Transformers - La vendetta del caduto

2009, Azione

Recensione Transformers - La vendetta del caduto (2009)

Sono ancora spettacolarità e verve comica a fare da perno a questa seconda avventura dei Transformers sul pianeta Terra: rinfoltite le fila e sfoderate nuove abilità, Autobot e Decepticon si troveranno ancora contrapposti, in una battaglia in cui si deciderà non soltanto il loro destino, ma anche quello del nostro pianeta.

Più Transformers, più adrenalina, più Bay

Per alcuni di noi sono passati decenni da quando, nel segreto delle nostre camerette o al parco con i bimbi del quartiere, inventavamo storie fantastiche di eroi o cavalieri, creature straordinarie o provenienti da mondi lontanissimi. Negli anni ottanta, queste figure mitiche erano molto spesso robot, approdati nel vecchio continente sull'onda del successo ottenuto dapprima in Giappone e, subito dopo, negli Stati Uniti. Ed è proprio a questi due paesi che si deve la paternità di una creazione che lascerà un'impronta indelebile nel mondo dei giocattoli quanto dell'animazione: quella dei Transformers. Non si trattava soltanto di esseri senzienti, dotati di armi potentissime e all'avanguardia, ma, elemento unico nel loro genere, potevano trasformarsi, assumendo, da robot antropomorfi quali erano, forma e caratteristiche di svariati veicoli a noi tutti noti: camion, automobili, aerei, e chi più ne ha più ne metta. Il bambino che è in noi non può tuttora rimanere indifferente alla potenza immaginativa di una tale invenzione, ed è per questo che le astute menti di Hollywood, ben consce delle debolezze umane, hanno affidato a Michael Bay, mago della spettacolarità e dell'adrenalina, il compito di tradurre in pellicola un mito della nostra infanzia. C'è riuscito piuttosto bene nel 2007, nonostante le critiche dei fans più incalliti che lamentavano una scarsa aderenza al design dei robot originali, e ci riprova nel 2009 con Transformers - La vendetta del caduto, un seguito che, forte degli elementi di successo del suo predecessore, non ha paura di fare le cose ancora più in grande.

Una scena di Transformers - La vendetta del caduto
Gli Autobot, guidati da Optimus Prime, si sono fermati come promesso sulla Terra e, a quanto sembra, il loro appello ai compagni dispersi nell'universo non è rimasto inascoltato: molti altri sono infatti arrivati a dare manforte ai superstiti della prima battaglia contro i Decepticon del defunto Megatron, e vigilano imperterriti a salvaguardia della nostra specie. Sam, il giovane umano che nel primo episodio era stato coinvolto in prima persona nella disputa tra i due schieramenti rivali, contribuendo a salvare il pianeta, deve intanto trasferirsi al college, lontano dalla bella fidanzata Mikaela e dall'amico Bumblebee, rimasto con lui in qualità di automobile. Ma il giorno stesso della partenza, il contatto accidentale con un frammento residuo dell'AllSpark inizia a sortire strani effetti sulla mente di Sam: il ragazzo comincia infatti a vedere strani simboli, di cui tutti ignorano il reale significato. Sarà soltanto dopo che Megatron, tornato in vita grazie all'intervento del suo primo tirapiedi Starscream, si metterà a dargli la caccia, che a Sam risulterà chiaro che le nuove informazioni che possiede potrebbero risultare molto rilevanti alla causa dei Decepticon. Purtroppo nemmeno per gli Autobot sarà facile aiutare il loro giovane amico umano: l'agenzia nella quale collaborano con l'esercito degli Stati Uniti sta infatti per essere smantellata, grazie all'intervento di un tutt'altro che lungimirante Consulente della Sicurezza Nazionale, che giudica gli Autobot più pericolosi che utili per l'umanità. Sam si troverà così affiancato dai più vari e improvvisati collaboratori: oltre al fido Bumblebee e ai Gemelli, due Autobot ironici e spericolati, ad aiutarlo ci saranno Leo, suo compagno di stanza all'università e convinto sostenitore di teorie complottistiche (e quanto mai esatte) secondo cui il Governo nasconde al mondo la presenza aliena, e Simmons, che nonostante il licenziamento non ha perso l'interesse per i nostri trasformabili ospiti. Insieme, coadiuvati anche dal già noto maggiore Lennox e dai suoi uomini, restii ad abbandonare gli Autobot all'inazione, dovranno impedire ai Decepticon di impossessarsi di un'insospettabile fonte di potere, attraverso la quale una nuova figura, nascosta nell'ombra, minaccia di distruggere la razza umana.

Non si può certo dire che Michael Bay si sia risparmiato nel confezionare questa roboante seconda avventura di Autobot e Decepticon sul pianeta Terra. Quelli che erano i punti di forza della precedente pellicola qui vengono riproposti ed esaltati al massimo: un forte accento è posto sull'elemento comico, padroneggiato alla perfezione dai già rodati Shia LaBeouf e John Turturro, ma anche dalle new entries Ramon Rodriguez e dai già citati Gemelli, mentre le scene d'azione, nel primo film a tratti confusionarie e poco comprensibili, vantano una migliore gestione, che ne fa apprezzare anche la ben maggiore quantità. A beneficio di chi storceva il naso di fronte a una parziale messa in ombra dei personaggi robotici a favore di quelli umani, ora Autobot e Decepticon si ritagliano uno spazio ben più consistente, anche in ragione del più ampio numero di alieni in forza ad entrambi gli schieramenti. Una doverosa attenzione è stata riposta anche nella differenziazione delle abilità di combattimento di ognuno dei protagonisti, lasciando spazio alle due spade di Optimus Prime, all'interessante idea di includere un Decepticon di forma umana ma anche ad una sequenza in cui Bumblebee sfodera una sorprendente, e letale, potenza bellica. La presenza di Devastator, il gigantesco robot formato dall'unione di più Decepticon, oltre a fare la felicità dei fan mostra l'ineccepibile comportamento degli effetti speciali, curati da due giganti del settore come ILM e Digital Domain, grazie ai quali non soltanto i modelli dei robot si assestano su livelli di eccellenza, ma soprattutto le animazioni e i movimenti sono notevolmente più fluidi, e l'interazione con i personaggi umani risulta assolutamente credibile e ben gestita. Michael Bay ha quindi giustamente scelto di potenziare gli elementi di maggior successo della prima pellicola, ma contemporaneamente ha inciampato in quello che da sempre è uno dei punti critici dei film d'azione, ovvero l'articolazione della vicenda.

Una nuova immagine del film Transformers - La vendetta del caduto, con Ramon Rodriguez
Rendendo l'intreccio più complesso si sono resi evidenti alcuni limiti della sceneggiatura, mentre la volontà di mantenere la narrazione su più piani paralleli si è rivelata non perfettamente risolta sotto l'aspetto del montaggio, appesantito in alcune sequenze da fulminei e continui cambi di scena. Dispiace constatare anche un non ottimale sfruttamento del potenziale di alcuni personaggi, come il vetusto ma combattivo Jetfire, che, nel ruolo di una sorta di mentore, indirizza i nostri eroi sulla strada da percorrere, ma soprattutto per quanto riguarda il Caduto, la cui mitologia poteva dare adito ad una serie di interessanti riflessioni e spunti narrativi.
La seconda escursione hollywoodiana nel mondo dei Transformers quindi mantiene, e rinnova (in vista del terzo episodio, previsto per il 2012) le promesse di azione e spettacolarità che avevano fatto la fortuna della scorsa pellicola, limando inoltre alcuni dei difetti che l'avevano maggiormente esposta a critiche. Per chi ha amato la saga d'animazione, l'ingresso in scena di tanti nuovi protagonisti, e il notevole spazio a loro dedicato, saranno una piacevole sorpresa, mentre tutti gli altri si potranno godere un buon action, di grandissimo impatto visivo e che, mettendo in luce il coraggio e lo spirito di collaborazione di due razze così diverse, ci ricorda ancora una volta che, nei Transformers come in noi esseri umani, "c'è più di quel che vedi".

Recensione Transformers - La vendetta del caduto...
Lucilla Grasselli
Redattore
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