L'aglio come il doppiaggio: se l'Amatriciana non si tocca, allora perché i film sì?

L'analogia vi sembrerà forse azzardata, ma il cinefilo integralista ne sa qualcosa di ingredienti che vanno ad alterare la ricetta originaria. Permetteteci dunque, per una volta, un ironico excursus culinario.

L'aglio come il doppiaggio: se l'Amatriciana non...

È la vera notizia del giorno: il celebre chef Carlo Cracco, ormai noto soprattutto per essere uno degli inflessibili giudici di Masterchef, ha affermato che nella sua ricetta dell'Amatriciana ci andrebbe anche l'aglio.
Orrore! Eresia! Raccapriccio!
Un intero paese si è sentito in dovere di rendere giustizia ad uno dei piatti più "autentici" ed amati della cucina italiana, ed addirittura il Comune di Amatrice è dovuto intervenire rammentando allo chef che certamente è libero di inserire nella ricetta l'aglio o qualsiasi altro ingrediente, ma che non potrà più chiamare il suo piatto Amatriciana.

Masterchef 3: Carlo Cracco in una foto promozionale

Voi direte, ma perché ci stai dicendo tutto questo su Movieplayer.it, tanto che ci tieni all'Amatriciana? O forse all'aglio?
In verità no; sia chiaro, adesso come adesso di certo non rifiuterei un bel piatto di bucatini all'Amatriciana (o spaghetti? Non vorrei far arrabbiare il sindaco di Amatrice, ma giuro che il dubbio mi sta venendo!) e se per questo nemmeno farei mai uno sgarbo all'irascibile Cracco (aglio o non aglio, mangerei di gusto e senza lamentele!), ma nel leggere questa mattina una sfilza infinita di articoli e commenti sull'argomento, che mi crediate o meno, il mio primo pensiero è stato di tipo cinematografico.

E più precisamente: ma io li conosco tutti questi puristi dell'Amatriciana, stanno dicendo le stesse cose che io e tanti altri talebani della lingua originale e nemici del doppiaggio stiamo ripetendo da anni!

2015, noi sopravvissuti del doppiaggio

Per un attimo mi è venuto quasi da urlare a squarciagola "L'aglio è il doppiaggio! L'aglio è il doppiaggio!" quasi come fossi Charlton Heston nel finale di 2022: i sopravvissuti, ma ben consapevole che come minimo i colleghi mi avrebbero fatto rinchiudere, ho pensato che sarebbe stato meglio scrivere un qualcosa di leggermente più dettagliato su queste pagine.

2022 i sopravvissuti: Charlton Heston

Ora, chi ci segue da tempo sa benissimo come la pensiamo sul doppiaggio da queste parti. D'altronde proprio l'estate scorsa avevamo pubblicato un editoriale in seguito alla polemica Muccino/Insegno, e non ci piace molto ripeterci (anche perché non è che a distanza di mesi abbiamo cambiato opinione, anzi) però l'occasione è davvero troppo ghiotta, perfino più ghiotta delle tante foto di Amatriciana che ci sono passate davanti nelle ultime ore.

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La frase chiave qui è quella del Comune di Amatrice: "Ribadendo che siamo certi della buona fede del noto chef, siamo convinti che lo stesso abbia comunque piena libertà di inserire 'l'aglio in camicia' nel sugo da lui preparato, e siamo ancora più convinti che tale sugo potrà anche essere buono, ma non lo si può chiamare Amatriciana".
Ecco vedete quello che c'è scritto qui? Io lo farei stampare e lo farei inserire, in sala come in televisione, davanti ad ogni film proiettato doppiato. E non come punizione, sia chiaro, ma perché così com'è giusto per tanti italiani salvaguardare un loro patrimonio nazionale come una ricetta, lo stesso vale per me, in quanto appassionato di cinema, per tutti i film in commercio.

Perché se vale per una ricetta, vale anche per un film: se cambi o aggiungi o togli un ingrediente, quella ricetta e quel film non sono più com'erano stati pensati originariamente. Per farla breve, non sono più "autentici", altra parola chiave che viene sempre dal comunicato di cui sopra.

Mi piacerebbe insomma che la stessa consapevolezza che c'è per l'amata amatriciana ci fosse anche per i film, e che tutte le persone che ancora oggi mi dicono "Ma scherzi? Tantissimi film sono decisamente meglio doppiati, ma l'hai sentita che schifo la voce di Tizio o di Caio?" lo facciano pensando a quell'aglio della discordia. (Per la cronaca, ad oggi posso dire di essere sempre riuscito a resistere alla tentazione di rispondere come vorrei alla dichiarazione di cui sopra. E infatti non vi scrivo dal carcere).

Sono ingenuo lo so, ma mi piace pensare che dove io ho fallito, dove in tanti abbiamo fallito in questi decenni in Italia per cercare di portare un po' di consapevolezza in più sulla questione doppiaggio, possa esserci invece riuscito Carlo Cracco, da oggi non solo chef ma anche mio critico cinematografico di riferimento. E state certi che da oggi, a casa mia, l'amatriciana sarà sempre con aglio. Ma Breaking Bad o Citizen Kane solo in lingua originale.

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