Recensione NN (2014)

Secondo lungometraggio di finzione del regista peruviano Héctor Gálvez, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, NN è un'atipica detection sviluppata con estremo rigore stilistico ed al contempo un viaggio metaforico negli orrori della storia del Perù.

Recensione NN (2014)
NN

2014 – Drammatico
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È un lungo piano sequenza, con l'inquadratura in camera fissa di un gruppo di uomini che, in lontananza, scavano nel terreno, ad introdurre lo spettatore a NN, seconda opera di finzione (dopo Paraiso, presentato nella sezione Orizzonti al Festival di Venezia 2009) del regista e sceneggiatore peruviano Héctor Gálvez, in concorso alla nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione Cinema d'oggi.

Quegli uomini, scopriremo, sono un team di antropologi forensi impegnati a riesumare, dal cortile di una vecchia base militare in disuso, dei cadaveri risalenti a più di due decenni prima, vittime di un regime dispotico e sanguinario e dei conflitti interni che hanno devastato un'intera nazione. Ma assieme ai corpi di otto persone, dissidenti politici la cui identità verrà presto appurata, emergono anche i resti (un teschio, alcune ossa e dei vestiti) di una nona vittima, un maschio di circa trentacinque anni.

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Una detection rivolta al passato

NN: Paul Vega con Isabel Gaona in una scena del film

È il suddetto incipit a costituire lo spunto per l'atipica detection al cuore della trama di NN, il cui bizzarro titolo deriva dalla sigla utilizzata per indicare i cadaveri privi di un'identificazione. Ed è appunto tale necessità, trovare un nome e un volto da ricollegare a quel misero mucchietto di ossa e di abiti, a diventare la 'missione', ossessiva e logorante, di Fidel (Paul Vega), il medico alla guida del team di antropologi, partendo da un unico indizio: una foto, trovata in una tasca della camicia della vittima senza nome, con l'immagine in bianco e nero di una ragazza. È l'inizio di un percorso in cui dubbi, domande ed ipotesi si affastellano senza sosta, in una lotta contro l'oblio che assume al contempo una valenza metaforica ricollegabile al passato traumatico di un paese che non ha ancora smesso di elaborare il lutto e la sofferenza per i propri morti. In tale prospettiva, NN si propone anche come un giallo sui generis in cui l'indagine del protagonista, Fidel, è rivolta verso un tempo lontano ma che non cessa di influenzare il presente, mentre gli echi della tragedia dei desaparecidos continuano a far risuonare un silenzio assordante nell'animo di chi è sopravvissuto a quegli anni nefasti.

Missing

NN: Paul Vega in un'immagine del film

A costituire un elemento di stridente contrasto, in NN, è infatti l'accostamento fra la memoria dell'orrore consumato oltre vent'anni prima e l'apparente imperturbabilità dei medici per i quali l'analisi di quei cadaveri e di quelle ossa è parte di un'ordinaria routine. Eppure, per Fidel la ricerca dell'identità della vittima numero nove assume progressivamente un significato personale, espresso anche dal sommesso senso di inquietudine dell'uomo nel rapporto con la presunta vedova. L'intreccio del film di Gálvez, in fondo, è tutto qui: a conferire intensità a NN non sono tanto gli snodi di una trama ridotta all'essenziale, quanto il tono di ieratica gravità con cui il regista peruviano mette in scena il proprio racconto, composto da inquadrature pressoché immobili, da piani sequenza, da primissimi piani che si alternano alle panoramiche dei paesaggi del Perù e delle sterminate distese delle Pampas, tanto maestosi quanto solenni, sprofondati in un'atmosfera di inesorabile cupezza dalla quale non sembra esistere via di fuga.

Conclusioni

NN: Isabel Gaona in una scena

Contraddistinto da un inesorabile rigore stilistico sia nelle modalità della messa in scena, sia nelle dinamiche della narrazione, NN è un dramma sobrio e composto, ma al contempo in grado di scivolare sottopelle e di coinvolgere lo spettatore nella sua asciutta investigazione nei meandri di un passato che riemerge - letteralmente - dalle viscere della terra, a reclamare la necessità di una memoria a rischio di essere inghiottita dall'oblio.

Stefano Lo Verme
Redattore
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Roma 2014
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