti principali, e su uno stile contraddistinto dall'uso massiccio della camera a mano, utile soprattutto nei momenti più concitati. A dispetto di una messa in scena accurata, l'opera seconda di Naghi Nemati raramente riesce a sprigionare la sua intensità, penalizzata da una struttura d'insieme poco logica. Bisogna superare quasi la metà del film per cercare di rimettere a posto il puzzle di una storia che il regista, autore anche della sceneggiatura, racconta in maniera confusa e senza coerenza.

Three and a half: una suggestiva immagine del film di Naghi Nemati
Troppi particolari rilevanti della vita di Hanieh, Homa e Banahfesh restano avvolti dal mistero e l'andirivieni temporale che costituisce l'ossatura della pellicola non contribuisce a chiarire e ad approfondire le loro personalità, le motivazioni che le hanno spinte a cambiare vita. Il regista preferisce alludere e non mostrare, come si capisce dagli intermezzi visivi che scandiscono l'evolversi della storia, oggetti vari che appartengono ad una delle tre protagoniste, ripresi mentre cadono in mare, ma così facendo nega allo spettatore una vera partecipazione.
Avrebbe potuto essere un interessante istantanea dell'Iran di oggi, un poetico racconto della condizione femminile, fatto attraverso gli occhi di tre donne coraggiose e moderne che cercano libertà e realizzazione altrove, Three and a half, invece, è un film che regala poche emozioni sprecando colpevolmente l'ottimo potenziale della storia, in un farraginoso sviluppo narrativo che impedisce un reale coinvolgimento.

Recensione Three and a Half (2011)
Francesca Fiorentino
Redattore
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