#ScrivimiAncora

2014, Romantico

Recensione #ScrivimiAncora (2014)

Lily Collins e Sam Claflin sono i protagonisti della commedia romantica tratta dal romanzo di Cecelia Ahern: una storia d'amore e di amicizia che si sviluppa nell'arco di dieci anni tra l'America e l'Irlanda, fra occasioni mancate, separazioni e ricongiungimenti.

#ScrivimiAncora

2014 – Romantico
2.9 2.9

Fra gli autori più noti della narrativa rosa confezionata espressamente per un target di teenager dai gusti non troppo sofisticati (dalla sua produzione è stato tratto in precedenza anche il film P.S. I Love You), la scrittrice irlandese Cecelia Ahern torna ad offrire materiale per trasposizioni cinematografiche con Scrivimi ancora, romanzo edito nel 2004 e approdato al cinema dieci anni più tardi con il titolo di Love, Rosie (nella versione italiana #ScrivimiAncora), per la regia del tedesco Christian Ditter, film presentato nella sezione Gala al Festival di Roma 2014.

A calarsi nei ruoli principali sono due divi emergenti conosciuti soprattutto dal pubblico delle giovanissime: Lily Collins, novella Biancaneve accanto a Julia Roberts e protagonista del clamoroso flop Shadowhunters - Città di ossa (un franchise naufragato sul nascere), e Sam Claflin, la cui notorietà deriva essenzialmente dalla sua partecipazione al blockbuster Hunger Games: La ragazza di fuoco.

Rosie e Alex

Lily Collins in discoteca insieme a Sam Claflin in una scena di #ScrivimiAncora

La struttura di #ScrivimiAncora risulta accostabile a quella di One Day, il film di Lone Scherfig basato sul romanzo di David Nicholls: un decennio nelle esistenze di due ragazzi, amici intimi nonostante vivano a grandi distanze l'uno dall'altra e segretamente innamorati, ma incapaci di concretizzare il proprio sentimento a causa delle rispettive paure e degli eventi che, di anno in anno, si frappongono fra loro (nuovi partner, matrimoni, separazioni, figli etc). Uno schema che si ripete anche in #ScrivimiAncora, con dieci anni percorsi per singole, significative tappe, a partire dal periodo conclusivo del college, passando per la scelta dell'università e proseguendo con lavori più o meno soddisfacenti, relazioni private e periodi di crisi. Lily Collins presta il volto a Rosie Dunne, adolescente di Dublino che sogna di trasferirsi negli Stati Uniti, ma durante la fatidica sera del ballo scolastico, nel corso di una bislacca "prima volta", si fa mettere incinta dal coetaneo Greg (Christian Cooke). Sam Claflin è invece Alex Stewart, l'aitante amico del cuore di Rosie fin dalla tenera infanzia, che credendo di non essere ricambiato dalla ragazza decide di divertirsi con la frivola Bethany (Suki Waterhouse) per poi trasferirsi a Boston per studiare medicina. Nonostante siano separati da un oceano, i due amici si terranno in contatto con videochat, SMS e occasionali visite, senza però trovare il coraggio per manifestarsi le loro vere emozioni.

Fra romanticismo e comicità grossolana

Scrivimi ancora: Lily Collins insieme a Sam Claflin in una scena del film

Da un punto di vista narrativo, in apparenza la storia di #ScrivimiAncora potrebbe anche funzionare a livello di adattamento per il medium cinematografico (così come funzionava, del resto, il pregevole One Day). Il primo problema, tuttavia, consiste nell'approccio adottato da Christian Ditter e dalla sua sceneggiatrice Juliette Towhidi, i quali in parte tentano di rifarsi allo humor lieve e brillante di Richard Curtis (senza però possedere la stessa delicatezza ed efficacia) e in parte, nello smaccato intento di scatenare l'ilarità degli spettatori ad ogni pie' sospinto, si affidano ad una comicità più grezza, che in alcuni casi riesce nell'obiettivo mentre in altri si fa greve e volgarotta, oltre a tracimare nel demenziale (Rosie che, per accompagnare la figlioletta Katie all'asilo, si porta appresso la spalliera del letto alla quale è rimasta legata con delle manette durante un gioco erotico). Tali parentesi grossolanamente ridanciane in teoria dovrebbero convivere con momenti più 'seri' e riflessivi, ma Ditter e la Towhidi non sembrano possedere né l'esperienza, né tantomeno l'equilibrio per rievocare i fasti di Quattro matrimoni e un funerale, anche perché #ScrivimiAncora rinuncia in partenza a qualunque suggestione o tentativo di originalità per uniformarsi invece ai più triti stereotipi del proprio filone di appartenenza.

Una commedia artificiosa

Lily Collins in #ScrivimiAncora

Ma tutto considerato non sarebbero nemmeno questi i difetti più gravi di #ScrivimiAncora. Dove infatti il film risulta davvero forzato e irritante, a prescindere da aspettative comunque non altissime, è nella totale falsità con la quale vengono gestite tutte le svolte della vicenda, evitando cioè qualunque tipo di conflitto o di vero "dramma" a favore di una costruzione del racconto e dei personaggi inesorabilmente vacua e superficiale. Tralasciando certe ruffianerie che veicolano inutili inserti patetici (la lettera del padre a Rosie), a disturbare profondamente in #ScrivimiAncora è il modo in cui gli autori non pongono quasi mai i loro protagonisti di fronte ad una reale necessità di scelta. Il film, al contrario, è costituito da una serie di eventi che 'capitano' a Rosie ed Alex (ex fidanzati che ricompaiono dal nulla, infedeltà di cui restano vittime) senza che questi abbiano mai il coraggio di prendere decisioni o di assumersi responsabilità; se non quando vengono pilotati in maniera disonesta mediante situazioni create ad hoc all'unico scopo di trascinare la trama nella direzione che in quel frangente fa più comodo.

Scrivimi ancora: Lily Collins con Sam Claflin in una scena del film

Conclusioni

Diviso fra sequenze di lezioso romanticismo e momenti di comicità non proprio finissima, #ScrivimiAncora non fa alcuno sforzo per distaccarsi dalla sua natura di prodotto costruito a tavolino per accattivarsi le simpatie del pubblico di riferimento; e per quanto il film potrà anche finire per accontentare le fan più inossidabili della Ahern o dei due giovani attori, è difficile apprezzare un racconto a tal punto falso ed artificioso, che simula dilemmi inesistenti per manovrare invece i personaggi come burattini privi di volontà.

Recensione #ScrivimiAncora (2014)
Stefano Lo Verme
Redattore
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Roma 2014
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