Rachel Keller: la rivelazione di Legion e Fargo al Comicon di Napoli

Al Comicon di Napoli abbiamo incontrato Rachel Keller, la giovanissima attrice che ha già dato prova del proprio talento in serie del calibro di Fargo e Legion. Ecco cosa ci ha raccontato.

Due anni fa era stata una delle rivelazioni della seconda stagione di Fargo. Negli scorsi mesi invece ci ha ancora una volta sorpreso con la sua interpretazione di Sydney Barrett in Legion, una delle serie TV più originali degli ultimi anni in cui però l'attrice non fa nessuna fatica a far emergere la sua dolcezza e il suo talento nel vortice visionario dello show Fox. Stiamo parlando ovviamente di Rachel Keller, 25 anni ancora da compiere ma un futuro già scritto da stella del piccolo e grande schermo. Nonostante il curriculum ancora povero di titoli, il fascino e la bravura dell'attrice hanno già colpito nel segno, lo dimostra l'entusiasmo dei tanti fan che hanno affollato l'Auditorium del Comicon di Napoli il primo maggio in occasione della proiezione di contenuti inediti della serie e dell'interessante incontro con il pubblico moderato da Gianmaria Tammaro e in cui sono intervenuti anche la giornalista Marina Pierri e Nicola Peruzzi, coordinatore editoriale di Panini Comics. Si è parlato molto di Legion ovviamente e del suo rapporto con l'autore Noah Hawley, ma anche di Napoli e degli X-Men.

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Comicon 2017: Rachel Keller alla firma degli autografi

È nata una stella

Comicon 2017: Rachel Keller risponde alle domande

Come hai conosciuto Hawley e come è cominciata la vostra collaborazione?

Rachel Keller: Ero da poco arrivata a Los Angeles quando ho fatto l'audizione per Fargo. Dopo sei minuti di provino abbiamo inziato subito a lavorare insieme sul mio personaggio. Nell'ottobre del 2015 ci siamo rivisti per Legion e per il ruolo di Syd ho fatto tre provini perché voleva essere sicuro che fossi la persona giusta.

Sei giovanissima, quando hai deciso di diventare un'attrice?

Non ricordo un periodo in cui non volevo essere un'attrice, è una passione che ho fin da piccola. Anche mio padre era un attore e dava corsi di recitazione ogni sabato, così io e mia sorella ci intrufolavamo e guardavamo affascinati. Lei poi è diventata una pittrice, a me invece questa passione è rimasta fin da quando ero piccolissima. Avrò avuto forse 5 o 6 anni.

Qual è il tuo consiglio a tutti coloro che vogliono fare questa professione?

Non è un lavoro facile ma come tante cose nella vita, se però sei sicuro della tua scelta nessuno potrà mai dirti che non è la scelta giusta. Il mio consiglio è di avere fiducia e perseveranza e poi di studiare molto. Io uso tutti i giorni quello che ho imparato studiando al college insieme ad altri attori, ed è stata un'esperienza fondamentale.

In questi giorni sei stata a Napoli, quali sono state le tue impressioni?

Vivere in un luogo così vicino al mare per me è incredibile: io sono del Minnesota, la terra dei mille laghi, ma vedere il mare in città è spettacolare. Poi ho avuto modo di mangiare una pizza buonissima da Sorbillo: anche se non mangio formaggio era buonissima, assolutamente divina! E ho comprato anche una collana portafortuna, anzi come da tradizione io l'ho comprata ad una mia amica e lei a me.

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Il successo di Legion

Comicon 2017: Rachel Keller fa un selfie con un fann i

Legion è certamente una delle serie più rilevanti dell'anno, soprattutto perché sfida i canoni della narrazione tradizionale rispetto ai supereroi, visto che è molto diversa da quelli che sono gli altri film e serie tratto da fumetto. Quali sono state le sfide nel portare in vita un copione così complesso e frammentario?

Sì, sicuramente è uno show molto strano e differente, ci sono degli elementi che lo rendono certamente unico. Non c'è un'unica linea temporale, molti luoghi sono astrazioni, è come se non ci fossero regole. Per questo motivo è molto stimolante lavorarci, perché c'è molto più spazio come artista per lavorare e metterci qualcosa di mio, ma allo stesso tempo devi sempre capire bene la visione di Noah e trovare un modo per collaborare con la visione degli altri colleghi. Non sempre è facile, visto che molte volte si fa quasi fatica a capire se si è nel mondo ideale, nel piano astrale o nel sogno di qualcuno. È però anche un modo di lavorare molto divertente.

Com'è stato vivere il personaggio di Sydney che ha delle caratteristiche uniche e com'è stato anche il rapporto con l'altro protagonista Dan Stevens?

Il personaggio di Syd è molto complicato e complesso, il suo potere le impedisce di avvicinarsi agli altri e quindi si sente molto sola. Penso che però al giorno d'oggi siano in molti a sentirsi così e trovo che la serie possa lanciare un messaggio importante di integrazione e accettazione delle proprie diversità. Penso che abbia un messaggio molto profondo e che sia trattato in modo non superficiale. Anche il rapporto con il protagonista David Haller è molto particolare, visto che i due si amano ma non possono toccarsi. Quindi per creare questo rapporto io e Dan Stevens siamo partiti proprio dalla nostra amicizia reale, per trovare un feeling che dovesse sembrare naturale ma che non poteva essere di tipo tradizionale.

Comicon 2017: Rachel Keller sorridente alla manifestazione

Qual è stata la cosa più difficile di questo ruolo?

Non dover toccare mai nessuno. Perché mi sono resa conto solo dopo, anzi è stato Dan a farmelo notare, che anche finite le riprese continuavo a tenermi lontana da tutti. Io sono una persona indipendente ma il personaggio di Syd mi ha reso ancora più solitaria.

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Dal fumetto allo schermo

A differenza del protagonista della serie, quello di Syd è un personaggio non esistente nei fumetti. Come hai lavorato sul personaggio? Ti sei documentata?

Il personaggio di David dei fumetti è stato preso ed inserito in nuovo mondo e nuovi personaggi, quindi in un certo senso è stato così per tutti, ma no, non ho potuto ispirarmi ai fumetti anche se sono stati fondamentali per capire alcune caratteristiche avremmo ritrovato nella serie, come l'uso dei colori. Per preparami al personaggio ho dovuto prendere qualche lezione di capoeira, ma per il resto mi sono basato principalmente sullo script e sulle indicazioni di Noah.

Comicon 2017: Rachel Keller alla manifestazione

Cosa ne pensi degli X-Men e ti piacerebbe se il personaggio di Syd diventasse un fumetto?

Sono un'ammiratrice degli X-Men e dei temi importanti che riescono ad emergere da questi fumetti Marvel. E sì, io stessa mentre giravamo ho pensato alla possibilità di vedere il mio personaggio un giorno su carta e l'idea mi piace tantissimo. Penso poi che Legion sia già in qualche modo perfetta per diventare un fumetto: provate a mettere pausa in alcune scene, anche quelle d'azione, e vedrete che il modo in cui sono girate sono già perfette per essere un fumetto. Quindi sì, se il nostro show dovesse mai diventare un fumetto lo comprerei sicuramente!

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