L'uomo di neve

2017, Poliziesco

L’uomo di neve: Un thriller glaciale e uno spot per la Norvegia

L'acclamato bestseller di Jo Nesbø arriva in sala in un adattamento curato da Tomas Alfredson con la star Michael Fassbender nel ruolo del protagonista.

L'uomo di neve: Michael Fassbender in una scena del film

Pubblicato nel 2007, il romanzo L'uomo di neve di Jo Nesbø compie quest'anno dieci anni, proprio quando un suo adattamento arriva nelle sale di tutto il mondo segnando un traguardo non comune per un film girato interamente in Norvegia e diretto da un autore svedese come Tomas Alfredson. Una visibilità dovuta all'incredibile successo dello scrittore a livello mondiale, che ha permesso di raccogliere attorno al progetto un cast di tutto rispetto, da Rebecca FergusonCharlotte GainsbourgVal Kilmer e J.K. Simmons.

Senza dimenticare ovviamente Michael Fassbender, incaricato di dare un volto al protagonista Harry Hole, personaggio sul quale Nesbø ha costruito una serie di romanzi a partire dal 1997 e portata avanti fino a quest'anno con un'undicesima storia che lo vede protagonista (L'uomo di neve è la sua settima indagine). Trattandosi di polizieschi, è facile intuire che si tratta di un detective, dotato di grande intuito e capacità investigative, ma con metodi poco ortodossi ed una inclinazione verso alcool e droghe, che non gli permettono di avere un facile rapporto con i colleghi.

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L'uomo di neve: un primo piano di Rebecca Ferguson

Ad Oslo è il momento della prima neve d'inverno. Un'atmosfera magica spezzata dalla scomparsa di una donna sulla quale indaga Hole, preoccupato che questa sparizione possa essere ricondotta al ritorno di un inafferrabile serial killer. Per questo Hole si tuffa in vecchi casi irrisolti, alla ricerca di indizi che li ricolleghino al nuovo e lo conducano sulle tracce dell'assassino prima che la neve torni a cadere e lui a colpire. Un'indagine in cui il detective non è solo, aiutato da una poliziotta appena trasferita, Katrine Bratt, che dimostra da subito di essere una mente brillante e perspicace.

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La scelta di Fassbender

L'uomo di neve: Michael Fassbender e Charlotte Gainsbourg in una scena del film

Il casting di un interprete carismatico come Fassbender è senza dubbio motivo di merito per il film ed è evidente lo sforzo dell'attore di tratteggiare le sfumature di un personaggio così complesso e sfaccettato come quello descritto dallo scrittore norvegese. È, come dicevamo, la punta dell'iceberg di un lavoro notevole fatto sulla composizione di un cast quantomai ricco e di valore, che ai nomi già citati anche comprimari efficaci come Toby Jones, capaci di un ottimo lavoro anche sulla lingua e gli accenti, che purtroppo il pubblico italiano non potrà apprezzare. Quel che manca è sul versante della costruzione narrativa, forse nella inevitabile semplificazione di un romanzo corposo, che rende L'uomo di neve un film freddo come l'ambientazione in cui si muove, che procede con una calma placida e senza guizzi, che mal si adatta a quello che dovrebbe essere un thriller teso e punteggiato da situazioni crude.

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Il fascino di Oslo

L'uomo di neve: una scena del film

Eppure la regia di Alfredson è solida e puntuale, capace di una messa in scena affascinante e suggestiva, che alterna immagini di grande impatto visivo ad altre di elegante potenza. Ciò non basta a tener desta l'attenzione dello spettatore, che tende a lasciarsi distrarre da un ritmo troppo blando e dilatato. Il risultato è comunque un ottimo spot per la città di Oslo e la Norvegia, perché la vera vincitrice morale de L'uomo di neve è la sua ambientazione che emerge con prepotenza dallo schermo, ritagliandosi uno spazio nei cuori degli spettatori con immagini e luoghi di rara bellezza. Al termine della visione del film di Alfredson, si storce il naso per l'occasione sprecata, per un progetto dal gran potenziale in cui tutti i tasselli di una produzione ambiziosa non riescono ad incastrarsi con la dovuta efficacia.

L’uomo di neve: Un thriller glaciale e uno spot...
Antonio Cuomo
Redattore
2.5 2.5
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