Rischio a due

2005, Commedia

Recensione Rischio a due (2005)

Ben confezionato, ma freddo e poco coraggioso, 'Rischio a due' risulta una visione piacevole, nonostante non lasci molto allo spettatore.

Pochi rischi per Al Pacino

Walter, Il manager di un linea telefonica di consigli per le scommesse sportive scopre Brandon Lang, un ex giocatore di football, che mostra un grosso talento nella scelta dei vincitori delle partite.
Brandon, che era stato costretto ad interrompere la sua carriera per un brutto incidente al ginocchio, "conosce le squadre meglio di quanto queste conoscano sè stesse" e si dimostra molto adatto al lavoro ed al ruolo che Walter ha in mente per lui: preso il nome d'arte di John Anthony, Brandon diventa il perno dell'industria di supporto delle scommesse sportive che Walter ha in mente.

Da questo spunto, però ritroviamo poche soprese nello sviluppo della trama, che scivola innocua e senza scossoni verso il prevedibile finale.
Diretto da D.J. Caruso, regista di esperienza prevalentemente televisiva (ha diretto tra le altre cose episodi di Dark Angel, Smallville e The Shield), e scritto da Dan Gilroy, Rischio a due è un film amaro sul mondo delle scommesse che ha il difetto di non approfondire il discorso sull'ambiente che mette in scena, ma di guardarlo con freddezza dal di fuori, mentre l'attenzione è tutta rivolta al cast di tutto rispetto, sulla carta punto di forza del film.
Ma a parte Rene Russo, che appare equilibrata ed in parte, Jaime King assicura un apporto puramente estetico e Matthew McConaughey non scava nell'animo del personaggio, limitandosi a focalizzare l'attenzione sulla sua parlantina da venditore e sugli atteggiamenti cool dello stesso, perdendo di vista l'aspetto umano; interpretando in definitiva John Anthony e non Brandon Lang.

Ma il vero anello debole della catena, ci dispiace dirlo, è Al Pacino, che fornisce la sua ormai solita interpretazione, satanica e sopra le righe, incentrata sugli ormai abituali monologhi. Colpa ovviamente anche di una scrittura che ricalca i suoi soliti personaggi e di una regia troppo poco sicura per dirigere, e forse forzare, un attore di questo calibro.

Ben confezionato, ma freddo e poco coraggioso, quindi, Rischio a due di rischi ne corre decisamente pochi, ma risulta una visione piacevole, nonostante non lasci molto allo spettatore. E sarà apprezzato dagli estimatori di Pacino, che ritroveranno nel film un'immagine consolidata, per quanto poco originale, dell'attore.

Recensione Rischio a due (2005)
Antonio Cuomo
Redattore
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