Il magico mondo di Oz

2013, Animazione

Recensione Il magico mondo di Oz (2013)

Il magico mondo di Oz è un film di animazione che tenta di riportare in vita l'universo affascinante creato dallo scrittore L. Frank Baum a più di 70 anni dal primo indimenticabile film con Judy Garland.

E' tempo di tornare a Oz per la piccola Dorothy Gale del Kansas: a oltre 70 anni (Il mago di Oz è datato 1939) dal capolavoro di Victor Fleming ispirato a Il Meraviglioso Mago di Oz di L. Frank Baum, la Summertime Entertainement riporta in vita la saga ambientata nel mondo di Oz con questo sequel di animazione, tratto dal racconto Dorothy of Oz di Roger S. Baum, pronipote di L. Frank Baum autore dei romanzi originari (ne scrisse altri tredici ambientati nel mondo di Oz). Una delle fiabe più celebri e amate del mondo, tradotta in più di cinquanta lingue, un mito senza tempo consacrato dall'enorme successo della più celebre versione cinematografica del 1939, che ha dato poi vita a numerosi altri adattamenti e ad una serie infinita di riferimenti rintracciabili tra cinema, televisione, fumetti e musical teatrali, radicandosi in un modo o nell'altro nell'immaginario collettivo di generazioni di spettatori.

Dorothy 2.0

Lea Michele durante la registrazione dei dialoghi del film Dorothy of Oz

La Dorothy di questa versione 2.0 è una ragazzina dei giorni nostri al passo coi tempi e anche i vecchi amici che ritrova si sono nel frattempo evoluti: lo Spaventapasseri senza cervello è diventato una specie di genio, l'Uomo di Latta senza cuore un tipo iper emotivo e il Leone Codardo impavido e coraggioso. Vecchi e nuovi personaggi si mescolano in questa nuova versione di animazione, diretta a quattro mani da Dan St. Pierre e Will Finn che vantano collaborazioni importanti sia con Disney che con Dreamworks, e per la quale i produttori hanno messo insieme un cast di voci di tutto rispetto che vede tra gli altri Martin Short, James Belushi, Dan Aykroyd e Patrick Stewart nella versione originale (in Italia troviamo tra le voci note quelle di Massimo Lopez e Neri Marcoré). Tra gli autori delle canzoni spicca il nome del rocker canadese Bryan Adams a impreziosire ulteriormente la confezione. In Italia le canzoni cantate da Dorothy, che in originale è doppiata da Lea Michele di Glee, sono affidate alla voce di Violetta di X-Factor.

Goodbye yellow brick road

Il magico mondo di Oz: il leone, lo spaventapasseri e l'uomo di latta in una scena del film

Dorothy é tornata nel Kansas dove trova la sua casa devastata dal tornado che l'aveva trascinata nel mondo di Oz, gli abitanti minacciati da finti funzionari governativi in realtà sciacalli opportunisti che vogliono solo cacciarli dalla proprie case per farne profitto. Ad Oz, dove il tempo scorre molto più velocemente, le cose non vanno meglio: la Città di Smeraldo non splende più perché il perfido Giullare, fratello delle streghe maligne sconfitte da Dorothy, si è impadronito del manico della scopa della strega dell'Ovest e con la sua magia rende schiavi gli abitanti del favoloso regno. I vecchi amici, lo Spaventapasseri, l'Uomo di Latta e il Leone Codardo, riportano Dorothy a Oz per aiutarli a sconfiggere il Giullare che minaccia il loro mondo e trasforma i suoi abitanti in marionette: nella sua nuova avventura Dorothy incontrerà nuovi amici e alleati come il Maresciallo Mallow, il saggio gufo Socrate, la Principessa di Porcellana e la nave parlante Nat che si uniranno a lei lungo il sentiero di mattoni gialli.

Ritorno a Oz

Il magico mondo di Oz: una colorata e affollata scena del film

In realtà Dorothy a Oz c'era già tornata eccome, c'era già stato un Ritorno a Oz di animazione nel 1974, unico sequel ufficiale del primo film, tratto dal secondo libro di Baum, con Liza Minnelli (figlia di Judy Garland interprete dell'originale) come voce di Dorothy; nonché un Return to Oz (Nel fantastico mondo di Oz) nel 1985, prodotto dalla Disney, seguito non ufficiale con attori in carne ed ossa, basato sul secondo e terzo libro di Baum, forse il più fedele tra tutte le trasposizioni all'immaginario originale dello scrittore, con il suo taglio dark fantasy un po' sinistro che negli anni lo ha reso un piccolo cult all'epoca sottovalutato e che vi consigliamo caldamente di recuperare se volete riscoprire il fascino universale e le atmosfere senza tempo del mondo di Oz. Perché questa nuova versione di animazione somiglia più ad uno di quegli onesti ma dimenticabili sequel destinati direttamente al circuito home video che la Disney produceva per i suoi successi cinematografici degli anni 90, vedi Il Ritorno di Jafar o Il regno di Simba per Aladdin o Il re leone, tanto per intenderci: prodotti impeccabili ma senza la qualità tecnica e creativa degli originali cinematografici.

Vietato ai maggiori

Il magico mondo di Oz: il giullare in una scena del film

Animazione impeccabile ma di livello televisivo, canzoni presto dimenticabili e forzatamente inserite all'interno del plot, dialoghi piatti per una storia senza scossoni e senza sorprese, soprattutto senza una vera anima. Un vero flop negli USA rispetto ai mega incassi delle recenti produzioni di animazione che oramai sono la nuova manna dei botteghini, tendenza che probabilmente in maniera un po' cinica i produttori speravano di cavalcare. Evidentemente non tutto quello che è animazione diventa oro specialmente se il livello non è quello dei recenti capolavori animati per famiglie che oramai il pubblico è abituato a vedere in sala e che raggiungono vette di poesia, ironia e contenuti equiparabili ai film con attori in carne ed ossa e che coinvolgono tanto gli adulti quanto i bambini. Piacerà comunque ai più piccoli, a patto che non abbiano più di sei anni, una cavalcata tanto divertente quanto presto dimenticabile, perché di cartoon così per fare babysitting a casa o negli iPad per tenerli buoni al ristorante ne avranno già davvero tanti.

Conclusione

Un film più adatto al circuito home video che a quello cinematografico, un prodotto di categoria televisiva adatto esclusivamente ai bambini e che non regge il confronto di fronte al livello tecnico e creativo di tante recenti produzione di animazione a cui il cinema ci ha abituato.

Recensione Il magico mondo di Oz (2013)
Alessandro Antinori
Redattore
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