Recensione Lo studente (2012)

Il film d'esordio del regista argentino Santiago Mitre è un acuto racconto di formazione sulla "educazione politica" del giovane Roque Espinosa, studente universitario di Buenos Aires che imparerà a districarsi fra compromessi e ambigue logiche di potere.

Recensione Lo studente (2012)
Lo studente

2012 – Drammatico
3.0 3.0

Nel 2011, quando diresse Lo studente, Santiago Mitre era un cineasta poco più che trentenne, che fino a quel momento aveva realizzato un cortometraggio, un episodio di un film collettivo e un paio di sceneggiature. Ricompensato con numerosi premi in Argentina ed esportato con successo al Festival di Locarno 2011, Lo studente si è rivelato un ottimo trampolino di lancio per Mitre, che da allora ha firmato altri tre film ed ha partecipato assieme ad illustri colleghi al progetto di 7 giorni all'Havana.

Contraddistinto dall'essenzialità della messa in scena (un'essenzialità che, tuttavia, si rivela perfettamente funzionale alle esigenze della narrazione), Lo studente è costruito interamente attorno al personaggio del titolo: Roque Espinosa, un ragazzo appena sbarcato dalla provincia nella metropoli di Buenos Aires allo scopo di riprendere i corsi universitari, al quale presta il volto con grande spontaneità l'attore Esteban Lamothe.

Catturando la realtà

Lo studente: Esteban Lamothe insieme a Romina Paula in un momento del film

Il tratto peculiare del film di Santiago Mitre, a partire dalle sue caratteristiche formali (camera digitale, fotografia naturale) e dall'impostazione drammaturgica, risiede nell'istanza di realismo che il regista e sceneggiatore persegue con assoluta coerenza, rinunciando del tutto a colpi di scena e ad eclatanti svolte a livello di intreccio. Al contrario, Lo studente aderisce appieno agli stilemi di un cinéma vérité che si propone come veicolo privilegiato per catturare il reale, restituendoci un microcosmo - l'ambiente universitario - descritto mediante semplici situazioni quotidiane. In tal senso, la pellicola in questione si mantiene lontanissima dai cliché e dagli espedienti, più o meno ruffiani, tipici di un certo "cinema giovanilistico" (anche di casa nostra), andando piuttosto alla ricerca di una naturalezza che costituisce il maggior pregio dell'opera prima di Mitre: un racconto di formazione ancor più acuto e convincente proprio in virtù dell'elevato "grado di verità" dello sguardo del regista, che rinuncia a musiche extradiegetiche e ad altri strumenti di coinvolgimento del pubblico per lasciare invece il massimo spazio al protagonista, alle sue azioni e alle sue scelte, spesso problematiche (l'unica "nota stonata", al riguardo, è rappresentata forse dall'occasionale utilizzo di un voice over alquanto superfluo).

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La commedia del potere

Lo studente: Esteban Lamothe nei panni di Roque, un attivista studentesco argentino

La trama de Lo studente, infatti, è basata sulla parabola di Roque Espinosa, che frequenta corsi di scienze politiche presso l'Università di Buenos Aires e, gradualmente, entra a far parte del sottobosco della politica universitaria. Fin dalle prime sequenze la macchina da presa cattura frammenti della routine della vita studentesca, fra lezioni, dibattiti, riunioni e momenti di svago, per poi soffermarsi sul rapporto fra Roque e Paula (Romina Paula), una giovane docente che non disdegna le attenzioni del ragazzo e, dopo aver intrapreso con lui una relazione sentimentale e sessuale, lo introduce nel mondo della politica dell'ateneo e nel team elettorale guidato dal professor Alberto Acevedo (Ricardo Felix), il quale coltiva ambiziosi progetti per l'immediato futuro. E il film di Santiago Mitre restituisce con formidabile precisione i sottintesi, le complicità, le tensioni e i piccoli giochi di potere: un meccanismo complesso e sfuggente, all'interno del quale Roque riesce ad inserirsi grazie ad un innato carisma e alla sua aria rassicurante e affidabile, in grado di conferirgli un'immensa capacità di persuasione (quasi a rimarcare il parallelismo fra le doti affabulatorie del giovane e il sex appeal sfruttato a fini di seduzione).

Le zone d'ombra della politica

Lo studente: Esteban Lamothe con Ricardo Felix in una scena

Nel corso della pellicola, lo spettatore diventa dunque il testimone del percorso professionale di Roque, che dopo aver manipolato i propri compagni di università abbandona definitivamente gli studi per dedicarsi a tempo pieno all'attività di "braccio destro" del professor Acevedo nella sfida per conquistare la carica di rettore, assimilandone nel frattempo l'astuzia e la spregiudicatezza. Ma Lo studente, sapientemente, evita di adagiarsi su un'impostazione di schematico manicheismo, rifuggendo i giudizi morali per lasciare al pubblico la massima libertà di interpretazione. Il film potrebbe apparire dunque come il canonico racconto di una "perdita dell'innocenza"; eppure le innumerevoli sfumature della vicenda, le ambiguità e le zone d'ombra richiedono un'attenzione ed una profondità di lettura che vanno bel al di là di qualunque facile classificazione. Mentre la storia di Roque, nel quale il desiderio di imporsi e di pianificare la strategia vincente fa passare talvolta in secondo piano gli ideali di un sincero progetto politico, finisce per assumere un valore paradigmatico che trascende la mera realtà universitaria.

Esteban Lamothe in una scena del film argentino Lo studente

Conclusioni

Ricco di finezze psicologiche e di accurate notazioni sugli ambienti della politica universitaria e le sue regole, Lo studente è un film che adopera gli strumenti del cinéma vérité per dipingere un ritratto incredibilmente acuto e realistico del giovane "portaborse" di un candidato alla carica di rettore e del complesso microcosmo che gli gravita attorno. Un'opera prima che si fa ammirare per il suo sguardo sincero e penetrante, del tutto priva di retorica e ben lontana dagli stereotipi del proprio filone d'appartenenza.

Stefano Lo Verme
Redattore
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