Matt Bomer a Giffoni racconta i successi di White Collar e The Normal Heart

La star di White Collar Matt Bomer sta vivendo un periodo d'oro, anche grazie alla nomination per gli Emmy ottenuta per il TV movie HBO The Normal Heart, come racconta al Giffoni Film Festival.

Matt Bomer
Matt Bomer

39 anni, attore

I proverbiali treni che passano una volta sola nella vita possono non fare nessuna fermata nella carriera di un artista. Gli attori non fanno eccezione. Matt Bomer ha avuto quel mix perfetto di talento e fortuna per salire a bordo di alcuni dei progetti più sorprendenti in circolazione: per il piccolo schermo si tratta di The Normal Heart, il TV movie firmato HBO in arrivo a settembre su Sky Cinema. Diretto da Ryan Murphy (Glee), ha regalato all'attore, protagonista con Mark Ruffalo dello struggente racconto sull'avvento dell'AIDS, non solo una nomination agli Emmy ma l'attenzione planetaria che avrebbe meritato da tempo.

In attesa dell'ultima stagione di White Collar - Fascino criminale, l'interprete texano ha fatto tappa al 44° Giffoni Film Festival (Giffoni Valle Piana, 18-27 luglio) per ricevere il Giffoni Award, un riconoscimento all'eccellenza professionale e all'impegno sociale, che ha testimoniato ai 3500 giovani giurati della kermesse campana, provenienti da tutto il mondo. Per molti di loro rappresenta una fonte d'ispirazione e un modello: "Se io fossi nei loro panni - ha detto - e dovessi chiedere un autografo sceglierei Julia Roberts. Pretty Woman è stato per me una folgorazione. A volte i miti deludono, li incontri e pensi: "_Dopo tutto è solo un essere umano come me". Lei no: è andata oltre le mie aspettative e lavorarci insieme per The Normal Heart è stato un dono incredibile_".

La chiamata all'agente

White Collar: Matthew Bomer e Tiffani Thiessen in una scena della serie

Un aspirante attore, spesso squattrinato, si presenta ad ogni audizione, prova ogni possibile ruolo pur di farsi notare ma esistono quelle parti per cui un professionista sarebbe disposto a scendere a qualsiasi compromesso, a subire trasformazioni fisiche e a sottoporsi a pressioni emotive fortissime. "Non lo faccio mai - spiega Matt Bomer - ma quando ho sentito del progetto di The Normal Heart ho preso il telefono e chiamato immediatamente il mio agente. Dovevo esserci a qualsiasi costo e, incredibilmente, se avessi dovuto scegliere un ruolo, avrei puntato su Felix, quello che poi ho ottenuto. Avere la possibilità di dare il volto ad un personaggio capace di avere una rilevanza fondamentale nella vita del pubblico ai più fortunati capita uno o al massimo due volte nella vita e a me è successo".

Punti di riferimento

The Normal Heart: Mark Ruffalo e Matt Boner in una scena

Dopo il film tv ritorna stripper per il sequel di Magic Mike dal titolo Magic Mike XXL: "Non solo: ho girato un piccolo film ma per me molto importante. E si sta parlando del biopic su Montgomery Clift. Ho visto tutti i suoi film e vorrei portare sullo schermo non solo la sua grandezza ma la sua umanità. Voglio farlo solo a determinate condizioni perché ha avuto un enorme impatto sulla mia carriera". E, sempre a proposito di fonti d'ispirazione, ha aggiunto: "Ho guardato a Marcello Mastroianni e a La dolce vita per lo stile in White Collar, ho detto al direttore del casting di prendere spunto dal suo look nel creare i completi di Neal". Per quanto riguarda, invece, un cambio di rotta professionale, avrebbe un sogno nel cassetto: "Aver prodotto le ultime due stagioni del telefilm mi ha fatto riflettere su quanto sia meglio avere una parte attiva nella realizzazione dei progetti piuttosto che aspettare una telefonata. Sono stato fortunato e vorrei continuare nella produzione".

Il controllo creativo

Essere coinvolto nel processo creativo diventa quindi uno degli obiettivi principali di Bomer: "Ricordo ancora il pilot di White Collar. C'era una scena in cui praticavo yoga senza maglietta ma senza alcun motivo. Ho detto di no perché era assolutamente gratuita. Questo, però, dipende dall'artista: ce ne sono alcuni di grandiosi che si spogliano in ogni film e altri, altrettanto bravi, che non lo hanno mai fatto. Per me dipende da cosa questa scelta apporta alla storia, se è funzionale allora ci sto". Lo stesso discorso vale per la rappresentazione dell'omosessualità nei prodotti di finzione: "Io sento una fortissima responsabilità: se un ruolo è ben scritto, quindi senza stereotipi, e quindi è credibile come essere umano, l'essere gay è solo una caratteristica tra le altre, non è definito da quest'aspetto. In questo caso aiuta. Ecco perché attualmente sono impegnato in un documentario HBO sui maltrattamenti dei gay in Russia".

In Time: Matt Bomer in una scena
Matt Bomer a Giffoni racconta i successi di White...
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