Enrico Mattei - L'uomo che guardava al futuro (MINISERIE TV IN 2 PARTI)

2009, Drammatico

Recensione Enrico Mattei - L'uomo che guardava al futuro (2009)

Giorgio Capitani ricostruisce nel film tv Rai la parabola del celebre imprenditore, in un prodotto che sotto il profilo tecnico non sfugge alle logiche televisive, ma che riesce comunque ad offrire un'interessante immagine di una figura chiave del dopoguerra italiano.

Massimo Borriello

L'uomo del miracolo italiano

Nel suo tentativo di raccontare l'Italia attraverso i protagonisti che ne hanno segnato la storia, la nostra tv, servizio pubblico compreso, raramente batte la strada dell'impegno civile, timorosa di toccare temi quali politica ed economia. Con Enrico Mattei - L'uomo che guardava al futuro, RaiFiction compie un passo importante in questo percorso, andando a narrare la storia di un personaggio pubblico e discusso che con la sua etica e il suo amore per un paese martoriato dalla guerra, contribuì in maniera determinante al miracolo economico del dopoguerra. Enrico Mattei venne chiamato alla presidenza dell'Agip per liquidarla e svenderla agli americani, ma le cose andarono diversamente, perché lui aveva altri piani per l'azienda: rifiutandosi di diventare ricco in un paese di poveri, desideroso di offrire al paese un futuro e non lasciarlo soccombere alla (onni)potenza straniera, il prestigioso imprenditore andò a cercare e a trovare il metano e il petrolio nel sottosuolo italiano. Fu guerra aperta contro le Sette Sorelle (un'espressione che Mattei stesso coniò), i nemici aumentarono in maniera feroce ed esponenziale, e dopo una serie di fastidiosi successi, tra i quali la nascita dell'Eni e de Il Giorno, Mattei venne fatto fuori con un attentato che fece precipitare il suo aereo personale, sul quale viaggiava insieme al pilota e a un giornalista americano.

Massimo Ghini e Vittoria Belvedere in una scena della fiction Enrico Mattei - L'uomo che guardava al futuro
Nel 1972, Francesco Rosi aveva raccontato le ultime 24 ore di vita dell'imprenditore e il mistero legato alla sua morte ne Il caso Mattei, interpretato magistralmente da Gian Maria Volonté. Trentasette anni dopo Giorgio Capitani ricostruisce la sua parabola in un prodotto che sotto il profilo tecnico non sfugge alle logiche televisive, tutto teso a spiegare anche oltre il dovuto, secondo tempi e soluzioni visive già ampiamente rodate, ma che riesce comunque ad offrire un'interessante immagine di una figura chiave del dopoguerra italiano. Il pericolo di scivolare nel mero 'santino' attanaglia tutta la prima parte dell'opera, incentrata su un'esaltazione talvolta esasperata del Sogno di Mattei di far ripartire l'Italia, di tirarla fuori dalle macerie per permettere il suo sviluppo economico senza piegarsi ai diktat dei salvatori americani. Probabilmente la seconda puntata saprà raccontare anche i lati oscuri del personaggio, le trame poco ortodosse tessute per arrivare al proprio scopo, ma anche le ombre sul piano privato; nel frattempo il tv movie di RaiUno sa intrigarci con i primi passi di un uomo ben lontano dal mirare a una ricchezza personale, come gli squallidi protagonisti della scena politica ed economica italiana attuale, e con una parte più romanzata della sua vita privata che racconta di una storia d'amore che sembrava destinata a essere indimenticabile, ma che sarà segnata invece dal mancato arrivo di un figlio in grado di dare serenità e stabilità alla coppia. Bravo come al solito Massimo Ghini a restituire l'umanità e la dignità dell'uomo del miracolo italiano.

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